Le grandi risposte hanno bisogno delle grandi domande

L’intervista di oggi è molto importante: avete immaginato bene1.
Esattamente. Sto parlando del Il Valtriani, noto artista polivalente in grado di creare capolavori con pochissime mosse ma che preferisce mantenere un profilo basso perché di indole indolaria.

Ysingrinus: Come ti è venuta voglia di modificare le mie foto?

Valtriani: Non mi è venuta voglia, è una cosa che andava fatta.

Y:E dopo la tua opera prima hai continuato: era ancora un’urgenza indipendente da te o c’è altro?

V: La fama, le donne, sconosciuti che ti fischiano in metro. Tutte cose che non c’entrano. Anzi, dove abito io neanche c’è, la metro. Forse la risposta è dentro di me, o più probabilmente forse è dentro di te, ma per essere più divertente deve passare prima per photoshop.

Y: Quindi Photoshop come strumento per ricercare la verità. La verità è univoca? La verità è benefica?

V: La verità era l’amicizia.
Ma so che lo sai.

Y: Si potrebbe quindi dire che Photoshop è un legame per l’amicizia?

V: Lo vedo più come un legame per la divertenza, che però essendo divertente cementa le amicizie. Photoshop non è che un mezzo, indubbiamente più pratico d’altri: per esempio, se voglio mettere la testa di un cavallo su un torso umano posso farlo con Photoshop e questo mi permette di non dover pulire un sacco di sangue dopo.

Y: E Photoshop può essere sostituito con altri programmi? In caso affermativo non diresti che la soluzione “primitiva” sia piú potente perché non sostituibile? Al netto del sangue dico.

V: Penso che ognuno dovrebbe usare il programma che preferisce. La creatività non può essere imbrigliata. A meno che non si parli di lavatrici, se sbagli il programma della lavatrice è un casino, si sciupano un sacco di vestiti.
E poi devi photoshoppare le foto per non far vedere che non sai lavarti le cose.

Y: Ovviamente i capi di vestiario sono un argomento assai ostico. Purtroppo non potremo trattarlo qui.
Però hai detto una cosa interessante: «la creatività non può essere imbrigliata». Tu, piú di altri hai usato apertamente le opere che ti hanno preceduto per creare altri lavori. Cosa pensi di chi è restio ad usare i lavori degli altri e cosa ti senti di dire a chi critica le opere derivate?

V: Ti risponderò citando Franco Baresi: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sinceramente non credo di aver capito”.
Penso che a livello artistico e creativo sia inevitabile essere influenzati da chi ci precede: siamo tutti nani sulle spalle di giganti e dopo un po’ è normale che i giganti si stufino. Per questo li omaggio: perché ho paura. Ho paura dei giganti.

Y: Quindi, esci dalle diatribe da quattro soldi su chi ha fatto cosa.

Tra le tue rielaborazioni c’era un chiaro messaggio politico: ero stato posizionato su una spiaggia con un enorme cazzo gigante disegnato sulla sabbia, da te.
L’arte può essere slegata dalla politica?

V: Cioè, sono GIGANTI, capisci? Cosa può fare una persona contro un gigante? C’è un documentario a cartoni animati che lo spiega bene, finisce che muori. Per rispondere alla tua domanda, invece, direi che il mio più grande difetto è che perdo facilissimamente il filo della discussione.

Y: Direi che una non risposta dice piú di mille disegni e un disegno dice piú di mille parole, quindi hai detto piú di un milione di parole!

Ma ora ti sfido. Ti sfido a dirmi cosa pensi degli altri artisti. Chi sono i tuoi preferiti? Chi sono quelli che apprezzi meno?

V: Allora, grazie per la domanda. In generale gli artisti che apprezzo meno sono quelli morti, perché quando gli scrivi non ti rispondono praticamente mai. Se invece parli nello specifico della corrente dei guerrieristi, sono sicuramene un fan dei pionieri, come il Fanuliz (che molti conoscono semplicemente come “il Salento”) e Zanellato, ma anche Germ e Vismara offrono sempre punti di vista sul mondo che, fra tante opinioni, sono alcune di esse.

Y: Mi sembra una buona risposta.
Concludo chiedendoti cosa ti aspetti dal futuro e cosa pensi che potrà diventare queste corrente artistica.

V: Dal futuro mi aspetto almeno almeno un viaggiatore temporale che viene a uccidermi perché ho mandato qualcosa a puttane in maniera spettacolare e su scala planetaria. Penso, spero e voglio che la causa di tutto sia questa corrente artistica, ma in generale non mi chiedo tanto cosa può fare il futuro per me, quanto piuttosto cosa può fare per quella cosa dei giganti.

Y: Mi rendo conto che i giganti sono un problema enorme. Non ti preoccupare, non sarai solo in questa battaglia, almeno finché non ci saranno troppi cazzi troppo giganti, ovviamente2.

V: Vabbé, ma a quel punto rendiamo la cosa divertente filmando il porno più impressionante di sempre.

Y: Vero!


  1. Vero. 
  2. Ovviamente. 

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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14 Responses to Le grandi risposte hanno bisogno delle grandi domande

  1. Conte Gracula ha detto:

    Il librogame è clamoroso 😂
    Mi chiedo se non ci sia un fil rouge, un trait d’union, una liaison o un altro collegamento in francese tra i due lavori: forse il vero pene era l’amicizia e questo potrebbe risolvere il problema dei giganti.

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  2. gianni ha detto:

    Questo post è davvero notevole, ci tornerò su con un mio contributo… forse

    "Mi piace"

Fhtagn

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