Saluti, acclamati saluti e auguri!

Oggi mi è arrivato il borsello nuovo1 e inevitabilmente ho dovuto fare il confronto con quello vecchio.

Ecco il confronto del confronto, decidete voi qual è il nuovo e qual è il vecchio.

Inevitabilmente il mio pensiero è andato a Edo Cuoio e a sua moglie Manni Noretti. Edo, so che state passando un periodo difficile, tra quell’affare degli ermellini sudamericani e la gotta cistercense che attanaglia la vostra città, ma sono certo che riusciremo a rivederci di nuovo, magari a Magonza, come abbiamo sempre sognato di fare!

Coraggio!


  1. In determinate zone d’Italia viene chiamato borzello, sentitevi liberi di pronunciarlo come piú vi aggrada. 
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Ripresa, tremenda ripresa

E dopo tanto non giuocare, ecco che si riprende a giuocare al buon vecchio e simpatico Richiamo di Cthulhu, il giuoco di ruolo che piace a grandi e piccini, che non è mai troppo presto per iniziare a giuocare!

È calato il sipario – La festa

Una foto un po’ cupa per dire che noi siamo cupi dentro.

C’è poco da dire sulla festa: eravamo tutti lí, tutta l’isola davvero sembrava essersi riunita. Cercavamo con lo sguardo il vecchio Marsh, temendo di incorrere nella sua terribile ira, e il nostro “capo” Peter. Tutto ciò che siamo riusciti a trovare è stato lo sguardo satanico di Claire O’Bannion e poi nulla piú.

Ah!


Ci siamo risvegliati nelle nostre abitazioni, dopo aver sognato creature misteriose ed inquietanti. Creature che all’inizio ci apparivano quasi benevole ma che pian piano hanno disvelato la loro vera natura.
Forse era sempre lo stesso essere misterioso, magari visto piú o meno da vicino o da chissà quale angolazione. Non saprei dirlo… ma sicuramente abbiamo sognato tutti la stessa cosa e, al nostro risveglio c’erano altri due monoliti sull’isola. Proprio sull’isola, tanto che il loro peso l’ha fatta sprofondare lievemente. Temo non ci sia piú tempo, siamo stati troppo lenti?
Che l’umanità ci perdoni, stiamo fallendo, la Terra sarà condannata!

Sogni sereni.


Commmentininino

Sono nascostissimo!

A causa del Covid e di intoppi di varia natura siamo stati costretti ad una sosta forzata. La partita di ieri è stata un ripasso di tutto ciò che era accaduto in questi giorni, ripasso fondamentale quando c’è una pausa molto lunga, soprattutto considerando che stiamo giocando una storia abbastanza intricata con un decorso oramai abbastanza compromesso: sarà molto difficile avere un finale non pessimo per come si sono evolute le cose, ma non per questo ci arrenderemo!
Venerdí prossimo dovremmo poter riprendere da questo momento infausto: tre dei cinque monoliti per l’invocazione di Cthulhu sono emersi, fra poco il nostro piano di nascondere gli elementi per completare il rituale ci metterà in grande pericolo e dovremo vedere se riusciremo a scappare prima di allora. In caso di fuga, poi, riusciremo a rompere il continuum spaziotemporale e bloccare il momento della catastrofe? Oppure consegneremo involontariamente l’unica arma in grado di fermare il Re in Giallo proprio ad Hastur stesso?

Da questa missione deriveranno le nostre future occasioni ludiche!

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Sognando in piccolo

In questo caldo meriggio sono caduto preda del sonno. E sognando ho creato1, come mio solito.
Nuovamente desto ho deciso di rendere visibile a voi, lurida marmaglia, ciò che il mio sogno ha reso possibile, ciò che il mio sacro volere ha generato dal nulla. Ecco quindi il mio ultimo ysipitto divino, rientrante anch’esso nella serie dei piccolotti.
Prendete e gioitene tutti: questo è il mio sogno che offro in sacrifizio per voi. Pascetevene e raggiungete l’illuminazione!

Questo paesaggio è per voi.

Un piccolo sogno.

Siate maledetti se sprecherete questa occasione, condannatevi alle Tenebre, nell’oblio sempiterno, se ciò che desiderate è questo: non avrò pietà per voi. Maledetta sia la pietà nei vostri confronti e maledetto sia chi pietà per voi prova. Non c’è speranza nella vostra condanna, non c’è speranza per la condanna che voi avete scelto.


