Un nuovo librogame

Quest’anno, come un po’ d’anni a questa parte, sono andato a Lucca per la fiera annuale del fumetto e del gioco. È stato un viaggio pesante, andata e ritorno nello stesso giorno, difficile e faticoso. Ma è stato soprattutto un viaggio soddisfacente.
Ignorando completamente il settore fumettistico di cui al momento mi interesso poco, mi sono dedicato al padiglione dei giochi da tavolo, mia antica e sempiterna passione.
Al contrario dello scorso anno, però, e della passata fiera di Modena1, di giochi da tavolo veri e propri ne ho presi pochi, concentrandomi principalmente su giochi di ruolo e librogame.
Tra gli innumerevoli librigame che ho acquistato oggi vorrei concentrarmi su uno in particolare, terminato ieri notte.


Nicolas Eymerich inquisitore
Il Sabba Nero

di Lorenzo Trenti

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Questo libro, primo della collana Dedalo della Vincent Books, marchio della Raven2 racconta, anzi fa vivere, le avventure dell’inquisitore spagnolo Nicolas Eymerich, cosí come lo scrittore Valerio Evangelisti lo ha descritto nelle sue storie3.
La struttura è snella ed il sistema di gioco è semplice: Ad ogni paragrafo si sceglie cosa si vuol fare e si procede quindi col paragrafo corrispettivo alla scelta fatta; al contrario di altri librigame, non ci sono regole speciali per combattimenti o prove, bisogna solo seguire le istruzioni del libro e al massimo segnarsi un po’ di cose, tipo gli oggetti o le annotazioni che possono risultare utili nel gioco.
La storia è di stampo investigativo: Eymerich, cioè il lettore, deve sventare una minaccia molto importante ma per farlo deve capire chi costituisce realmente la minaccia e in che modo può affrontarla. Ci saranno indovinelli, enigmi, trappole un altro po’ di cose in grado di far girare la testa anche al piú severo e rigido dei domenicani inquisitori, il tutto in un’ambientazione ben orchestrata e assolutamente immersiva.


L’intento di questi librigame è quello di cercare di proporre metodi alternativi ed inoovativi per far giocare le persone, con regole speciali che, suppongo, cambieranno da volume a volume.
Il giudizio complessivo è veramente piú che ottimo, prendendo in considerazione il divertimento e la qualità oggettiva della storia e del volume stesso. Mi sento di consigliarlo a chiunque sia abbastanza adulto da leggere questo articolo, navigato giocatore o semplice curioso che sia.


Bonus
Alla fine c’è un minigioco da fare in due: riprendendo il concetto del lbrogame, un giocatore legge ad alta voce un brano e a seconda della scelta fatta l’altro giocatore leggerà il brano corrispettivo e cosí via. Due paginette in totale ma sembra divertente.


  1. Principale fiera del gioco da tavolo italiana, ma se lo state apprendendo leggendo questa nota allora io sto sprecando il mio tempo con voi. 
  2. Che ci crediate o no io mi perdo sempre con queste cose, inizio a sudare forte, poi invento qualche farbamba e mi passa. 
  3. Benché Evangelisti non sia coinvolto nel progetto le note a margine del libro riportano l’approvazione e l’entusiasmo dello scrittore per questo progetto. 
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Lovecraft giapponese-4

Con un ritardo che sarebbe colpevole se non riguardasse me, mi ritrovo, scevro d’ogni colpa, a tornare sull’argomento Lovecraft & Giappone, sí proprio cosí, avete sentito, se usate un programma di lettura vocale, o letto, proprio bene.
Lovecraft e Giappone.
Ma questo non dovrebbe essere nuovo per voi se aveste letto gli altri articoli che trattano lo stesso argomento [INSERIRE COLLEGAMENTO IPERTESTUALE AGLI ALTRI ARTICOLI CHE PERÒ NON MI VA DI INSERIRE E QUINDI NON LO INSERISCO], perché è già un po’ di tempo che ho scoperto l’arte di Gou Tanabe e della sua passione per gli scritti di Howard Phillips Lovecraft. Tanabe, con uno stile realistico, traspone le opere del Solitario di Providence, in fumetti angoscianti e carichi di orrore cosmico con una tale maestria che mi fa sperare riesca a lavorare almeno su tutte le opere maggiori dei Miti.
Il lavoro in questione mi è stato suggerito dal mio Gemellone Solare, dato che nella mia scarsa preparazione sull’argomento manga ho grosse lacune. È uno dei miei romanzi preferiti, anche se per molti è lento, almeno all’inizio e generalmente troppo descrittivo, sto parlando del romanzo…


