Illuminando le tenebre

Ieri sera, vestiti i panni di un Avventuriero Nano, ho ripreso il cammino con i miei compagni di viaggio nel gioco di ruolo L’Ultima Torcia.

La scatola base, sufficientemente sfocata.

La Baronia del Grifone

I nostri eroi, che poi saremmo noi e quindi aiutati che ‘l ciel t’aiuta dato che noi siamo i nostri eroi e anche chi fa da sé fa per tre, si sono ritrovati, tutti e tre e quindi nove, in un giuoco piú grande di loro. Dopo aver perso l’occasione per evitare di farsi male, essere scappati da un casino infernale e poi aver causato un casino che quello di prima sembrava uno scherzo, i nostri, dicevo, vengono salvati in extremis da una sorta di Tom Bombadil cazzuto: un personaggio che sa il fatto suo ma che almeno non canta. Noi, inetti a vivere pensiamo bene di fare due cose:

  • Prenderci il merito per ciò che non abbiamo fatto nonostante siamo stati pronti a negare la responsabilità per il casino provocato;
  • Girovagare per un bosco ostile con goblin incazzosi portandoci dietro un bambino di tre anni. Girovagare senza meta.

Nonostante l’infinita sequela di scelte sbagliate, non ultima mostrare le tragedie della guerra ad un bambino la cui famiglia è stata trucidata dai cattivi di turno, nonostante non ci trovassimo in un periodo di guerra, arriviamo dove mai avremmo sperato di arrivare. Al cospetto degli Elfi di Bosco Bianco, elfi che subito capiscono siamo idioti e ci portano lontano dai guai, concludendo cosí la nostra sessione di gioco.

Sbigottiti e senza bicchieri cerchiamo di equilibrare il mondo inclinandoci nelle opposte direzioni.

Due parole su L’Ultima Torcia

È un gioco fantasy italiano, grimdark aggiungerebbero i studiati, creato dalla Serpentarium, in cui gli eroi difficilmente potranno assurgere al rango di eroi, data la pericolosità dei nemici e la facilità con cui si può morire. Il sistema di gioco è particolarmente semplice e intuitivo. Si tirano pochi dadi (almeno dal lato del giocatore) e non si devono fare grandissimi conti: i dadi non si sommano tra loro quando se ne lancia piú di uno, semplicemente si sceglie un risultato. Se il risultato è superiore o inferiore alla soglia stabilita si ha successo, altrimenti non si riesce a compiere l’azione. Fine.

Questa semplicità, mista alla schematizzazione dei personaggi, consente di immergersi subito nel gioco senza perdere tempo in infinite ore di preparazione con calcoli e tabelle (non ho niente contro tutto ciò ma alle volte viene voglia di giocare e basta). Parlavo di semplicità prima, bene, semplice come regolamento, ma in gioco applicare in maniera proficua tutto questo non è semplice: agire senza una visione d’insieme, senza alcuna strategia, porterà inesorabilmente alla morte dei personaggi. Per fortuna si ricreano in cinque minuti e ci si può subito tuffare nelle tenebre piú oscure dove solo la fioca luce di una torcia può significare la sopravvivenza o la morte…


Come si vede dalla foto pubblicata, giochiamo on-line. L’attuale condizione ci rende difficoltoso vederci di persona ma di contro riusciamo a giocare con persone distanti centinaia, volendo anche migliaia, di km, comodamente seduti nelle rispettive case. Il gioco di ruolo non richiede molti mezzi se non qualche foglio, qualche matita e molta fantasia. Un mondo che può essere racchiuso in uno schermo ma che non conosce confini di alcun tipo.

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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26 Responses to Illuminando le tenebre

  1. Conte Gracula ha detto:

    Potresti farlo provare a Johnny, che ogni tanto cerca giochi semplici per novizi (uno dei suoi malefici piani consisteva nel far giocare, prima o poi, suo suocero).

    "Mi piace"

  2. shevathas ha detto:

    con calcoli e tabelle*
    se volevo passare il tempo a fare conti avrei fatto ragioneria, non il cacciatore di unicorni rosa invisibili.

    Piace a 1 persona

Fhtagn

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