Scagliato l’anatema di ordinanza per chiunque non voglia abbeverarsi alla Fonte della fonte, mi vedo costretto a rimpinzarvi, come al solito, dei classici dati tecnici che tanto bramate:

  • pastelli a olio;
  • cartoncino;
  • 14×4,5 cm circa.

  1. Ogni mio sogno è creazione, sono un umile demiurgo, non da voi meritato, certamente. Per vostra fortuna, però, non uso i vostri abietti2 parametri umani.
    Non mi meritate. Sappiatelo. 
  2. L’accento sulla “e” può essere sia acuto che grave, uno però è meno comune dell’altro, fate quindi molta attenzione quando adoprate questa parola. 
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Segnalinazionando

Ricordo una cosa che non ricordo.

Capitan Ignoto

Nuovo ysipitto che rientra, prepotentemente nella rubiconda1 collana dei tanto acclamati Piccolotti2.
Ecco quindi: Alla Corte di Azathoth

Pratico segnalibro per il mio e-readers.

Non c’è niente da dire. Riuscite dal centro dell’universo, tra una bestemmia e l’altra, a vedere la vetta dell’irraggiungibile Kadath?
Oppure le odiose nenie dei flautisti di Azathoth vi distruggono il cervello imprigionandovi per sempre nel nulla al centro dell’universo? Cos’è quel liquido che cola dalle vostre orecchie? Dove sono i vostri occhi? Sono delle fauci quelle appendici che vi trovate al posto delle dita?


Questa mano vi fa “ciao”.

Come da didascalia.


Ciao un cazzo!
Le specifiche dell’ysipitto: inchiostro su cartoncino. 14×4,5 cm circa.


  1. Rubiconda?! 
  2. La gente di già si straccia le vesti per riuscire ad accaparrarsi gli ultimi Piccolotti disponibili! 
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Piccolezze

«L’uomo che non sbaglia è l’uomo che non sbaglia»

Antico Libro delle Saggezze – Cesare Arturo Sørensen

Inauguro oggi una nuova categoria di Ysipitti1, ovvero quella che io prontamente chiamato i «piccolotti». Piccoli scarti di carta, questi in particolari derivanti da vestiario di vario tipo2, dico questi perché ne ho una bella scorta, li potrò usare per ogni cosa, tipo pulirmici il sedere oppure andarci a caccia di animali selvatici nonché pericolosi.
Incredibili quante cose si possano fare con dei semplici “piccolotti” come questi!

Piccolo è piccolo.

Mi sono avventurato in un territorio a me nuovo, io che faccio dell’iperrealismo la mia cifra stilistica, mi sono avventurato dicevo, nella semplificazione, sempre piú vicino ad un simbolismo geometrico che mi porterà chissà dove, forse in lidi che non oso neanche immaginare, forse diritto diritto a casa mia.
Chissà!


Al solito, le specifiche tecniche!
Brushpen all’acqua3 su cartoncino. 14×4,5 cm circa.


Importante importanza

Quasi mi dimenticavo, di nuovo4, voglio ricordarvi, dato che ce ne eravamo dimenticati tutti5 che è di già stato bandito il Sesto Ysingrinus d’Autore, quello a tema fotografico a cui non ho mai dedicato un articolo fatto per bene ma sempre infilato un po’ a cazzo cosí qui e là.
Bene, il concorso c’è, è ancora aperto e forse rimarrà tale per sempre. Se pensate di avere delle foto che potrebbero sembrare delle foto fatte da me, non esitate a partecipare, riceverete, forse, un ridicolo e brutto premio in regalo come premio per aver vinto il concorso dove il premio è un regalo brutto e ridicolo. Ovviamente sarò parziale e vincerà chi vorrò io a prescindere da tutto.
Imperdibile!


Ah, un’altra precisazione. Per chi si sentisse di fare lo spiritosone per le dimensioni del piccolotto, facendo allusioni ridicole, triviali e puerili, sapesse, colui il quale di cui sopra, sapesse che ho il cazzo piú piccolo di 14 cm!!


