Archeologiche ricerche

Ieri è finalmente iniziata l’indagine con il nuovo gruppo di giocatori: sei Investigatori, per la prima volta alle prese con questa edizione del Richiamo di Cthulhu, rigorosamente a distanza, tramite Discord. Dati quindi il mezzo usato ed il numero di giocatori, il rischio che la storia venga troppo spezzettata o si protragga troppo a lungo c’è; se a questo si unisce il fatto che per me sono giocatori nuovi, devo ammettere che mi si presenta una grande sfida. Sfida che conto di perdere ignominosamente, ovvio.

Blackwater Creek

Focus della mappa per indicare l’ubicazione dei vari luoghi.

L’avventura, scritta da Scott Dorward, è ambientata tra le colline che separano la città di Arkham dal piccolo, ma tanto caratteristico, paese di Dunwich, verso la fine degli anni ’20. La storia ha due possibili incipit, uno piú canonico e l’altro decisamente piú noir. Il gruppo in questione ha deciso di optare per la soluzione classica e cosí, inviati dalla S.E.U. (Society for the Exploration of the Unexplained, un’organizzazione nata in seno alla MU ma non direttamente collegata ad essa) su richiesta del rettore della facoltà di archeologia della Miskatonic University, i sei investigatori sono partiti alla volta di Blackwater Creek alla ricerca dello scomparso professore Henry Roades e di sua moglie Abigail.

Il gruppo suddetto. Ci sono un paio di anonimi che vogliono restare tali e la foto è stata scattata allo schermo. La prossima volta cercheremo di essere piú tecnologici!

Il professore Roades era sulle tracce di alcune leggende riguardanti le prime colonizzazioni del Massachusetts ma, dopo un paio di scontri non piacevoli con alcuni abitanti del luogo, ha deciso di mandare indietro i suoi assistenti rimanendo in loco per concludere le sue ricerche piú tranquillamente…

Qualcosa deve essere andato storto però e la prima impressione degli investigatori giunti in loco non è affatto positiva: un semplice aggregato di baracche fatiscenti, varie fattorie sparpagliate nella valle e un tanfo di frutta marcia che appesta l’aria. Come se non bastasse, i bambini e i pochi abitanti con cui sono entrati in contatto, hanno diverse pustole e croste nerastre, sicuramente indice di sporcizia ed indigenza, forse un caso endemico di rogna?

Il villaggio, se cosí si può chiamare.

La sessione di gioco si è conclusa con gli investigatori alle prese con lo “sceriffo” del luogo, mentre un membro del gruppo, da solo, ha deciso di aspettare nel furgone, da solo. Ripeto, da solo, al buio. Da solo…

L’ilare “sceriffo”.

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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8 Responses to Archeologiche ricerche

  1. Conte Gracula ha detto:

    La prossima partita potreste farla tutti quanti mascherati, tipo carnevale veneziano :D
    Quello da solo non blastarlo, a volte è inesperienza. Potresti predisporre conseguenze nefaste ma non fatali, per vedere se poi diventa più prudente, ma più picchi duro, più c’è il rischio che entri in paranoia.

    "Mi piace"

Fhtagn

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