Altri incontri, minimalisti

In un tempo remoto che si perde nella notte dei mai, c’è stato un altro incontro critico.
Un Artista Minimalista si è incontrato con me in un non specificato altrove. Per ovvi motivi non potevamo comparire troppo vicini assieme cosí abbiamo dovuto prendere delle precauzioni.

Noi vi si odia ma vi si tratta bene, alla fine.
https://yziblog.files.wordpress.com/2017/11/minimalista4.png?w=520 Per venirvi incontro io vado in giro con due frecce rosse che mi indicano.

Se non riuscite a vedere bene la foto vi invito a impegnarvi di piú, proprio come io e lui facciamo quotidianamente. QUOTIDIANAMENTE.
Per voi.
Ingrati!

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Incontri con uomini straordinari

Preannuncio che cho non capisce di cosa parlo non è affar mio. Ogni dubbio o perplessità non sarà risolta da me.
Né da nessun altro, a onor del vero.

Ora vi racconto che cosa è successo a Roma in un periodo non specificato in un contesto non specificato con persone non specificate.
Ho incontrao degli uomini straordinari.
Persone che mi hanno insegnato, attraverso il loro vivere, molte cose, tutte di una qualità superiore.
Persone a cui io, personalmente ho mostrato scorci di vita passata e futura, analizzate in maniera non lineare.
Un interscambio esperienziale al termine del quale tutti quanti abbiamo detto «Molto bene!».

Come è accaduto ciò? Come è potuto accadere? Come può accadere nuovamente? Ovviamente ponendo tutta la fiducia nell’irrazionale, perché alle volte anche i poeti possono sapercela fare!

In questo scatto rubato da un anonimo passante che poi ha deciso di rintracciarci, eravamo nella formazione iniziale per la danza sacra numero 67, quella per propiziare il buon augurio alle menti libere da ogni sciocco preconcetto.

https://yziblog.files.wordpress.com/2017/11/raduno1cens.jpg?w=520Ai piú stolti potrà sembrare solo una posa per una foto.

Il giusto momento della meditazione alla fine è giunto. Le luci soffuse e le pareti colorate servono per estraniare l’io, ottundendolo con ogni mezzo possibile.
https://yziblog.files.wordpress.com/2017/11/raduno2cens.png?w=520Qualcuno penserà che qui stiamo solo in un locale.

E alla fine il potere della mano, sprigionato grazie alle preparazioni di tutto il giorno!
https://yziblog.files.wordpress.com/2017/11/raduno3cens.png?w=520Non si sta soltanto cercando la Y sulla mano.


In questi pregevoli scatti, oltre al sottoscritto, ricordiamo Gintoki, riconoscibile dalla sua camicia, e Davide Tessitore, riconoscibile dal suo autoritratto.

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Ricette, consigli e altro

Dopo una breve sosta dovuta ad una breve sosta ho deciso di scrivere una cosa utile per tutti quanti, come sono abituato a fare solitamente1.
Ora quindi elencherò, esaustivamente, una serie di pratiche combinazioni possibili con il succo d’ananas e con i tipici ingredienti con cui lo si accompagna.
Munitevi di carta penna e carta carbone2 e copiate pedissequamente, prima di iniziare a mettere in pratica i miei consigli, in modo da avere sempre sottomano quest’utile elenco: ovviamente mi limiterò solo ad indicare gli ingredienti d’accompagno.
Svariati utilizzi per il succo d’ananas

  • Pane & Nutella.
  • Wafers alla nocciola (con aggiunta di sale e pepe a piacere).
  • Fondo di cioccolata calda.
  • Qualsiasi dolciume marca Kinder.
  • Patatine fritte (quelle in bustina).
  • Patatine fritte (quelle parallelepipediche3).
  • Bistecca al sangue.
  • Rosetta.
  • Pane arabo4
  • Odio.
  • Pane olio & miele.
  • Banana.
  • Mela.
  • Vino rosso.
  • Vino bianco.
  • Lascivia & Pigrizia.
  • Vite in acciaio inox da 13 mm (autofilettante).
  • Graffette di vario genere.
  • Cani & gatti.
  • Rinascimento.
  • Tornello da metropolitana.
  • Pepe nero.
  • Whisky.
  • Rum.
  • Aceto balsamico.
  • Fragola.
  • Petto di pollo.
  • Cipolla cruda.
  • Peperoncino.
  • Cipolla cotta.
  • Prosciutto crudo.
  • Prosciutto cotto.
  • Sale.
  • Salame.
  • Arancia.
  • Tastiera meccanica.
  • Mouse ottico.
  • Revanscismo.
  • Poliglottia.
  • Elenchi puntati.
  • Armia termonucleari.
  • Fine del tempo.
  • Apocalisse.

Ovviamente gli usi non sono specificati, mi sono limitato solo ad un semplice, e molto limitato, elenco con cui il succo d’ananas si sposa perfettamente.
Attenzione però il succo, da concentrato o meno, deve essere rigorosamente 100% succo di frutta e senza aggiunta di zuccheri, altrimenti diventa una bevanda al gusto ananas imbevibile5.