  1. Per chi non lo sapesse ancora sono i simpatici e irr… niente, non ce la faccio. Se non sapete cosa sono provate ad arrivarci induttivamente, se ne siete capaci. 
  2. Sempre incredibile rendersi conto di quanta carta ci sia in ogni pezzo d’abbigliamento! 
  3. Pennarelli acquerellabili che in questo caso non ho acquerellato. 
  4. Stavo per scrivere «per l’ennesima volta» ma poi non so perché ho deciso che volevo scrivere di nuovo, cioè non volevo scrivere di nuovo di nuovo ma di nuovo non di nuovo! 
  5. Vedi di nuovo la nota 4
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Censimentendi

- Direi di no.
- No.
- No al mio no, cioè sí?
- No.
- Ok, avendo specificato ora so che il tuo no al mio no era un no, cioè un sí.1

Una lettera assai strana.

Qualche giorno fa ho ricevuto prima una PEC2 e successivamente una lettera cartacea3. Entrambe le comunicazioni avevano lo stesso messaggio: dovevo rispondere ad un messaggio dell’ISTAT4 entro e non oltre una determinata data, pena l’ignoro. Però quando la certezza della pena non è possibile io mi preoccupo sempre e allora ho preso il mio asinello di fiducia e mi sono incamminato verso Betlemme, anche se faccio sempre confusione con Nazareth, ma questo è un problema mio5.
Il questionario verteva su un argomento a me caro e già approfonditamente trattato in passato: il mio lavoro.
Ovviamente non vi tedierò come sono stato tediato io, senza quindi aggiungere altro a ciò che già vi ho detto nel lontano 2014. Vorrei però sottolineare alcuni inutili passaggi noiosi.
Colto da fervente senso civico ho deciso di rispondere il piú rapidamente e correttamente possibile, anche se le domande effettivamente mi hanno messo un po’ in difficoltà.
Ad un certo punto mi hanno chiesto se, uso un esempio casuale non inerente6 alla mia professione, usassi buste di carta nella mia professione. Siccome non le uso ho segnato un bel NO chiaro e conciso. La risposta è stata registrata e, quindi, sono andato alla domanda successiva: quante buste di carta usi all’anno?, poi lecchi le buste di carta?, come gestisci le buste di carta dopo averle leccate?, come gestisci le buste di carta aperte?, e cosí via per un bel po’, con tanto di domanda a trabocchetto: sei sicuro di NON avere mai usato buste di carte nel tuo lavoro con i bulloni per scopo professionale? Rispondi “sí per dire “no” e “no per dire “sí”.
Alla fine del questionario, il modulo, attento alle problematiche del COVID-19, dopo avermi giustamente fatto una domanda fuori luogo sulla mia ragione sociale mi chiede se, a mio avviso, il lavoro con i bulloni7 ha subito delle variazioni a causa della pandemia. Rispondo scrupolosamente e procedo con le domande. Non dopo, ovviamente, aver detto la mia sulle buste di carta di cui ignoro qualsiasi aspetto, persino piú di quanti ne possa ignorare sui bulloni.
Quindi, con scrupolo e sapienza, ho dichiarato che no, non ci sono state variazioni nella gestione della colla per le buste di carta, nello smaltimento di buste di carta, nelle leccate per le buste di carta, nello sbiancamento della carta per le buste di carta, etc etc…
Mi domando se il mio parere sulle buste di carta, settore di cui non mi occupo perché il mio lavoro è qualcos’altro8, possa avere un valore statistico sul consumo delle buste di carta, sulla realtà lavorativa delle buste di carta.
Di mio non prenderei in esame le mie risposte sulle buste di carta, ma loro dopotutto mi hanno posto quei quesiti dopo aver detto che non è un mio settore di competenza e, voglio sottolineare che, in un altro momento del questionario, la risposta negativa eliminava l’albero di domande collegate alla risposta affermativa. Evidentemente faccio media.

Alla fine ho pure detto che il questionario era fatto bene e non ho avuto mai dubbio alcuno. Perché una cosa fatta bene è bene che non venga peggiorata.


Foto da acchiappo perché in un posts come si deve ci deve sempre essere una foto da acchiappo.

In conclusione, se la citazione all’inizio9 non vi sembra sensata e collegata a tutto questo, beh vi consiglio di prendere volontariamente parte ad un censimento obbligatorio ISTAT per potervi ricredere.