Le Montagne della Follia


Storia egregiamente costruita con un crescendo d’ansia e meraviglia, tipiche, direi iconiche, per l’esplorazione dei poli terrestri.
Senza raccontare la storia, mi limiterò a dire che i disegni sono ovviamente al livello delle opere precedenti e questa volta sono davvero tanti perché il nostro buon vecchio Gou ha raccontato la storia con ben 4 volumi (considerando che gli altri volumi contenevano una storia principale ed una minore), rispettando molto scrupolsamente l’opera originale.
Un piccolo appunto: la storia è fedele all’originale, quindi un gruppo di esploratori inviati dalla Miskatonic University, senza storie d’amore e senza ridicoli fronzoli che si potrebbero trovare in una produzione hollywoodiana: Del Toro, questo lavoro è fattibile, Tanabe ce l’ha fatta, puoi prendere il suo lavoro anche come storyboard magari, insisti, non demordere, fatti valere1!


Ammetto di essere stato inconcludente ma era tanto che non lo ero.
TEKELI-LI


  1. Un accorato appello al grande regista messicano. 
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La Mongolia: il paese piú fico e sottovalutato del mondo intiero

Ci risiamo: Assistente42 scrive ed io lo pubblico. Gli offro una casa dove poter dire le cose importanti che è uso dire. Come avrete notato non ho messo i miei consueti collegamenti ipertestuali1 alla di lui persona. Perché vi chiederete voi? Ma è semplice: per farvi andare alla ricerca autonomamente; potete chiamarmi Socrate, io non mi formalizzo2.
Ma dopo questa breve introduzione all’introduzione, entriamo nel vivo dell’introduzione vera e propria, cioè l’introduzione, e cerchiamo di spiegare e questo articolo, comprensivo della sua struttura, e il mio intervento3.
L’articolo, si spiega da solo, vuole descrivere all’utente medio, solitamente un semianalfabeta con il patentino di scemo che lucida ogni giorno con un misterioso impasto di urina e smegma, la bellezza di una nazione, di una regione, e di un modo di essere per noi molto distante4; ci saranno diversi collegamenti ipertestuali, che solitamente io non uso, indirizzeranno i lettori su siti dove è possibile ascoltare legalmente musica in streaming5, o consultare enciclopedie “libere” e gratuite fatte dagli utenti per gli utenti6.
Il mio intervento invece si limiterà a questa piccola e, ribadisco, mai troppo umile introduzione e a qualche nota sparsa qua e là come commento. Come se stessimo leggendo tutti quanti insieme questo pregevole articolo che dico di aver già letto ma che invece potrei stare leggendo ora per la prima volta… chissà!