  1. Non posso farci niente, io cerco di allontarvi ma poi mi dispiace che siete cosí poco preparati ad affrontare il mondo e mi metto quindi ad aiutarvi anche se non ve lo meritate. 
  2. Per poter scrivere comodamente in piú copie. Veramente dovervi dire tutto è stressante a lungo andare… 
  3. Vi sfido ad obiettare. 
  4. Se non sapete cos’è… veramente io iniziano a stancarmi, quindi basta non sapere le cose! 
  5. Che senso ha una bevanda imbevibile?! 
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Abyssus Abyssum Invocat

Cambio di aspetto per i Grandi Antichi, che diventano piú spaventosi che mai!

Al Di Là Del Muro Del Sogno

L’onnipotente Lord Baffon II, adepto del culto perverso della CapraDiddio, ha preso l’immagine di Liza e l’ha rielaborata trasformandola da china su carta in china su schermo.Gli astri si sono piegati al suo volere e noi, Grandi Antichi, plaudiamo al lavoro fatto e invochiamo venti giorni di sacrifici in onore di Cthulhu.

Cthulhu Skan

Ricordatevi che il motto è sempre lo stesso:

MAKE CTHULHU GREAT AGAIN

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Ricordi ancestrali

Vorrei ritornare ai bei tempi che furono, quando anche solo l’idea di un plesiosauro riusciva a terrorizzarmi.
Nei bassi fondali, questi colossi lunghi piú di dieci metri, con il collo lungo e la testa piccola, avanzando sulle zampe pinnate, in cerca di prede.
Tra il fango e gli scogli, silenziosi e letali, i plesiosauri aspettano, tirano fuori solo la testa, come un letale telescopio, cercando l’incauta preda che osa sfidare la sorte immergendosi in quelle acque nere sotto la tempesta giurassica.


Non capisco come possano non terrorizzare i plesiosauri. Anche se estinti.
Spettri di dinosauri vecchi di centinaia di milioni di anni.
Non dormirò mai piú al solo pensiero.

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La ricerca dell’infelicità

Questo è un periodo di riflessioni, probabilmente di poco conto e quasi sicuramente con conclusioni, anche se non sempre espresse, errate.
Fermandomi a pensare sulla mia vita e sui pensieri che faccio, non ultimo questo pensare ricorsivo, sono giunto alla conclusione che, in nome dei sogni e dei desideri, inseguo la tristezza, il dolore e l’infelicità in generale.
Incapace di accontentarmi del mio giardino, delle mie quattro cose che a molti bastano, cerco di scavalcare i miei limiti, fisici e no. Abbandono le mie certezze, solide ma strette, e salto nel buio, cercando quello che forse non esiste. So di non essere solo, mi rendo perfettamente conto che questa spasmodica ricerca riguarda gran parte dell’umanità, almeno di quella che ha la fortuna di poter sognare, solo non placo questa continua insoddisfazione con oggetti materiali che, anche per i gretti materialisti, non sono altro che palliativi poco efficaci, in grado di calmare gli animi giusto il tempo per ottenere il successivo palliativo, tecnologico o meno che sia.
I miei desideri non si contengono in una scatola o in contenitori di natura umana, cioè realizzabili dall’uomo, ma vanno oltre le nostre terrene possibilità. Desideri piccoli, microscopici persino, però impossibili, sempre distanti, sempre a portata di mano ma mai raggiungibili, inseguiti con ogni mezzo, violando il personale buon senso ed i consigli di chi vi è passato prima di me o avrebbe qualcosa da insegnarmi. Violando ogni sicurezza, superando l’istinto di sopravvivenza, gettandomi nelle fiamme della sofferenza sperando di riuscire, anche solo per un attimo, a sfiorare ciò che piú anelo.
Se questo da una parte mi rende poco permeabile alla comune condotta dell’apparenza che obbliga la massa a seguire determinati comportamenti canonizzati nell’odioso termine del politicamente corretto1 incentrata sugli aspetti piú gretti del materialismo e del consumismo, dall’altra mi perdo la vita, con tutte le sue meraviglie, o tragedie, a portata di mano. Ieri sembra che in svariete zone d’Italia ci sia stato un tramonto speciale, con colori particolari e formazioni nuvolose particolari, ma io, troppo concentrato sulle mie personali stelle, non sono neanche riuscito ad alzare gli occhi al cielo, anche solo per stupirmi come riuscivo a fare una volta, come se la mia continua ricerca della felicità, mio vero obiettivo, sia soltanto un inganno, un perfido inganno che mi porta, a mia insaputa a ricercare soltanto la mia infelicità, la mia insoddisfazione.
Crogiolarsi nei propri difetti è sicuramente un difetto imperdonabile, un desiderio autolesionistico difficilmente giustificabile, se non forse con una incredibile incapacità di comprendere la vita.