Se vedete errori nell’articolo sappiate che siete voi che li volete vedere e che in realtà essi non sono tali ma argute, nonché deliziose, scelte stilistiche atte a sminuire la vostra già di per sé infima persona.


  1. Reale conversazione avvenuta su noto programma di messaggistica istantanea telematica tra me e un mio amico. Ai lettori capire chi è chi. 
  2. Per chi non lo sapesse è una speciale posta elettronica raccomandata che ha valore di raccomandata, ma in compenso è scomoda e serve solo per cacare il cazzo. Difficilmente si manderà una PEC al proprio cane da passeggio o al vivaista di fiducia. Sappiatelo. 
  3. Per chi non lo sapesse è una speciale posta non elettronica, sembra una mail ma è materiale e su carta, ma in compenso è scomoda e serve solo per cacare il cazzo. Difficilmente si manderà una lettera ordinaria al proprio cane da passeggio o al vivaista di fiducia. Sappiatelo. 
  4. Se non sapete cosa sia l’ISTAT io non so che farci. 
  5. In realtà è un problema di tutta una fetta della popolazione mondiale ma tutti fanno finta di niente, fischiettando con sospetta indifferenza. 
  6. Forse. 
  7. Cfr. riferimento alla nota 6
  8. eh eh eh. 
  9. Mi piace concludere all’inizio e iniziare concludendo. 
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A un amico

È solo un palazzo.

Come una coperta proteggi la Terra. Sposti, muovi, cambi.
Dài senso alla crosta e noi tutti schiacciamo, calpestiamo, penetriamo.
Tu non dici niente, ci sorridi benevolo e solo sussurri: «ancora!»

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Sognamenti

Questa notte, o forse questa mattina1, ho fatto un sogno strano.
Preciso che scrivo questo articolo perché il sogno mi ha detto di farlo e io do retta ai sogni senza senso che non mi ricordo se non parzialmente, indi per cui, ecco cosa ho sognato2.


Il sogno

Un sacerdote cattolico mi chiedeva di scrivere una recensione artistica, una di quelle ridicole, su un modellino finto antico3 che era palesemente non antico.
La scrivevo incidendo brevi frasi sul modellino stesso, una specie di cupola o base di statua, che variava di dimensione e numero di lati, rendendomi difficile mantenere il filo del discorso e capire cosa stessi scrivendo.
Dovevo scrivere la “brutta” in questo modo e poi trascrivere tutto quanto sul blog, con un articolo che ricalcava lo stile di una pseudo-pubblicazione artistica o scientifica.
Purtroppo quello che stavo scrivendo non lo ricordo, se non che facevo paragoni con l’arte del 1500, o forse 1300, e che cercavo di staccare le etichette incollate che ricordavano quelle di Star Wars.


Un sogno complesso ma al tempo stesso inutile. Sono però felice di aver scritto questo articolo e non aver lasciato sprecata un’occasione di non so cosa.


  1. C’è sempre la certezza sulla mattina, sulla notte non si sa mai se ci si sta riferendo a quella appena terminata o quella che ancora dovrà venire. 
  2. O cosa ricordo e come l’ho modificato da sveglio, quindi come penso di ricordarlo. Ricordare e pensare di ricordare sono cose tanto differenti? 
  3. Stavo scrivendo artico ed era bella come idea ma già faccio confusione cosí… 
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Estrema confusione

Tra pause forzate, festive e incidentali, eccoci di nuovo a narrare le gesta dei coraggiosi eroi di Pulp Cthulhu!

Eravamo rimasti con i personaggi che dovevano affrontare un tanto enigmatico, quanto ignifugo nemico, dopo aver fatto esplodere un po’ di cose…

Il Distruttore di Mondi – Il Tritacarne

Sfocati sí, ma almeno colorati a cazzo!

