Dove c’è la luce c’è l’ombra

Sfruttando una scatola di cartone nero, ho fatto delle piccole prove con i miei fidi pastelli ad olio, cercando di fare qualcosa di differente1 dal mio solito.
Come prima cosa ho immaginato un stella rossa, che illumina un mare d’argento, in un onirico tramonto che forse non è mai esistito2.

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Un tramonto mai visto.

La seconda immagine, mi brillava nella mente da un po’ ma quando degli amici mi hanno chiesto di fare qualcosa per loro, allora mi si è palesata realmente per quello che doveva essere3, ma sul processo creativo ritornerò in un altro momento per analizzarlo come meglio merita: un omaggio duplice, ai miei amici, ed al cinema horror con bambini e le loro paure, come protagonisti.
Uno scarabocchio che solitamente viene visto come semplice manifestazione della crescita dell’infante che però diventa qualcosa di diverso, di pericoloso e mostruoso.
L’ombra!

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Sul nero l’ombra diventa bianca.

E cosí dalla luce viene l’ombra, come promesso nel titolo.


Non aggiungo altro se non la solita postilla per voi sapete chi.
Stella rossa su mare d’argento al tramonto – Pastelli a olio su cartone nero – 13,5×16 cm.

L’Ombra – Pastelli a olio su cartone nero – 13,5×16 cm.


  1. Seppure uguale. 
  2. Quanta poesia! 
  3. Potrei parlare del processo creativo ma ho deciso che non saprei che dire e quindi potrei dare ad intendere che so bene di cosa sto parlando ma preferirei parlarne in un altro momento. 
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Finzione naturale

Una scatola di cartone, qualche pastello e dei fiori finti e subito si può iniziare a smettere di rappresentare le nature morte in favore delle false nature!
Cosí, ecco una falsa natura sul solito cartone riciclato da una scatola e qualche pastello ad olio.

Fiori in vaso senza vaso.

Specifico che la composizione floreale, solo lievemente modificata da me, non l’ho scelta io.


Pastelli a olio su cartone, 19,5 x 20 cm1.


  1. Maniaci!
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Di ciliegi e prove

Con il caldo l’estate e gli alberi i colori cambiano.
Ma anche con la primavera ed il vento ed il caldo.
Cosí una prova, non so quanto riuscita, di reinterpretare la lingerenza.

I ciliegi in fiore hanno la caratteristica di essere in fiore, gli altri di cui ignoro il nome invece no, come mi sembra chiaro dal fatto che non li nomino.
Per questo ora propongo queste mie reinterpretazioni!


Quel che dovevo dire l’ho detto. Quel che dovevo scrivere l’ho scritto. Ora sta tutto a voi1!


Dimenticavo la postilla per i maniaci:
pastelli a olio su cartone, 15×30 cm a tavola.


  1. Potreste notare che manca una firma. Ebbene è voluto perché alla fine ho deciso che l’opera completa doveva essere il mosaico. 
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Riflessione quotidiana/14

«I miei pensieri formano i miei pensieri».

Questa la riflessione quotidiana, dell’ormai acclamata rubrica Le riflessioni quotidiane, tratta dal lavoro congiunto dei professori Cesare Arturo Sørensen e Daijiro Raffaele Durbans; i noti luminari del sapere ascendente.

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Editoriale di risposta ad una lettera

Tempo addietro avevo reso pubblica una lettera che pubblica già era1. In questa, un ardito cartilato muoveva delle giuste, per quanto audaci obiezioni alla direzione di un noto quotidiano, quello che io sono solito leggere2, per la precisione.
Finalmente è giunta la risposta. Risposta non tanto tardiva quanto la mia voglia di segnalarvela, ma comunque sia non davvero tempestiva.
Di seguito il feroce editoriale.


Gentile lettore. Ecco come vorrei iniziare questa risposta.
«Gentile lettore».
Questo è, ahimè, impossibile purtroppo. Perché di gentile nella lettera del [**omissis**] di gentile, o anche solo educato, c’è ben poco. Un puerile attacco alla direzione di questo giornale che poi altri non è che un attacco ad personam, cercando di screditare me tramite il mezzo con il quale aiuto a portare l’imparzialità nelle notizie.
Screditare me screditando il mio lavoro per poter screditare il mio lavoro. Quale mente diabolica e machiavellica, questa volta sí, può pensare un piano cosí contorto?
Cosa spinge, se non il guiderdone di omerico sapore, un uomo a leggere ciò che non gli piace, per arrabbiarsi e criticare ad alzo zero, come nella guerra di Crimea?
Solo che noi non siamo fanti o dragoni, non siamo fucilieri o artiglieri, siamo servitori indefessi della libertà di essere liberi.

Libertà che a quanto pare a molti dà fastidio, ma ciò non ci fa demordere, anzi ci rafforza nelle nostre decisioni: siamo tetragoni alle imposizioni e superiamo il conflitto morale con la nostra ferma supremazia in tale ambito. Non c’è modo di attaccarci se non tramite pretestuosi tentativi che si risolvono per quallo che sono: polvere al vento.
Per quel che riguarda le nostre scelte, e i nostri punti di vista, dubbi non ce ne sono né mai ce ne saranno, pur mantenendo salda la pluralità delle mie libere, sacrosanti, decisioni.


EDITS:

Tutto ciò scritto non rispecchia per forza di cose il mio punto di vista, l’ho riportato solo per onestà intellettuale e dovere di cronaca.
Chi mi conosce, e voi che mi leggete da tanto dovreste conoscermi oramai, sa cosa penso e qual è il mio punto di vista.
La mia coscienza è quindi a posto.


