Premiando, se si può dire

A distanza di tempo dal tempo per essere in tempo, ecco un fulgido esempio di premiazione per chi vince l’ambito Ysingrinus d’autore!
In questo caso, il vincitore è il “fortunato” Ivanof ed il premio è un racconto scritto su misura. Fortunello, fortunello1!


Gli innominabili

Ogni volta che chiudeva gli occhi, Ivano rivedeva sempre la stessa scena, sangue dappertutto ed urla disperate che invocavano pietà. Non poteva farci niente, ormai era passato e non c’era modo di far andare diversamente le cose.
Il passato è come un eterno presente irraggiungibile e questo Ivano lo aveva imparato a proprie spese, sulla propria carne.

Era una mattina afosa, un prepotente anticipo d’estate che non prometteva nulla di buono; i vestiti si appiccicavano alla pelle aggiungendo una sensazione di oppressione all’ansia per il colloquio che doveva sostenere. Il colletto della camicia, stretto dal nodo della cravatta lo strangolava letteralmente, rendendogli sempre piú penosa l’attesa per i colloqui che procedevano a rilento: non era ancora stato chiamato nessuno, probabilmente il caldo asfissiante aveva rallentato tutti, anche gli esaminatori, cosí decise di uscire all’aperto, per prendere una boccata d’aria “fresca”. Doveva scaricare la tensione in qualche modo, la fronte era imperlata da gocce di sudore freddo nonostante il caldo soffocante di quella giornata.
Qualcosa lo rendeva irrequieto. Sembrava, anche se non capiva la causa, che ci fosse altro a preoccuparlo, qualcosa che non doveva essere collegata alla ricerca di un posto di lavoro, dopotutto di quell’offerta non gliene importava niente.
Era il clima, quell’aria irrespirabile, che annunciava una catastrofe imminente, l’apocalisse.
Tirandosi su le maniche della camicia ed allargandosi il colletto della camicia, Ivano s’incamminò, quasi senza meta, verso il retro dell’edificio da cui era uscito, in uno stretto vicoletto completamente all’ombra tra i palazzi, il luogo migliore dove cercare sollievo in quell’afa maledetta.
L’aria, sempre immobile anche in quella stradina, donava all’ambiente un aspetto ancora piú spettrale: i colori erano piú smorti e dalla strada principale non arrivava il minimo suono del classico traffico metropolitano.
Ivano era solo in quel vicolo, solo con i suoi timori e le sue paure, sapeva, in quel momento, che nessuno avrebbe potuto sentirlo o vederlo, era come se fosse entrato in un’altra dimensione, una dimensione interiore, senza nessun collegamento con l’altra realtà: difatti persino la temperatura era scesa, drasticamente, senza nessun motivo apparente.
Un urlo soffocato arrivò da dietro una rete metallica, un gorgoglio inumano e disperato al tempo stesso, seguito dal rumore di strappi violenti e clangori metallici. Preoccupato Ivano si affacciò oltre quella sottile recinzione cercando di chiamare la polizia con il telefonino cellulare ma quello che vide lo lasciò pietrificato, immobile come una statua.
Due uomini stavano letteralmente mangiando vivo un povero disgraziato, un vagabondo, gli abiti sbrindellati ricoperti di sangue, le ossa ed i muscoli
scoperti dove le fauci dei due aggressori avevano profanato la carne; Ivano non riusciva a staccare gli occhi da quella scena tanto disgustosa quanto affascinante, era come se quel massacro avesse su di lui un effetto ammaliante: lasciò cadere il telefono a terra, rimanendo lí, fermo, immobile, ad ammirare quello spettacolo disturbante, fino a che non terminarono anche gli ultimi spasmi della povera preda
ormai ridotta ad un mucchio informe di carne e sangue, ed i due predatori non si alzarono per dirigersi verso di lui.

Soltanto allora Ivano si concentrò sull’aspetto dei due mostri. La pelle emaciata e cascante; gli occhi larghi e gialli, con pupille gigantesche, sproporzionate; le mani terminanti con artigli adunchi ed, infine, le bocche, enormi anch’esse, sgocciolanti sangue. Uno dei due aveva una vistosa ferita sulla testa da cui sgorgava un liquido violaceo che sarebbe potuto sembrare sangue se solo fosse stato piú rosso e, soprattutto, le labbra cucite con fil di ferro. L’altro snudò le zanne affliate e, sorridendo malignamente, puntò gli occhi su quelli di Ivano. Una tempesta di informazioni e malvagità investí il povero Ivano, sconvolgendogli i pensieri e la personalità, portandolo a conoscenza di certi saperi che nessuno uomo dovrebbe sopportare, costringendolo a comportarsi di conseguenza: diventare un “Innominabile” come loro, sostituendo il mostro ferito, oppure lasciarsi sbranare condannando alla fine eterna queste creature obbligate a vivere in coppia, maledette sino alla fine dei tempi.
Senza pensarci due volte, Ivano scavalcò la rete metallica a si avventò sul mostro ferito.