La situazione si fa alquanto pericolosa per gli eroi: il militare ha “scapocciato”1 per la visione del nemico, convincendosi che il povero agente Lake sia veramente responsabile di qualcosa; Stanos il pope, assieme ad Elaine e all’ex agente Chesterfield si sono attardati nel corridoio, mentre il diretto interessato, Lake, non è abbastanza sveglio per dare retta al suo nemico.
Il “non piú Federale”, infatti, prende la mira e spara tre rapidi colpi contro la minacciosa figura, mancandolo clamorosamente, forse a causa del fumo che annebbia la vista, forse a causa della situazione estrema; Bum Bum approfitta della situazione per colpirlo e gettarlo ai piedi del nemico che coglie l’occasione per sollevare il malcapitato da terra, con forza sovrumana, chiedendogli ancora di restituire qualcosa. Le parole della creatura sortiscono qualcosa perché l’eroe, in balía degli eventi e di chissà quale potere, si mette le mani in tasca cercando qualcosa.
Il gruppetto ritardatario arriva, inizia a sparare disperatamente contro la creatura, riuscendo a fargli perdere la presa sul loro compagno, poi accade qualcosa, qualcosa di inspiegabile: il loro nemico cambia repentinamente aspetto, non è piú un essere umano ma una specie di rettile antropomorfo, un coccodrillo, forse un serpente, sí piú un serpente velenoso con lunghi denti acuminati da cui forse stilla un qualche pericoloso veleno?
L’immagine è troppo forte per l’agente Chesterfield, che scappa via, oltrepassando il mostro, ma sia il sacerdote ortodosso che il sottufficiale, oramai ripresosi, mantengono i nervi abbastanza saldi, cercando di scappare e di bloccare il loro “amico” Edward che ora sembra comportarsi in maniera ambigua nei confronti del mostro, porgendogli qualcosa.

C’è molta confusione in noi.

Mentre il greco rinuncia alle armi da fuoco per ricorrere alla fede e ai saperi che pensa di aver trovato nel maledetto tomo che ha studiato in questi giorni, il militare prende il volo, lasciando i suoi amici indietro.
Purtroppo la fuga si rivela la scelta migliore da percorrere e questo, Stanos, lo scopre a sue spese. Infatti la sua hybris2 viene giustamente punita: non aveva le conoscenze adeguate per affrontare una tale creatura in quella maniera e il risultato è un terribile attacco fisico, forse anche mistico, che vede i due mordersi e colpirsi in ogni modo, finché non riescono a colpire una colonna danneggiata facendo crollare un po’ di edificio su di loro3. Il sacerdote deve davvero essere nato sotto una buona stella, perché il carico maggiore ricade sulla creatura, consentendogli di liberarsi rapidamente e di seguire gli altri due, dimentico di tutto. La paura è il loro peggiore nemico ma forse anche la loro salvezza!

Resta ora solo l’agente che era rimasto ammaliato dalla creatura. Ora sembra essersi ripreso, i suoi amici non ci sono, la creatura è sotto un ammasso di detriti e sente una donna urlare in lontananza, assieme ad una serie di esplosioni di colpi di pistola. Elaine!
Senza pensarci troppo, l’eroe corre nel corridoio dove era rimasta la donna, pensando di trascinarla verso l’uscita, ma quello che vede è un ammasso gelatinoso, biancastro, con vasi sanguigni (o ciò che potrebbero essere vasi sanguigni) visibili e pulsanti. Un enorme ammasso gelatinoso, talmente grande da occupare completamente il corridoio. La povera Elaine è catatonica, non è difficile trascinarla via ed intimarle di uscire, ma qualcosa nella testa di Edward T. Lake deve essersi rotto, non può lasciare il suo amico Alex sotto le macerie, deve aiutarlo, prima che arrivi quell’orrenda creatura…

EH!

Mentre Lake è alle prese con le sue allucinazioni e deliri, gli altri tre sono riusciti ad arrivare all’aperto, ma invece della salvezza che credevano di aver raggiunto, si sono trovati davanti un gruppo di quegli alieni volanti simili a crostacei in grado di confondere il cervello delle proprie vittime, proprio come è accaduto ad Adonis Stanos non appena ha messo il naso fuori…

Riusciranno i nostri piú o meno scapestrati eroi a salvarsi o le loro avventure stanno volgendo al termine? La salvezza dell’umanità è nelle loro mani? Cosa potrebbe accadere se dovessero fallire?
Lo scopriremo solamente giocando.

Commentazzo

Stiamo finalmente terminando questa lunga sessione di scontri: normalmente, dal vivo e con tempi di gioco adeguati, si sarebbe risolta tutta questa scena in una sessione, massimo due, ma dato il periodo ed i mezzi a disposizione i tempi si sono dilatati oltremodo. Se dovessimo riuscire a sopravvivere sarebbe bello rimettersi un poco ad indagare un po’ alla vecchia maniera: minacciando la teppaglia e immergendosi nella lettura di articoli di giornali e testi antichi. Vedremo che piega prenderà la storia; teoricamente potremmo morire tutti quanti e fallire l’avventura.