  1. E nessuno ancora mi ha ringraziato abbastanza per questo. 
  2. Non dico qual è perché il giornale in questione è già molto noto di suo. 
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Dello scrivere un blog, ovvero la grande truffa dei lettori

Ieri ho fatto un sogno1. In questo sogno scrivevo un articolo su questo blog dove sostenevo che in realtà io non scrivo gli articoli ma costruisco solo una debole impalcatura rantamenica dove i lettori, con i loro commenti, scrivono l’articolo vero e proprio.
Al risveglio mi sono reso conto che è proprio quello che faccio: fingo di scrivere affinché voi scriviate veramente ed io possa vantare articoli poliedrici con numerosi punti di vista, una sorta di cubismo collettivo libero, in cui tutti sono autori e nessuno è solo spettatore2.
Quindi uno scrittore che non scrive e dei lettori che non leggono: che truffa l’arte!


  1. Quante volte ho usato questa premessa? Non lo so. 
  2. Però gli eventuali meriti me li prendo tutti io! GNÉ GNÉ GNÉ! 
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Della creazione, ovvero di come posso contraddire tutto quello che ho sempre sostenuto sino ad ora

Stamattina, parlando con chi parlavo, ho riscoperto un’eterna verità. Un concetto immutato ed immutabile che esiste da prima che esistesse chi potesse pensare che esista un concetto.
In realtà se esiste chi può pensare che esista un concetto è proprio grazie al concetto stesso che, autogeneratosi ha generato il generatore del concetto1.
Stamattina, dicevo, ho trovato una parola su una foto promozionale del famoso gioco di società Scarabeo2, la parola in questione era «maltolerso», costruita apposta per poter usare tutte le lettere a disposizione e fare quanti piú punti possibili. Alla lettura di questa parola la persona con cui parlavo quando parlavo, ha cercato di obiettare che tale parola non esisteva, eppure era lí davanti a lui, con tutte le lettere e le sillabe a posto. Era lí, nella sua decina unità letteraria che spiccava tra le altre noiose parole, ma questo non bastava a convincere l’incredulo interlocutore che incredulmente interloquiva con me.
Sono stato cosí costretto a costruire degli esempi costruttivi cosí come il cui di sopra interlocutore interloquiva.
Di seguito gli esempio che sono seguiti alla mia pronta e perfetta spiegazione che non si può negare che esista qualcosa quando qualcosa esiste.

  • Esempio 1: «Oggi ho fatto un esperimento con lo zucchero maltolerso.»
  • Esempio 2: «Quando hai serrato quel bullone prendi il perno maltolerso e inseriscilo nell’inserto a T.»
  • Esempio 3: «Scacco matto, maltolerso che non sei altro!»

Di fronte ad un sí ampio ventaglio di esempi ed utilizzi anche il piú cocciuto dei cocciuti si è dovuto arrendere3.
Inutile dire che ora anche voi, cocciuti come siete, non avrete piú modo per negare l’innegabile che non potete negare anche se voleste negarlo4.


  1. Vedi alla voce tautologia5
  2. Non il mio gioco preferito ma comunque da molti conosciuto. 
  3. E cosí è stato infatti. 
  4. Non che ce l’aveste prima: l’innegabile è innegabile per definizione, dopotutto6
  5. Ignoro, in tutta onestà, se abbia mai scritto sulla tautologia, ma il rimando non per questo deve venire meno. Anzi per rimanere in sintonia con ciò che sto scrivendo, nel momento in cui l’ho scritto allora è cosí: vedi alla voce passato7
  6. Ovviamente. 
  7. Del passato ne ho scritto ripetutamente in passato, tutto il blog si basa sul concetto di passato modificabile a nostro piacimento. 
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Sogni enigmatici

Oggi ho sognato che scrivevo che per sapere quello che dicevo bisogna capire quello che non dico.
Similmente per capire quello che scrivo non bisogna sapere quello che scrivo1.
Scrivo per non fare capire dunque.
Taccio per farmi comprendere.
Io i sogni non li capisco!


  1. Come spesso accade volevo scrivere di piú per ampliare il concetto ma poi ho deci 
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L’arte dei Grandi Antichi non è come spesso si crede

Una sfolgorante Tati in piena forma manda due suoi lavori ai buoni vecchi Grandi Antichi.
Lavori che noi apprezziamo oltremodo, anche perché ci ricordano l’Unspeakable Vault (of Doom)!

Al Di Là Del Muro Del Sogno

Come recita il famoso distico? «Non è puccioso ciò che può terrificare in eterno/Ma in strani eoni anche il terrore può morire»?

Ed ecco che Tati ce lo ricorda splendidamente suggerendo un’anatomia alquanto umana al nostro Grande Sacerdote preferito e poi un’altra un poco piú… un poco piú!

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Come dicevamo, un’anatomia molto umana.



Ma non si esaurisce qui l’estro tatiano perché, come avevamo preannunciato in apertura, niente è come sembra e cosí scopriamo il vero, terrificante, aspetto di Cthulhu!

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Un pucciosissimo Baby Cthulhu per infestare i sogni dei piú sensibili.


Paura, terrore e pucciosità! Ecco le tre parole che caratterizzano il nostro amato Cthulhu in questa fosca fase di allineamento planetario. Tremate e temete o stolti! Cthulhu verrà da voi e vi riempirà di coccole fino alla pazzia!

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