La Mongolia: il paese piú fico e sottovalutato del mondo intiero

di Assistente 42

Credo che al giorno d’oggi si parli troppo poco della Mongolia e non riesco a farmene una ragione, poiché da sempre queste lande remote esercitano su di me un certo fascino7.
La Mongolia se ne sta lì nei vostri atlanti; sapete che esiste ma praticamente nessuno sa niente di veramente utile su essa. Questo mio articolo si propone l’umile obiettivo di spiegare a voi, ma anche a me stesso, ciò che serve davvero sapere.
Un tempo era tutta Mongolia. Sì, insomma, Gengis Khan e tutto il resto8. Anche le musiche da Oktoberfest risentono di questa lontana influenza: https://www.youtube.com/watch?v=NvS351QKFV4.
La Mongolia ha la Marina più piccola del mondo, un grazioso primato per un paese privo di sbocco al mare9. Essa consiste, infatti, di un singolo vascello che si offre di farvi fare un giro in un laghetto di confine: https://en.wikipedia.org/wiki/Mongolian_Armed_Forces#Navy.
Da appassionato di climi del mondo e da amante del clima mediterraneo (Koppen Csa10), la capitale di questa ingiustamente poco considerata nazione non poteva non trovare posto nei miei segnalibri del meteo. Ulan Bator11 (non temete, grafie più complicate esistono se volete fare i duri e puri) ha un clima infame ed è considerata la capitale più fredda del mondo. Al momento in cui scrivo il meteo è ancora abbastanza clemente, con massime di 9 gradi e minime di -9, ma fra qualche mese quelle povere terre non supereranno lo zero se non in primavera inoltrata. Le massime in inverno sono dell’ordine di -15 gradi. Dobbiamo difendere il clima mondiale sia per salvaguardare il nostro, ma soprattutto il loro, come spiegherò nel prossimo punto.
Fa così freddo a Ulan Bator che i nostri amici mongoli hanno da sempre contato sul terreno ghiacciato in profondità tutto l’anno per la stabilità dei loro pochi edifici. Il riscaldamento globale sta leggermente scongelando il sottosuolo. Ma la maggior parte di loro vive nelle ingegnose tende (yurta) e non si farà cogliere impreparata dal disgelo12!
I greci pensano di aver inventato lo yogurt. I turchi si incazzano e dicono che no, loro hanno inventato lo yogurt. I mongoli restano umili e si limitano a compatirli13.
La lingua mongola si scrive in cirillico. Io che sono un figlio tardivo della guerra fredda, quando vedo cose scritte in cirillico, mi allarmo, sempre, nonostante abbia più o meno per sbaglio imparato a leggere il cirillico. Guardate come una frase innocente diventa terrificante se traslitterata con l’alfabeto del Cremlino: Довете морире тутти сгоззати е сбуделлати ма ви ловво ун касино хаштаг лов хаштаг фолловме14.
I nomi mongoli sono fichissimi, davvero. Il mio preferito per le ragazze è Urantsetseg, mentre per i ragazzi certamente Tsogtbataar.
Il metal mongolo è ficherrimo, end of story: https://www.youtube.com/watch?v=jM8dCGIm6yc.
I mongoli sono così fichi che se decidono di andare in giappone a rompere il culo ai giapponesi nel sumo, essi lo fanno e dominano le gerarchie per anni e anni15. Beccatevi sto pezzo di lottatore: https://en.wikipedia.org/wiki/Hakuh%C5%8D_Sh%C5%8D.
Intimamente siete convinti di essere dei fichi, ma intimamente sapete che niente è più fico di un falconiere mongolo a cavallo: https://www.youtube.com/watch?v=jagKnS2mE7w.
Adesso guarderete questo vasto ma disabitato paese col rispetto che merita16.


