Chi intervista lo stesso intervistatore, ovvero incontro con la divinità

Ed ecco che tosto il zanellato ratto s’appresta a colmare un abisso.
Ello ha deciso di intervistarMi, ma tanto ardore non è stato adeguatamente redarguito, anzi!
Prendete e godetene tutti, questa è la mia intervista offerta in sacrificio per voi1.

Tra una cacata e l’altra – Immagine di repertorio.

Zanellato: Come ci si sente ad essere considerato dai tuoi artisti una sorta di musa ispiratrice?

Ysingrinus: Devo ammettere che è strano.
Strano e naturale. Naturale perché è impossibile che la mia umile persona passi inosservata; strano perché non credevo il volgo potesse accorgersene.

Z: Eppure molti se ne sono accorti. Oh se sì!!!!! Ormai posti a cadenza giornaliera questi regali che gli artisti ti porgono. Cosa vorresti dire a questi esteti della modifica!?

Y: Quello che mi sento di dire è di credere sempre nelle proprie capacità, solo cosí si può trascendere l’umano e assurgere al divino. Solo con la pratica e l’impegno, niente accade per caso.
Solo il vero genio idiota, come umilmente io sono, può permettersi il lusso di allungare una mano acciocché il frutto del piacere vi si ponga delicatamente. Ma per diventare un idiota vero, un artista completo, fruitore e generatore di arte suo malgrado, bisogna superare numerose ordalie.
Chi si dedica alle mie foto esperisce sensazioni che il pubblico non può neanche immaginare, sensazioni che bruciano, che dilaniano, che distruggono. Ma è proprio da quelle sensazioni che rinascono, proprio da quelle esperienze, voi tutti, risorgete.
Ora siete vivi, figli miei.

Z: Eloquente. In questo periodo molti si sono avvicinati a questo mondo, e stiamo notando la rapida ascesa del Valtriani e del Nieddu. Scalzeranno mai un mostro sacro come il Fanuli?

Y: Ecco. Questa è al tempo stesso una domanda interessante e sciocca.
Mi permetti di rispondere ad un quesito che attanaglia ogni artista: essere finalmente notato dal demiurgo signore di ogni cosa. Bene io vi vedo, vi vedo tutti. Le vostre opere, anche quelle derivate, sono uniche e speciali. Non dovete pensare di agire per motivi differenti da quelli dell’arte stessa.
Non esiste competizione, non esiste classifica. Esiste solo l’arte.
Mi fa molto piacere aver potuto sciogliere questo nodo e per questo ti ringrazio.

Z: Collocarci tutti sullo stesso piano è un gesto che ti fa onore e sicuramente incentiverà altre nuove leve a cimentarsi. Sei stato messo letteralmente dappertutto (film, serie TV…), c’è una branchia che vorresti i tuoi artisti esplorassero?

Y: Solo quella della loro fantasia. Io permeo ogni cosa. Io sono ovunque. Io sono.

Sta a voi decidere cosa fare, sta alla vostra sensibilità e alla vostra comprensione del mondo.

Z: Insomma ci stai dando carta bianca. Di sicuro ai nostri lettori faranno davvero piacere queste tue parole. Un’ultima domanda: si fa tanto parlare di questo simposio tra artisti in videoconferenza. Personalmente cosa ti aspetti da questa Woodstock del web?

Y: Allora. Cosa mi aspetto? Devi sapere che l’attesa è essa stessa l’attesa. E l’attesa rompe il cazzo.
La cosa migliore per aspettare qualcosa è non aspettare qualcosa.
Come per tutto il resto, io credo che ogni cosa andrà come deve andare, gli artisti si conosceranno, ci saranno chiacchiere, magari sfide estemporanee che sfoceranno in grasse risate, oppure niente di tutto questo.
Quello che importa è la condivisione della propria passione, della propria esperienza, della propria conoscenza.
Quello che conta è il progresso dell’umanità.
Progresso che questo simposio inevitabilmente comporterà.

Z: Un discorso inappellabile, degno del ganzo che sei. Direi che possiamo chiudere l’intervista qui. Grazie mille del tuo tempo and keep cool 👉🏻

Y: Grazie a te per questa stimolante intervista!

Che la mia parola sia legge per voi tutti. Ora e sempre.


  1. Se vi sentiti colti da timor panico è normale. 

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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6 Responses to Chi intervista lo stesso intervistatore, ovvero incontro con la divinità

  1. virtuos@mente ha detto:

    ➡️Y: Allora. Cosa mi aspetto? Devi sapere che l’attesa è essa stessa l’attesa. E l’attesa rompe il cazzo.
    La cosa migliore per aspettare qualcosa è non aspettare qualcosa.
    Come per tutto il resto, io credo che ogni cosa andrà come deve andare, gli artisti si conosceranno, ci saranno chiacchiere, magari sfide estemporanee che sfoceranno in grasse risate, oppure niente di tutto questo.
    Quello che importa è la condivisione della propria passione, della propria esperienza, della propria conoscenza.
    Quello che conta è il progresso dell’umanità.
    Progresso che questo simposio inevitabilmente comporterà. ⬅️
    🔝🔝🔝Risposta delle risposte 🔝🔝🔝

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  2. wwayne ha detto:

    L’attesa rompe il cazzo. Quanto hai ragione su questo punto! :)

    Piace a 1 persona

Fhtagn

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