Quel giorno non ci fu nessun colloquio, quel giorno nessuno uscí vivo dall’ufficio dove aveva appuntamento Ivano.
Cosí, incatenato ad una croce, rifletteva Ivano sul suo passato, sui suoi desideri e sulle sue azioni, mentre una succube lentamente lo smembrava e sventrava, prolungando il piú possibile qull’eterno supplizio.


Inoltre se proprio vuole bullarsi con gli amici, può inserire, dove vuole questa foto nel suo blog per segnalare la sua vittoriona!

Secondo Ysingrinus d'autore 2014/2015 - sezione narrativa

Quarto Ysingrinus d’autore 2015/2016 – sezione saggistica

Tutti i concorsi con relativi premi, passati e futuri sono visibili qui: alla pagina Concorsi.

Codice da copiare per avere la foto ed inserirla dove piú aggrada

<a href=”https://yziblog.wordpress.com/2015/03/20/premiazione-del-concorso-ysingrinus-dautore-prima-edizione-20142015-sezione-illustrazioni/&#8221; rel=”ysingrinus d’autore”><img class=”size-medium wp-image-1260″ src=”https://yziblog.files.wordpress.com/2015/03/baffobassopiccolo-e1426878819116.jpg?w=140&#8243; alt=”Primo Ysingrinus d’autore 2014/2015 – sezione illustrazioni” width=”140″ height=”183″ /></a>


  1. L’idea originale era diversa però poi ho sognato quello che successivamente ho scritto e cosí l’ho scritto. 
Annunci

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
Questa voce è stata pubblicata in Arte, Concorso e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

89 Responses to Premiando, se si può dire

  1. Zeus ha detto:

    Un racconto che ti mangia vivo.
    Bravo Ivanof per aver ricevuto il premio.
    Bravo Ysingrinus per aver dato il premio.

    Mi piace

  2. Cose da V ha detto:

    Complimenti per questo terribile racconto. L’estate porta solo guai. Mi è piaciuto!

    Mi piace

  3. giomag59 ha detto:

    Bravo Ivanof! E premio della critica per quel “avevano profanato la carne” evocativo di ben altre profanazioni!

    Mi piace

  4. rachelgazometro ha detto:

    Avessi vinto io avresti scritto un racconto ambientato al mare, tanto sole, delfini saltellanti all’orizzonte.
    Questo per Ivanof è molto bello, alla Dylan Dog.

    Mi piace

  5. ceciliagattullo ha detto:

    Accipicchia quanta roba!

    Mi piace

  6. colpoditacco ha detto:

    grandeee ivanooooooooooooo

    Mi piace

  7. Fortunato Ivanof di esser tale da meritare tale premio,che a sua volta dovrebbe concorrere a un premio, che testé proporrò.

    Ordunque, la mia proposta è di pemiare il migliore premio Ysingrinus d’autore tra i vari finora concepiti. Evidentemente il concorso si svolgerebbe per votazione del pubblico (si decida poi se ammettere al voto anche chi non dispone di titoli nobiliari e se ricorrere a voto segreto o pubblico).

    Mi piace

  8. ivano f ha detto:

    Questo sì che è un premio!!! Bello riportarti a fare lo scrittore, e che razza di delizioso incubo! (Nei tuoi racconti faccio sempre una brutta fine però :D )
    Ehm… Io ce li metterei i tuoi baffoni sul mio blog ma non ho la più pallida idea di come si faccia… Non fulminarmi! (Ah no, mi confondo con qualcun altro! :) )

    Mi piace

  9. Pingback: Notato qualche cambiamento? | Spunti da asporto

  10. Firstime In Boston ha detto:

    Mi sento uno psicopatico. Leggo tutto il post, poi arrivo alla foto dell’Ysingrinus e mi dimentico tutto osservando, mentalmente, che hai una faccia (credibilissima) da poliziesco, tipo ispettore che va in giro su un Alfetta.

    Detto questo, la storia mi piace parecchio, non solo perché è truculenta, ma perché il cannibalismo ha, usando le parole dell’autore, un fascino che ti costringe a guardare.

    Mi piace

  11. Affy ha detto:

    Molto meritevole! :-)

    Mi piace

Fhtagn

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...