  1. Amo scrivere in modo che anche un giornalista italiano possa capirmi. 
  2. Ovviamente17 se non vi siete chiesto niente potete anche abbandonare questa pagina subito18
  3. Sonmo molto introduttivo e apprezzo la costruzione «e… e». 
  4. Nella mia umile e sconfinata bontà d’animo voglio segnalare che già i C.S.I. dei tempi che furono trassero ispirazione dalle praterie della Mongolia e dagli usi e costumi di questo affascinante paese. Il bello è sempre bello, da qualsiasi angolazione lo si voglia guardare. 
  5. Scongiuro i meno preparati di voi a non obbligarmi a spiegare questo termine. 
  6. Oggi sono in vena di aiutare i meno svegl, vedi sempre nota 1. 
  7. Condivido fortissimamente. 
  8. Si dice che GK sia stato l’imperatore con l’impero piú vasto al mondo ma con la completa incapacità di gestirlo; aveva, si dice, il vizio di andare avanti e indietro a scorribandare senza preoccuparsi davvero delle sue conquista. Magari però è tutto invenato da me. 
  9. Anche la Svizzera non ha sbocchi sul mare ma approfitta dei suoi molti laghi per dilettarsi con le navi a vela. Pare ne abbiano davvero tante, al contrario della Mongolia. 
  10. Boh? 
  11. Il jingles di apertura di Windows dice chiaramente Ulan Bator. Ascoltare per credere. 
  12. Questa era una cosa che non sapevo ma che mi spinge sempre piú a temere il riscaldamento globale. 
  13. Come è giusto che sia. 
  14. Poesia da giovani eruditi poliglotti con uno sguardo al giovine mondo smarts ands cools! 
  15. Sul metal ed i nomi non mi esprimo perché l’ho sempre saputo, ma questa storia del sumo mi intrippa davvero tanto! 
  16. Io che già lo facevo ora lo faccio ancora di piú. E voi amici miei? Non sentite voglia di ascoltare i canti polifonici della tundra mongola? Mettetevi una pelle di montone addosso e ballate, ballate con la natura e amoreggiate con il freddo! 
  17. Ovviamente. 
  18. Cfr. nota 1. 
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Panoplia d’ausência ctonique

Fondamentale pietra angolare artistica.

(b)ananartista® SBUFF

E’ con orgoglio e passione che vi presento questa nuova azione filmica e suite musicale dei Conceptus.
A breve presenteremo questo cortometraggio sperimentale nelle maggiori fiere internazionali.

Qui di seguito un breve testo critico e presentazione dell’opera:

Inenarrabile crogiolo di visioni divise, iterazioni reiterate in un limbo libitum che echeggia – disintegrandola – la frammentazione dell’umano, traslato a rifiuto, sublimato ad videum.
In questa ecatombe attante della semiotica i Conceptus mostrano la smaterializzazione ctonia del corpus vivendi nella miriade di bit-frammenti ciber-uranici.
L’urgenza gestuale incontenibile del collettivo, come un futuribile dispositivo Guillotin, cala sul collo sonnolento dello spettatore ridestandolo in un fiotto di autentica energheia generatrice.
La gestazione frenetica dell’atto filmico sembra riverberare (ab aeterno) le vacillanti
psico-rhizomata dell’homo technologicus immerso nel suo plancton-vangelo venefico, per poi rigenerarle con fauci-tremens foto-ricomponibili.
Con mano feroce il regista ritorce e tormenta il medium visivo scarnificandolo in un…

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Lovecraft giapponese/3

Sono quindi giunto al terzo ed ultimo, per ora, manga tratto dai lavori di Howard Phillips Lovecraft. Dico che è il terzo perché per chi non lo sapesse1 questo non è il primo articolo che scrivo in merito ma il terzo2, come lo si può capire qui; ma queste cose dovreste già averle sapute se solo foste stati attenti come si deve.
Sono quindi costretto a fare l’ennesimo riassunto: di base3 io non leggo manga, ma questo di cui sto scrivendo effettivamente è un manga, scritto e disegnato, adattando scrupolosamente al fumetto ciò che nasce come racconto o romanzo, Gou Tanabe che ovviamente ancora ignoro chi sia.

L’abitatore del buio
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Il fumetto in realtà inizia con la trasposizione di Dagon, la divinità delle profondità oceaniche, non originale ma ugualmente facente parte del pantheon lovecraftiano, che appare e non appare, in un onirico naufragio durante la Grande Guerra.

La seconda storia è proprio L’Abitatore e di nuovo il nostro Tanabe ci ricorda perché alle volte vogliamo dormire con la luce accesa e andiamo nel panico se per qualsiasi motivo va via la luce. Per un po’ di sano orrore, anche se forse dovrei dire terrore, statunitense in chiave nipponica, niente di meglio che leggere i lavori di Tanabe.