Quasi quattro anni fa scrivevo un articolo sulla perdita dei valori, dell’importanza di voler vedere le stelle e sognare. Ora, inseguendo le stelle, ho quasi l’impressione di aver dimenticato lo stesso come si faccia a sognare, dimenticato come sia possibile vedere la bellezza e la speranza in una bolla di gas vecchia di miliardi di anni.
Questo, credo, è il mio piú grande fallimento.
Non so se riuscirò mai a ritornare quello che ero, non so se quello che ero era una persona migliore, probabilmente era piú felice.
La felicità non andrebbe ricercata, andrebbe vissuta.


  1. Una subdola forma di violenza e prevaricazione, dove il paternalismo di chi si arroga una superiorità morale schiaccia, gentilmente, chi è differente, chi non può, e soprattutto non deve, rientrare nella sfera del mondo giudicante. Il rispetto, apparente, usato come grimaldello per isolare e marcare il divario tra una parte e le molteplici altre, il cui unico canale comunicativo e l’omologazione e scomparsa delle singole parti in favore di quell’unica dominante. 
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Ancora pensieri

Uno scritto breve, per sottolineare un pensiero che non ho espresso esplicitamente nell’ultimo articolo.
Pensiero fortemente legato ai dubbi precedenti e, in parte, causa degli stessi.
Odio la mediocrità, in tutte le sue forme1, ma in particolare modo odio i lettori mediocri e, peggio ancora, gli scrittori mediocri.
Quelli che non hanno niente da dire eppure dicono lo stesso, infiorettando i loro patetici discorsi con inutili fronzoli che rendono un patetico discorso addirittura stomachevole.
Loro sí sprecano il mio tempo, mostrandomi costantemente qualcosa per cui non sono preparato, qualcosa che subisco senza poter ribattere. A nulla serve togliere, eliminare o nascondere la causa, perché, come la mitologica idra, tagliata una testa ne compaiono altre due, sempre piú aggressive e determinate, sempre piú subdole e maligne.


Basta fronzoli.


  1. Dovrei approfondire ma non lo faccio. 
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Riflessioni di vario genere

Circa una settimana fa mi sono messo in testa di riprendere a scrivere e ad essere presente sul blog in maniera continuativa, come facevo una volta, magari con piú attenzione alla vita fuori dallo schermo, ma nonostante i miei buoni propositi, e la voglia di rilanciare il blog di storie lovecraftiane che scrivo assieme a Zeus, sento che non ho piú la forza che mi sosteneva prima.
Non ho perso le idee, che comunque non sono mai state numerose, ho perso la forza di esprimerle. Sedermi al computer per scrivere quello che penso mi risulta sempre piú difficile e complesso, vengo bloccato da dubbi ed incertezze: perché scrivo? Qual è lo scopo del mio scrivere, o dipingere, o qualsiasi altra cosa abbia mai fatto? Devo fare qualcosa anche se non ne conosco il motivo? Anche se, purtroppo, non ne vedo la realizzazione pratica?
Non è tutto questo uno spreco di tempo e di risorse? Tutte le motivazioni ed i principi morali in cui ho posto fiducia, in cui ho posto tutto me, sono validi? Sono reali? Sono importanti in qualche modo?
Le mie parole hanno mai mosso qualcosa in qualcuno? E se lo avessero fatto sarebbe comunque importante o almeno di interesse?
Non sono neanche sicuro che tutto questo, per quanto l’abbia potuto trovare bello, sia mai stato d’aiuto o piacevole, anche solo per me.


Si conclude cosí quest’inutile digressione. Probabilmente tutto tornerà come prima, dopo questo articolo, ma se cosí non sarà credo si dovrebbe prenderla con filosofia: meglio che ci sia stato e finito, qualsiasi cosa sia, che non ci sia mai stato nulla.


Postilla nata scrivendo i tag per questo articolo: ma nella vita l’utilità è tanto importante? Solo ciò che è utile conta? Mi aumentano i dubbi ma mi difettano le risposte.


Altra nota: proverò a scrivere un altro racconto breve per i Grandi Antichi.

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Dagli abissi di R’lyeh

Qualcuno ha già detto pregevole?
No che i Grandi Antichi quando sono contenti hanno poche parole!

Al Di Là Del Muro Del Sogno

Ecco una pregevole illustrazione di Lisa, con una pregeveole collaborazione, per ricordarci che non si può mai essere al sicuro in mezzo a tanta putredine!
https://murodelsogno.files.wordpress.com/2017/10/cthulisa.jpg

Tremate e inchinatevi innanzi al potente Cthulhu!

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Carapace

Come un osseo scudo di pelle il guscio protegge, rendendo una fortezza ambulante un’inerme rettile. Nessuna zanna, nessun artiglio può scalfire questa sicura protezione. Inattaccabile dai piú, sicuro nella personale prigione, lentamente mi muovo.
Annaspo.
Cercando di difendermi divento sempre piú debole.
Scollegato dall’esterno, condannato alla solitudine ed alla morte se ribaltato.
Patetico scalciare cercando di raddrizzarmi, maledicendo la mia dura scorza che inevitabilmente mi porterà alla morte: la mia forza è la mia rovina.

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