Il mio problema con l’internet per tutti – Assistente42

Ecco un nuovo folgorante articolo del nostro assistente preferito, Assistente42! Prima di lasciarvi alle sagge e dotte parole un breve cappello introduttivo1.
Prima di tutto voglio dire che mi sembra giusto inaugure una nuova categoria per le collaborazioni, oramai sempre piú frequenti con l’assistente e con chiunque abbia fatto o vorrà mai fare con me.
In secondo luogo, voglio precisare che condivido esattamente il discorso che, sebbene contestualizzato in un argomento che non mi è proprio, è applicabile in ogni campo della vita.
È infatti un problema sempre piú comune quello di cui si parla nell’articolo, tanto comune che sta riuscendo ad intaccare aspetti molto importanti, quali la sanità e l’istruzione, anche attraverso il grimaldello della politica, di difficile, se non impossibile soluzione.


Certe volte penso che Gutenberg si doveva fare i cazzi suoi. No, scherzo. Gutenberg ha inventato la stampa a caratteri mobili. Saremmo ancora al medioevo senza la stampa, non scherziamo. Poi sono intimamente convinto che senza stampa a caratteri mobili, non ci sarebbe stata la Riforma Protestante. La Riforma Protestante è cosa buona e giusta perché fa piangere la chiesa cattolica.
Sicché, tanta speranza ripose l’uomo nel World Wide Web. Di che si tratta? Si tratta di quella cosa che i vostri genitori chiamano Internet, sbagliando. Non li biasimo. I miei concittadini, quando vedono uno scooter, lo chiamano “motore”. Con l’Internet è uguale. Ma io vi perdono tutti, perché quando dite “fica” a una bella ragazza, il presidente della Camera piange un poco.
Il World Wide Web è un servizio di Internet che consente a voi di leggermi, ma anche di navigare, stare su Facebook, praticamente quasi ogni cosa voi facciate con Internet.
Durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012, da una casetta spuntò un omino con un terminale. Egli è Tim Berners Lee, mio personale eroe, inventore del WWW. Tanti gli dobbiamo qualcosa. Io, personalmente, una carriera di risolutore di problemi.
Per molto tempo Internet non è stato per tutti. Un tempo bisognava acquistare un costoso PC, avere un abbonamento con un fornitore di servizio, centellinare gli accessi per evitare bollette astronomiche, una grande lentezza generale che ci costringeva a essere molto selettivi nel reperire ma, soprattutto, nello scrivere. Si scriveva poco e c’erano delle regole ormai perdute nelle nebbie del tempo, la Netiquette.
Quando eravamo pochi eravamo più disciplinati ed era molto più facile imporre la disciplina agli scalmanati.
Poi è arrivato Internet per tutti. Nessuna barriera all’accesso e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, specie se utilizzate Facebook. Ma io non voglio dare la colpa a Facebook, nossignori. Facebook non ha creato dei fenomeni: ce li ha solo mostrati.
Prima di Facebook potevi avere l’impressione di parlare con persone perbene e assennate, perché tendevamo a proiettare su esse l’opinione generale che avevamo di noi stessi. Tutto ciò unitamente al fatto che non avevamo accesso ai loro più intimi pensieri.
Facebook ha cambiato tutto e non posso che ringraziarlo. Ci permette di sentire l’odore di cretino da mille chilometri. Io sono uno che le cose preferisce saperle, in questo caso.
Facebook consente ad appassionati di ogni argomento di ritrovarsi e discutere di ciò che ci piace. E ciò è cosa buona.
Allora di cosa mi lamento?
Ve l’ho detto: non c’è selezione all’ingresso. Vi voglio raccontare un aneddoto che mi è successo qualche giorno fa. Io sono preparato a cose del genere, ho le spalle larghe, ma temo per il futuro di una civiltà che non capisce quello che legge.
Sono un nerd dei motori. Provo un gusto particolare nel bruciare dinosauri morti e trasformarli in energia meccanica. Per questo motivo sono membro di un gruppo di appassionati di motori. In questi gruppi si va dall’ingegnere meccanico che esegue modellazione agli elementi finiti a mente -molto pochi, ahimé- fino al diplomato alla scuola elementare della vita. Di questi invece ce ne sono tanti, tanto che potrebbero fondare un partito politico. Dalla regia mi dicono che l’hanno fatto.
Uno di questi ha sostenuto di recente l’imminente arrivo della nuova Alfa Romeo Giulietta a trazione posteriore (piattaforma Giorgio, la base della bellissima Giulia). In quanto appassionato del marchio e possessore per sbaglio di una Giulietta con la trazione dalla parte sbagliata (avanti, ma comunque gran macchina, fidatevi dell’assistente42), sarei il primo a festeggiare.
Ma io sono uno scienziato, in senso lato, e sono così scettico che dubitai fortissimo quando il progetto della mia tesi, un programma che macinava un sacco di dati non strutturati con l’idea di ricavarne un senso, iniziò a sparare fuori risultati troppo perfetti per essere veri. Avevo infatti commesso degli errori che ho aggiustato durante qualche notte di frenetica programmazione.
Così ho espresso dei dubbi.
Il cretino ha preso a insultarmi, dicendo che non capisco un cazzo e chissà che merda di auto guido, ché lui solo BMW ma Alfa rocks.
Faccio un bel respiro, perché io non perdo la calma neanche di fronte ai prefetti della Repubblica che la perdono.
Replico indicando il mio carro e il mio sano scetticismo perché una Alfa siffatta sarebbe il sogno di molti, me compreso, ma non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito, solo scalcagnati forum che millantano fonti interne a Fiat.
Per di più la prossima BMW serie 1, unica trazione posteriore della categoria, uscirà solo a trazione anteriore in futuro, per ragionate scelte commerciali. Una di esse è che i diplomati alla scuola elementare della vita neppure sapevano di acquistare un’auto a trazione posteriore.
Niente da fare. Il soggetto sragiona e mi becco altri insulti. Lo invito a citare le sue fonti ufficiali e dopo molta insistenza mi dà il terzo risultato di google, proveniente da un forum di cui sopra. Articolo di due anni fa che dava l’uscita del modello tipo dopodomani.
Insisto e mi dice di usare Google, ché le riviste del settore, i telegiornali e pure papa Francesco hanno riportato la notizia. Ho decine di fonti sui motori nel mio aggregatore RSS ma mai ho visto qualcosa andare oltre ad una resa fotorealistica dell’ipotetico modello da parte di appassionati indipendenti.
Smetto di sprecare bit per lui. Ma sono curioso come una scimmia.
Apro Google. Il nulla, a parte le minchiate da forum.
Gente, questo è il fallimento dell’internet per tutti. Se mi pongo al di fuori, vedo solo gente che si urla addosso senza neppure il buon senso di ascoltarsi. È un comportamento comprensibile, ma solo nei bambini di tre anni.
Vedo anche gente che crede a ogni fesseria gli capiti a tiro e non comprenderò mai la generazione dei miei genitori per questo. Meno ancora la mia.