Ovviamente in questi giorni cercherò di procurarmi il pezzo mancante della mia collezione Le Montagne della follia, da sempre una delle mie storie preferite4 nonostante risulti, almeno nella prima parte, indigesta ai piú.
Inoltre, se siete a conoscenza di altre trasposizioni a fumetti (escludendo i capolavori di Alan Moore che già possiedo e che in fin dei conti non si possono definire trasposizioni ma ampliamenti di quell’universo), tipo quelle di Machen o Hodgson, di qualsiasi stile o corrente, non mancate di farmelo sapere. Farò finta di esserne già a conoscenza e vi risponderò in maniera sprezzante ma sappiate che sarà solo uno schermo per nascondere la mia debolezza ed il mio tenero cuore di adolescente ribelle qual io sono5.


  1. Ignoranti. 
  2. Ovviamente. 
  3. Non la vitamina D. 
  4. Ma onestamente credo direi altrettanto di praticamente tutte le altre storie. 
  5. Ho già la trasposizione del Re in Giallo, Nyarlathotep, Richiamo di Cthulhu e visto che ci sono altre trasposizioni dello stesso fumettista che ha lavorato sul nostro buon vecchio H. di Carcosa, ma se volete citarli fatelo pure lo stesso acciocché anche gli ignoranti e gli stolti possano conoscere la verità! 
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Lovecraft giapponese\2

Senza bisogno di premettere quello che ho premesso nel precedente articolo posso andare dritto al punto senza temere di essermi preparato ulteriormente: squadra che vince non si cambia!

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Il colore venuto dallo spazio è il manga adattato dal già nomato1 Gou Tanabe tratto dall’omonimo racconto/romanzo di Howard Phillips Lovecraft.
Come accennato dal Gemellone Solare il colore c’è ma non si vede: il bianco e nero si sposa perfettamente con un qualcosa che non esiste nel nostro mondo e quindi è per definizione impossibile da rappresentare2. Rappresentabili, e in questo caso posso dire magistralmente rappresentati, sono invece gli effetti che questo colore provoca a tutto l’ambiente circostante.
Senza aggiungere altro per non rovinare il piacere di leggerlo a chi ancora non l’ha fatto, sia versione classica che la trasposizione a fumetti, concludo consigliando questo fumetto giapponese a chiunque possa anche solo pensare di trovarlo interessante.
Leggetene e gioitene tutti, allora!


  1. Nomato?? 
  2. Sono per questo molto curioso di vedere l’adattamento cinematografico che tanta polemica sta suscitando, 
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Lovecraft giapponese

Come sa bene chi mi conosce1 io non vado matto per i fumetti giapponesi, anche sui disegni animati di quel tipo non vado sempre molto d’accordo, ma questa volta ho voluto fare quella che in linguaggio tecnico viene definita una mattata2 e cosí ho acquistato un manga3.
Ma non un manga qualsiasi, anche perché altrimenti avrei messo un titolo qualsiasi a questo articolo 4 ma bensí, adoro ripetermi, per inciso, ne ho messo uno specifico. Nello specifico5 ho inserito un non tanto velato richiamo a Lovecraft, per cui mi rifiuto di inserire note o collegamenti ipertestuali 6.
L’autore è Giù Tanabe che ovviamente non conosco e per cui non scriverò niente su di lui, il manga in questione invece è Il Mastino e Altre Storie, che è il motivo per cui sto scrivendo quello che sto scrivendo.

Ecco il libro di cui sto parlando.

L’anno di pubblicazione credo sia il 2014, l’editore originale lo ignoro, quello italiano credo sia J-POP ed è in bianco e nero.
I racconti all’interno sono Il Tempio, Il Mastino e La Città senza nome; tutti e tre i racconti sono resi molto bene e lo stile nipponico non lo si percepisce se non per qualche onomatopea ambientale scritta in entrambe le lingue e onirici paesaggi bellissimi.
Dovrei parlare delle storie al suo interno ma credo che siano già molto conosciute ed in caso contrario non credo sia sensato cercare lumi qui dentro, non vi pare?