Una nota a parte che riguarda il gioco ma non l’avventura: a me la scheda di Pulp non piace, perché ha una striscia grigia alternata ad una bianca, che la rende poco leggibile. Devo vedere se ce ne sono altre versioni o se devo modificarmene una io.

Mi spiace perché cosí è scomoda, poco leggibile.


  1. Termine tecnico. 
  2. Se non ce l’ha il greco l’hybris, allora davvero non so chi! 
  3. Giusto un poco. 
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Il ritornante ritorno

Dopo la settimana di pausa, per il blog, non per il resto, riprende la narrazione delle avventure nel Richiamo di Cthulhu. Ovviamente non mancano le novità!

È calato il sipario – Nuovi arrivi e nuovi problemi

Le nostre facce dicono tutto.

Abbiamo seguito i “quattro”, gli amici di Robert, sin dentro Villa Marsh. Due di loro sono morti, cercando di tornare sulla terraferma usando il portale nascosto all’interno della villa. Colui che non deve essere nominato non ha giustamente mostrato pietà. Questo crea sicuramente dei problemi ma ne risolve altri.
Peter, il capo della nostra cellula, nonché “gorilla” degli O’Bannion ha le idee molto chiare. Dobbiamo riuscire ad acquistare la fiducia dei due superstiti per trovare le gemme e riuscire a scappare da questo incubo. E venissero mangiati dai “pesci” tutti questi folli cultisti!!


Siamo riusciti a convincerli che siamo tutti nella stessa barca, o almeno vorremo andarci per sopravvivere. Ci siamo immersi nella botola con l’attrezzatura da palombaro e siamo scesi Dio solo sa quanto. Abbiamo esplorato fondali misteriosi e ancora piú misteriose grotte sottomarine completamente all’asciutto nonostante immerse nell’oceano! Abbiamo trovato le gemme e siamo riusciti a scappare da un essere mostruoso, impossibile da descrivere nella sua interezza: un miscuglio di tentacoli e zampe, un incrocio tra una crostaceo, un cefalopode e chissà quale altre creatura mitologica. Da quello che ho capito, quel mostro era solo una creatura al servizio del potente Cthulhu, a pensare dove possiamo essere finiti mi si gela il sangue nelle vene. Non può essere… le coordinate non coincidono… cos’è successo sott’acqua? Dove siamo passati? Vorrei cercare di capire qualcosa di piú ma non abbiamo il tempo a sufficienza per farlo. La strega, Claire O’Bannion, sta percorrendo la sua strada sicura e veloce come un treno, inarrestabile. Solo quando avrà bisogno di queste gemme potrà avere dei problemi. O potremmo averli noi se saremo ancora qui.


Peter dice che la vita di Robert è ancora in pericolo, fra qualche giorno lo sacrificheranno ancora e un altro di questi obelischi assurdi verrà fuori dalle acque: quando tutti e cinque svetteranno sull’oceano allora potranno richiamare il Grande Sacerdote.
Follia! Combattere un mostro come il Re Giallo con il sommo Cthulhu!! Cosa potrà mai rimanere di noi? Sono dei pazzi, dei pazzi maledetti e noi dobbiamo fermarli o nasconderci il piú rapidamente possibile!
Dobbiamo nascondere le gemme, cercare di capire se il lavoro del defunto Avebury è valido e in caso non lo sia come comportarci e cercare di scappare in qualche modo dall’isola. La baia di Monterey dovrebbe essere solo a tre ore di navigazione da qui. Con la giusta preparazione potremmo farcela, anche a costo di liberare l’Antico!

Farneticante frammento.


