Evaporando interferenze

Come un televisore
Guardo le interferenze
Inter-ferenze inter-ferenze

Il messaggio politico
Artistico-visivo rovinato
Rovinato dallo spettatore

Lo spettatore artistico
Politico-visivo rovinato
Rovinato dal televisore

Interferenze interferenze
In ter ferenze
In ter ter in ferenze
INTERFERENZE


Ringrazio l’ottimo, nonché turboelico Gaetano per l’elaborazione vapor1 che mi ha dato l’ispirazione necessaria per questo piccolo pezzo vaporoso.


  1. Se non sapete cosa sia come osate non sapere? 
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Domanda arboricola

Quante volte, visto non sono stato veduto?


Pastelli a olio su carta. 16×24 cm.
Molesti maniaci delle misure!

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Notturno

Qualche mese addietro mi sono trovato a camminare dalle parti di Pisa, in meridione e quindi ho deciso di fare un po’ di foto sparse, tre e non piú di tre perché… perché… perché… perché sí!

Una storia hardboiled

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Una birra solitaria si stagliava nell’abbandono piú totale, nulla potevo fare per quella bottiglia.
Ma il peggio doveva ancora venire…

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Questo pappagallo lí abbandonato, a guisa di peluche, solo, in mezzo al nulla. Era stato commesso un crimine e tutto mi faceva credere che non sarebbe stato l’ultimo.

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E cosí fu!
Svoltato l’angolo, eccolo l’orrore. Lo sguardo pietrificato che pietrifica mi bloccò di fronte a quello scempio. Lo stomaco chiuso come se mi avessero preso a cazzotti per ore.
Caddi a terra, certo che avrei subito la stessa sorte e invece, un angelo ignoto si prese cura di me e cosí ora posso raccontare la mia storia per immagini.
Non so ancora chi ringraziare alla fine, so solo che sono stato ad un passo dalla fine e questo solo importa.
Alcuni misteri sono destinati a rimanere tali.

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Macerie

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«Notte, solitudine
Nelle vene
L’infinito
Delle mie
Insicurezze
Se solo potessi
Ancora
Respirare
Le tue carezze…
Ma ogni sogno
Sono macerie
Nel mio
Cuore
»


Ieri sera leggndo la “Crepuscolare“, la favolosa terza sinfonia di Rubens1, quella sulle stoviglie incrostate per far capire ai meno colti, ho pensato a quante volte, due mesi fa andavo sotto casa di Yvotte con una forchetta in tasca.
Dopo una favolosa serata tutto quello che mi rimase fu solo quella forchetta.
Ora mi sono rassegnato, ho capito che questa forchetta per me sarà tutto ciò che è stata e sempre sarà di Yvotte2 per questo ho scritto questa poesia e per questo ho deciso di condividerla con voi, perché voi mi siete stati sempre vicini, ci siete sempre stati nel momento del bisogno…


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Aspettando Yvotte, aprendo il mio cuore alla città, alla notte ed alle macerie nel mio cuore.

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  1. Se non sapete chi sia potete scoprirlo o smettere di leggermi. 
  2. Quando avrò metabolizzato la disavventura la racconterò sicuramente. 
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Profilo

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Quei sorrisi perduti tra le parole non dette.
Sogni dimenticati nei profili lucidi di notti passate.
Le parole non dette, trattenute dai baffi,
troppo cresciuti per sognare liberi, per rendere felici.

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Saluti

In questi anni tutti noi ne abbiamo avvertito la mancanza.
Io ancora non riesco a capacitarmene.
Per fortuna, in questo oceano di dolore, ogni tanto si avvistano isole di felicità. Ho, telematicamente, incontrato Assistente42, il quale mi ha chiesto di salutare tutti gli amici delle Discussioni Concentriche nonché quelli di Prefetthura.
E cosí, con le lacrime di commozione agli occhi, vi riporto le sue sagaci, e salaci, parole.
Signori, ecco Assistente42!


Una amara riflessione. Versione breve: gli americani sono un popolo di deficienti.