  1. E se non mi conosci perché mi segui? 
  2. Leggesi mattata 
  3. I manga sono quella cosa che non so cosa sono7
  4. In effetti potrei averlo fatto. 
  5. Cioè specificatamente. 
  6. Salvo mandarvi qui8
  7. Ovviamente. 
  8. Ovviamente. 
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Idrofilia Mnestica delle Co-Scienze Universali

È per me un onore, ma soprattutto un onore, avere l’onore di essere parte del C O N C E P T U S.

(b)ananartista® SBUFF

La potenza elementale dei Conceptus descrive senza fronzoli le forze della natura sempre più minacciose in un mondo che l’umanità criminale ha preteso di controllare.
Essi sono in grado di canalizzare l’inconscio collettivo nelle sinapsi digitali della contemporaneità riuscendo nello stesso tempo a scolpire un ergon polisemico in grado di purificare l’umano.
In questo Opus Mundi l’acqua assurge alla radice ancestrale del suo etimo dimostrandosi capace di mendare e rigenerare le ceneri della civiltà.
Acqua: emos cosmico, ribollire genico del pianeta mai sazio del suo fieri, oceano di mente-spazio che nessuna equazione sa incapsulare: chimica d’arte che sola nutre, concretizza e trans-scende il bio-homo.
In questo liquefarsi pleromico della psiche, ed infinite inenarrabili narrazioni metamateriche, risiede la siderale, efestiana kunst del collettivo Conceptus.
—-
I Conceptus sono un collettivo artistico dedito al cinema e alla videoarte in tutte le sue declinazioni.
A questo progetto hanno partecipato: Cosmos…

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Tempo di viaggi

Quello che mi piace dei viaggi nel tempo è la loro insindacabile efficienza. Non c’è niente che sia cosí reattivo e cosí preciso come un bel viaggio temporale, anche se ci si bagna facilmete se non si fa attenzione. Nel momento stesso in cui si decide di viaggiare nel tempo la linea temporale viene modificata, rendendo quasi vano ogni sforzo successivo in seguito alla decisione: in pratica un presunto viaggiatore VT, dove la sigla sta per Viaggiatore del Tempo1, deve solo decidere di viaggiare e poi non dovrà far altro che osservare lo scorrere del tempo suddetto da quando ha deciso di viaggiare, tanto tutto lo sforzo lo dovrà fare il sé del futuro che in realtà è anche il sé del passato e se non fa niente per far coincidere i sé diversi non riuscirà a modificare niente ma siccome i sé del futuro esistono già da prima non facendo niente modificherà il tempo proprio come si era prefissato di farlo prima di decidere di modificare il tempo modificandolo prima di averlo modificato per poterlo modificare modificandolo2. Se si può viaggiare nel tempo tutto è sempre esistito e sempre esiste, ci sono infiniti sé di ognuno di noi che possono svanire e farne esistere altrettanti in ogni singolo momento, ma se io esistevo già prima di arrivare ad adesso, tipo un mese fa, questo mio scrivere adesso, per il me di due mesi fa dovevo essere nel futuro ma in realtà era già passato, perché già accaduto.
Difatti il particolare ancora piú bello di questo genere di viaggi è che noi li compiamo ininterrottamente, secondo dopo secondo ci spostiamo lungo la linea temporale cambiando per sempre il continuum spazio-tempo arrivando a creare paradossi che non riusciamo a vedere solo per una nostra miopia retroattiva. L’articolo stesso che sto scrivendo che ho precedentemente pensato potrei averlo scritto, e pensato dopo averlo letto avendolo io stesso scritto. Il nostro problema col tempo è la mancanza di prospettiva, ponendoci alla dovuta distanza dal tempo potremmo vedere che effettivamente il tempo non esiste che noi di conseguenza stiamo ammirando il vuoto, alle volte il niente, costruttivo, è davvero tutto.