Disastro! Disastro terribile! Dopo aver cercato informazioni sugli studi del professore morto, del collega del professor Cale, abbiamo cercato di parlare col “tatuatore”: il mago, è la parola giusta?, tenuto prigioniero, colui che è costretto a vergare simboli arcani di protezione, o chissà cosa, sugli oggetti e le carni delle persone, secondo il volere della strega. Lui doveva sicuramente sapere qualcosa di piú su tutta questa storia di rituali magici e paradossi temporali. Purtroppo, però, Lenny si è fatto ammaliare dallo stregone, venendo cosí costretto ad ucciderlo. Ho provato a bloccarlo, ingannando persino Oscar Marsh, ma non è stato sufficiente. Il mostro non ha voluto sentir ragioni e ha letteralmente fatto avvizzire sotto i nostri occhi il tatuatore, successivamente maledicendo o qualcosa del genere, il mio collega.
Spero che a Peter o agli altri due sia andata meglio.


Di Peter ancora nessuna traccia, dobbiamo trovarlo, magari durante la festa, e forse parlare anche con la maledetta strega per raccontarle la nostra versione dei fatti, potremmo ancora avere delle possibilità…
Rose e Robert, intanto sono andati nel museo cittadino, ma hanno raccontato delle cose strane su cassapanche e teste parlanti, mi sembra che stia diventando tutto piú assurdo. Ogni istante che passa la follia aumenta, ma non come quella che c’è nel resto della Terra, è di un altro tipo questo, credo sia l’influsso della megera e dei suoi odiosi rituali.
Se solo fosse possibile creare l’anomalia temporale di cui parlavano Avebury e Cale, riportare indietro il tempo e annullare tutto ciò che ci ha portato a questo punto…


Commento

Ieri giocata molto soddisfacente, in cui tutti noi abbiamo giocato bene, mantenendo i nostri ruoli e non cercando mai di forzare la mano piú di quanto non farebbe un abitante di un’isola pazzesca controllata da umani ittioformi1 e malefiche streghe, che vogliono risvegliare Cthulhu per combattere Hastur distruggendo la quasi totalità del mondo.
Il nostro primo obiettivo è sopravvivere il piú a lungo possibile e, mentre cerchiamo di farlo, scappare o bloccare i folli cultisti.
Abbiamo di fronte a noi diversi finali per quanto siamo riusciti a capire:

  • Hastur arriva a fare il culo anche a noi e finisce tutto;
  • Cthulhu si sveglia e prende a tentacolate nel grugno Hastur e finisce tutto ma forse un po’ meno peggio;
  • Blocchiamo il rituale e in qualche modo blocchiamo Hastur2;
    — Riusciamo a tornare indietro nel tempo, prima che Hastur riesca a prendere il controllo del pianeta.

Per fare questo abbiamo diverse strade e strategie, che vanno dall’uso della forza bruta endogena (leggasi ESPLOSIVI DIO CAZZO ESPLOSIVI SÍ LA VOGLIO FAR SALTARE IN ARIA TUTTA STA MERDA DI CAZZO DI ISOLA DEL CAZZO DI MERDA!), a quella esogena, tipo liberare l’Antico (magari sempre con un bella dose di ESPLOSIVI CAZZO SÍ FACCIO SALTARE TUTTO!! OGNI CAZZO DI FOTTUTO CULTISTA DI MERDA CHE TIENE PRIGIONIERO IL CILINDRONE CHE POI CI PENSA LUI E AHAHAH PEZZI DI MERDA CHI CAZZO RIDE ORA EH?), al fine e raffinato sotterfugio (magari coadiuvato con un po’ di sani ESPLOSIVI PEZZI MERDA VI INFILO IL TRITOLO NEL CULO DEL VOSTRO RISTORANTE DI CANNIBALI DI MERDA E POI SCAPPO CON LE VOSTRE CAZZO DI FOTTUTE BARCHE DI MERDA GETTANDO BOMBE DI PROFONDITÀ PER UCCIDERE TUTTI GLI ABITATORI DEL PROFONDO DEL CAZZO CON LE LORO BRANCHIE DI MERDA E GLI OCCHI A STRONZI!). Insomma, queste sono solo alcune delle possibilità che stiamo vagliando, possibilità che ovviamente fondono come neve al sole se come ieri i dadi decidono di abusare dei nostri corpi e delle nostre anime come hanno fatto nonostante le nostre decisioni corrette.
Vedremo, vedremo quindi come andrà a finire.
E come dicono gli abitatori del profondo: «chi vivrà glub glub!»


Nota di servizio per quanto riguarda WordPress e le scelte scellerate sull’editor, una sola parola: porcoddio.


  1. O pesci antropomorfi. 
  2. Seh, lallero. 
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