Spiegone.
L’altro giorno ho sentito l’esigenza di guardare la 500 miglia di Indianapolis, una delle corse più antiche e prestigiose del mondo sebbene si corra su un circuito con quattro curve uguali. Già questa caratteristica ci dice molto sui nostri strani amici al di là dell’oceano.

Ma non è nulla.

Trovo uno streaming clandestino su YouTube, che ritrasmette il canale ABC, aggancio l’audio al Bluetooth del mio carro e il cellulare all’apposito supporto da auto. Infatti ero in auto e mi ero appena fermato alla stazione di servizio detta “Caracoli”, che conoscerete per via dei peggiori bar che servono il peggiore rum di Caracoli. (Ahahah ban)
Siccome sono arrivato in anticipo, ho dovuto sciroccarmi tutto il patriottismo murricano, anche perché la corsa si tiene il giorno del memorial day, una specie di 2 giugno nostro ma dedicato ai caduti, e loro ne hanno avuto milioni.
Ma antichi canti e inni e pick up giganti (furgoni, mica quelli della chitarra) non dicono nulla della più grande democrazia al mondo, rispetto alle loro pubblicità. Ne racconto una.
Un signore di neanche 40 anni sta giocando a baseball col figlio. A un certo punto si sente tirare fra la clavicola e la spalla e si ferma.

Entra in scena il nostro prodotto, ossia una pomata antidolorifica a base di lidocaina, niente meno che un anestetico.

La pubblicità dice che serve ad alleviare il dolore.

Il buon senso suggerisce riposo, ma invece cosa fa il nostro John Q. Doe, scaltro come una faina e sprezzante del pericolo?

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Si rimette a lanciare come se nulla fosse.
Questi fanno causa se nelle istruzioni del microonde non scrivono che non ci puoi asciugare il gatto e poi si vanno a cercare le rogne così.
God (or lack thereof) bless ‘murica

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WUNDERKAMMER – Di lingue e linguistica

Condivido perché un articolo sulle lingue è sempre interessante e questo è particolarmente ganzo!

Formatoberliner

Il Wunderkammer di oggi è un esperimento, una nuova rubrica che parlerà di lingue e linguistica, delle curiosità, le meraviglie e la follia che questo argomento si porta dietro. A voi decidere se avrà successo o no.

Per rompere il ghiaccio non c’è nulla di meglio di un po’ di umorismo facile, per cui cominciamo subito con una curiosità dalla lingua inglese. Il termine “fuck”, così versatile da poter essere inserito ovunque nel discorso. Come verbo corrisponde più o meno al nostro “scopare” (il primo che mi dice “fottere” vengo a prenderlo a casa con un coltello da caccia), mentre i derivati come “fucking” vengono tradotti con “cazzo”, “stronzo” e simili. Sempre da quelle parti giriamo.

L’origine di questo termine così fondamentale per ogni studente è in realtà un acrostico: in tempi antichi re e nobili controllavano ogni aspetto della vita dei propri sudditi al punto che…

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Esperte misurazioni barbose

Ho ricevuto un’altra mail molto interessante. Non credevo di suscitare tanto interesse ma a quanto pare è proprio quello che sta succedendo.
Il nostro amico tocca degli argomenti molto importanti e quindi ritengo giusto rendere pubbliche sia la domanda che le risposte mie e dell’augusto Professore Rubens.

Ciao Ysingrinus, ho trovato il tuo blog solo oggi ma mi ha subito appassionato, mi sembri una persona sensibile e pronta ad aiutare gli altri. Non ci sono molta gente così ,ormai sono tutti stronzi, sembra una gara di chi è più stronzo in rete, incredibile.
Il mio problema è un po’ delicato perchè riguarda la sfera intima e cioè il mio pene. Fin da quando ero giovane (ora ho 33 anni) ho sempre avuto un rapporto insicuro con il mio pene perchè mi sembra che non lo conosco bene, non so cosa aspettarmi. Tanto per cominciare, non so neanche se ho un pene grosso o piccolo: come devo misurarlo? Quando metto vicino il righello, sento freddo e il pene che avevo fatto diventare duro diventa meno duro anche perché mentre leggo il righello smetto di pensare ai pensieri eccitanti e puoi capire che non aiuta la durezza. Ho chiesto a mia zia di aiutarmi è molto miope non avrebbe capito ma poi ho pensato che se entrava mio zio erano guai grossi. Ho tante domande che non conosco sul sesso ma sono già contento se mi aiuti a capire se ho il pene piccolo o no sarebbe già tanto sentirmi sicuro nel farmi avanti per chiedere di fare sesso con i partners che conosco per la strada. Mi sembra un incubo non sapere ti prego rispondimi.,, grazie Oscar da Parma