  1. Cappello, sia ben chiaro… 
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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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88 Responses to Il mio problema con l’internet per tutti – Assistente42

  1. assistente42 ha detto:

    Lä! Lä!

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  2. Liza ha detto:

    Io non mi intendo di motori(sempre che cambiare la candela e pulire il carburatore del mio Ciao all’inizio e Gilera poi si possa chiamare “capirci di motori)ma di cretini credo oramai di intendermene.
    Un consiglio non richiesto e inutile..come nella vita reale che in questa una volta compreso di averne uno/a davanti,sorridere annuire e passare oltre.
    Non valgono ne’ il prezioso tempo ne’ l’energia neuronale che si sorecherebbero per cercare di farsi capire. 😊

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  3. Liza ha detto:

    Cioe’ non soffermarsi mai ad un manipolo di pareri presi qua’ e la’,osservare di piu’ e in vari “mondi”.
    Siamo tutti dei micromondi e (secondo me eh sia chiaro)prima o poi tra tante cose sbagliate o meglio incomplete e inesatte troveremo quelli giusti.
    Contorto forse????

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  4. Liza ha detto:

    Beati Dei!! Abbiamo appena fatto una conversazione intelligente???? 😨

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  5. Firstime In Boston ha detto:

    Sulle Alfa ne ho sentite tante negli anni:
    1. la prima serie della 164 era a trazione posteriore
    2. la 33 imola aveva motore ferrari

    3. la 75 1.6 faceva 215 km/h (con tanto di gara persa contro la mia Daewoo 2.0 i.e. {ok avevo una Daewoo, ma sviluppava 133 fottutissimi cavalli})

    E comunque mi dispiace per la serie 1, cade l’ultima torre…

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Non so nulla di motori e non ho un account Fakeboobs, ma ho avuto le mie esperienze dal vivo, con gli idioti bercianti :P
    Sul momento danno sui nervi, ma dopo qualche mese, i ricordi fermentano e diventano gustosi aneddoti!

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  7. mollymelone17 ha detto:

    Ho rinunciato a urlare e a leggere chi urla. Confermo che sei il mio eroe e aggiungo che ieri, in ricerca di auto dal concessionario, mi sono imbattuta nella tua amica Giulietta. Gran bella carrozzeria

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  8. Una domanda tecnica: visto che nell’universo tutto si trasforma, sarà possibile secondo voi trasformare in senso inverso l’energia meccanica in dinosauri morti? E perché non vivi? Sarebbe il mio sogno dare da mangiare i miei scarti a un iguanodonte

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  9. shevathas ha detto:

    Da vecchio conoscitore dei newsgroups(1) posso dirti che quello che c’era nei newsgroups e manca su FB sono:
    1) il caro buon vecchio killfile che permetteva una accurata selezione dei corrispondenti(2).
    2) il pseudoanonimato dove magari shevathas e assistente42 se ne scrivevano di cotte e di crude nel mondo virtuale e nel mondo reale intrattenevano ottimi rapporti di buon vicinato. Il mondo virtuale e quello reale erano ben separati; e imho non era un male.

    (1) I fenomeni: ingegneri inventori della free energy, naturopati antivax appassionati di “amaroli”, c’erano anche lì. Molti che adesso impestano FB li conobbi su it.scienza, it.politica etc. etc.

    (2) il polimorfismo, cambiare mail per schivare il killfile, era considerato un crimine abbastanza grave contro la netiquette.

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    • ysingrinus ha detto:

      Tu, Shevathas, dici sempre cose molto giuste. Alle volte si vorrebbe non pensarlo, ma dici il vero.
      Tra l’altro wp è superiore a fb anche per lo pseudoanonimato e l’assenza di persone che parlano di fake e ti dicono di usare la tua faccia ed il tuo nome.

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    • assistente42 ha detto:

      Anche io mi sono formato su Usenet. C’è da dire che il killfile di Usenet era facile da aggirare morphando, mentre il blocco su Facebook è assai più scomodo da aggirare. Una volta che ti hanno bloccato, è inutile cambiare nome perché il blocco è sull’ID dell’account e si può addirittura bloccare preventivamente tutti quelli che si chiamano in un certo modo

      Piace a 1 persona

Fhtagn

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