Per approfondire ìl tema, naturalmente appena accennato, suggerisco al lettore delle edificanti letture narrative e saggistiche; di seguito alcuni esempi che ho scritto all’epoca perché sapevo che avrei scritto questo:


  1. Questa sigla non verrà piú usata in “futuro”4
  2. Mi sento di suggerire anche la lettura di Calvin & Hobbes, in particolare le strisce sui viaggi nel tempo, perché possono insegnare molto a tutti. 
  3. Ovviamente sono tutti dei links5
  4. Il futuro è già passato. 
  5. Ovviamente. 
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Asciugamani veg

Una persona, che come me1, tiene al suo fisico, non può fare altro che tenere pure al nostro pianeta.
Non serve che mi metta a ricordare tutte le minacce che incombono sulla Terra per gli umani e gli altri esseri viventi, vegetali e batteri compresi, minacce causate dallo sfruttamento intensivo delle nostre risorse. Il mio scopo ora è quello di sensibilizzare le masse e al tempo stesso dare dei consigli pratici ed utili per fare qualcosa di buono attivamente, perché va bene protestare e fare scioperi dei pediluvi, ma se non si agisce in prima persona è tutto inutile!
Cosa mi sento di consigliare oggi? Ma è presto detto, una scelta sicura e greenfriendlys2 che ha anche lo scopo di migliorare il proprio corpo. Bello vero? Ho sempre apprezzato il circolo virtuoso del bello che aiuta il bene che aiuta il pianeta che aiuta il bello che aiuta il bene che aiuta il pianeta che aiuta il bello che aiuta il bene che aiuta il pianeta che aiuta il bello che aiuta il bene che aiuta il pianeta che aiuta il b3


ASCIUGAMANI VEG™

Cosa sono e a cosa servono gli asciugamani veg™?
Sono a prima vista delle semplici salviette color topo morto di diverse dimensioni, utili per ogni momento della nostra vita, dall’asciugare le parti intime dopo le quotidiane abluzioni alle giornate in spiaggia con i nostri occhiali da sole in neoprene naturale.
gli asciugamani vet™ sono:

  • Naturali: ottenuti solo dalle fibre di palma palmensis;
  • Cottonfrees: finalmente liberi da questa sintetica fibra animale;
  • Estremamente ruvidi: in grado di provocare pericolose escoriazioni e scrubs profondi;
  • Fashions: le piú grandi stars di Hollywoods li usano: George Clooney non ha mai avuto uno scroto piú lucido;
  • Salutari: grazie all’acido palmoleico le proteine della fibra intrecciata intaccano i germi dell’epitelio fecale garantendo regolarità intestinale, stipsi e polmonite omeopatica, elementi fondamentali per il benessere psicofisico;
  • Glutenfrees: anche i celiaci possono mangiarli.

I piú recenti studi dei laboratori forensi di tutto il mondo civilizzato hanno dimostrato che la palma, al contrario del cotone, è veramente veg e quindi, senza lo sfruttamento animale, l’equilibrio orgonico ne esce rafforzato aumentando le prestazioni sessuali della gazzella dell’Anatolia nord settentrionale, preda principale del ghiottone palmipedato dell’Uzbekistan.
Buttate via i vostri asciugamani sintetici in cotone, passate agli asciugamani che rispettano ed amano l’ambiente, passate agli asciugamani veg™ adesso!
Il mondo vi ringrazierà4.


  1. Se cerchi la citazione musicale caschi male, caro il mio.
  2. Cioè verdeamicalmente.
  3. Ho dovuto troncare rapidamente perché non riuscivo ad uscire da quel circolo virtuoso che non posso neanche nominare per non caderci nuovamente.
  4. Nessun informatico è mai stato ringraziato o salutato dal mondo nonostante i ripetuti tentavi di interazione. Il motivo è semplice: nessun informatico, prima d’ora, ha mai usato gli asciugamani adatti. Usateli e provate a salutare il mondo, vedrete la differenza!
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