Ovviamente l’insicurezza sessuale è una malattia molto piú seria di quanto i medias stiano dicendo. Non solo, questi non informano ma, al contrario, fanno allarmismo, sbagliato.
Se poi ci aggiungiamo che il problema del webz, riscontrato dal nostro Oscar è vero, e grave, vediamo che chiunque abbia dei dubbi o delle insicurezze viene schiacciato.
Perché però «sembra una gara di chi è più stronzo in rete»? Perché tutti hanno lo stesso problema non risolto e nessuno ha il coraggio di Oscar di rivelare i suoi dubbi.
Oscar, non temere, se senti di avere il pisello grosso allora è grosso davvero, se invece sospetti di averlo piccolo, allora è meglio non chiedere aiuto alla zia. Potrebbe avere piú problemi del previsto: invece iscrivit ad un corso di tiro con l’arco. È risaputo, dai manuali artistici per anatomia che, chi tira con l’arco, magari con un ginocchio a terra, abbia il cazzetto.
Ricorda: non è mai tardi per l’arte!


La rispota dell’illustre Vincenzo Rubens:

Spett.le Oscar da Parma, puoi facilmente misurare il pene con un righello fatto scaldare sul calorifero per alcuni minuti. Per non distrrti dai pensieri erotici durante la misurazione puoi utilizzare un righello decorato con donne nude o scene erotiche: priapi, meretrici accadiche, fauni pederasti, va tutto bene, basta che ti facciano venire un bel durello. Se hai una zia brava nel decoupage puoi fare realizzare a lei il lavoro figurativo, si sentirà importante.
Prima che tu proceda nel tuo percorso di scoperta devo però avvisarti: hai pensato che potresti scoprire di avere il pene grande? Sarebbe una tragedia, i canoni della bellezza maschile da sempre esigono un pene piccolo, ma un bifolco come te non può certo conoscere le caratteristiche dell’uccello delle statue scolpite dai maestri dell’antica grecia o del Rinascimento. Le mie stesse statue hanno minuscoli cazzi, proprio in questo particolare si concentra la potenza della loro espressività. Un mio recente studio pubblicato su Sessuologia Europea, inoltre, dimostra che il pene dei più grandi studiosi è piccolo e correlato ad un maggiore successo sessuale e ad un’elevata spompinabilità. Al contrario, un pene grande ha dimostrato di repellere le giovani volontarie che ho coinvolto nello studio. Inutile che ti racconti i trionfi del mio minicazzo, le mie pellicole erotiche sono disponibili sui migliori siti culturali.
Facci sapere.

Cordialità Rubens


Notevole come, in un certo senso, le nostre risposte riescano a toccarsi.
Non esitate a chieder lumi, vi aiuteremo senza dubbio!

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Urbanizzazione

Avrei quasi voluto parlare delle persone che parlano dei vaccini, di come il fatto che ci sia la parola «influenzae» allora quello il vaccino per l’influenza. Immagino quindi cosa possa essere per loro un’area d’influenza o come guardino con sospetto le persone influenti…
Ma mi sono ripromesso di parlare solo di cose che non mi annoiano, cosí tiro fuori dalla galleria virtuale l’ennesimo ysipitto!


In particolare, questo mio, su espressa richiesta della fonte che ho utilizzato come ispirazione, ha una licenza un po’ piú ristrettiva: la tanto famigerata e vituperata CC BY-NC-ND1. Non me ne vogliate dunque ma prendetevela con lui e fatelo emendare.

https://yziblog.files.wordpress.com/2017/05/palazzi.jpg?w=520


Pastelli a olio su carta, 16×24 cm2.


  1. Licenza Creative Commons
    Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia
  2. Pervertiti, maniaci delle misure! 
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Robuste risposte per insolite domande

Ho ricevuto una lettera un po’ diversa dal solito a cui mi presto, però, a rispondere con la mia solita naturalezza e franchezza.
Mi è sembrato giusto coinvolgere anche l’illustre Rubens il quale, magnanimamente ha dato una risposta molto sentita.

Illustre Ysingrinus, sono una tua lettrice abbastanza assidua ma non sperare che ti riveli la mia identità. Ti basti il mio pseudonimo, il resto lo immaginerai :)
Bene, è un po’ difficile dire questa cosa, ma tanto non sai chi sono, e allora chissenefrega, modalità faccia tosta on
Allora, mettiamola così: anche se non ti ho mai incontrato e non ho idea di che persona tu sia realmente, io credo di essermi innamorata di te.
Dai, non fingerti sorpreso, sono sicura di messaggi così, privatamente, ne ricevi parecchi e anche più spinti. Tu e il tuo maledetto umorismo, la tua autoironia che nasconde il ragazzo che sei. Un ragazzo dolce.
Allora ti chiedo questo consiglio e vedi di rispondermi sinceramente: come si fa breccia in un Ysingrinus?
Vedi che mi sono esposta non poco anche se il mio nome non te lo dico, ora non fare lo stronzetto, non gongolare e pubblica una risposta sincera!

Tua Madame Moonlight

Bene, mi è chiesta onestà ed allora onestamente devo rispondere.
Si badi bene, però, che qualora venisse messa in dubbio la sincerità della mia risposta si farbbe un enorme torto a me ed alla gentile lettrice.
In realtà non ricevo molti messaggi del genere, qualcuno in tanti anni è capitato ma onestamente sono delle mosche bianche. Inevitabile quindi un certo gongolamento che purtroppo non posso evitare.
Ti ringrazio per quello che dici ma credo di non meritare tanta attenzione.
Se proprio insisti per sapere come si fa breccia nel mio cuore, o in quelli di quelli come me, beh’ allora non posso continuare a tergiversare.
Mostrarsi sensibile e premurosa nei miei confronti ma senza mai spingersi oltre dandomelo a vedere è senza dubbio la prima caratteristica che io cerco. Però non devo neanche pensare che la donna in questione non si sia accorta di me o, peggio ancora, che si sia accorta ma cerchi di non darmelo a vedere.
Mi piacciono i modi naturali, non artefatti, quelli ricercati ma con gusto, senza voler strafare o cercare di sembrare quella che ha i gusti ricercati.
Davvero si può pretendere altro da una donna?


La rispota del Professore:

Squisita M.me, le rivolgiamo i nostri omaggi e ci degnamo di rivolgerle alcuni consigli. Innanzitutto, non si chieda come si conquista un uomo, poiché la risposta è sempre la medesima. Si chieda invece quale sia il momento migliore e se occorrano rinforzi.
Prenda il mio caso: un Professore celebre, affascinante, maturo, prestante e fantasioso. Un docente dotato di cultura, humor e fantasia e che ama essere sorpreso. Questo docente le offre gratuitamente la possibilità di affinare le sue tecniche per giungere preparata al momento fatidico in cui scriverà il suo nome sul cuore dell’amato. Non tema di contattare la mia figura, scoprirà un maestro esigente, ma dolce e capace di ascoltare. Aspetto una sua gentile fotografia e un messaggio nella mia posta. Mandi anche la foto di sua sorella.

Un cordiale abbraccio inebriante

Siena, addì 19 maggio 17

Prof. Vincenzo Rubens


E dopo aver pubblicato anche la risposta del Magnifico invito voialtri lettori che ancora non vi siete decisi a chidermi quello che piú vi aggrada. Non siate timidi!

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