Lovecraft giapponese

Come sa bene chi mi conosce1 io non vado matto per i fumetti giapponesi, anche sui disegni animati di quel tipo non vado sempre molto d’accordo, ma questa volta ho voluto fare quella che in linguaggio tecnico viene definita una mattata2 e cosí ho acquistato un manga3.
Ma non un manga qualsiasi, anche perché altrimenti avrei messo un titolo qualsiasi a questo articolo 4 ma bensí, adoro ripetermi, per inciso, ne ho messo uno specifico. Nello specifico5 ho inserito un non tanto velato richiamo a Lovecraft, per cui mi rifiuto di inserire note o collegamenti ipertestuali 6.
L’autore è Giù Tanabe che ovviamente non conosco e per cui non scriverò niente su di lui, il manga in questione invece è Il Mastino e Altre Storie, che è il motivo per cui sto scrivendo quello che sto scrivendo.

Ecco il libro di cui sto parlando.

L’anno di pubblicazione credo sia il 2014, l’editore originale lo ignoro, quello italiano credo sia J-POP ed è in bianco e nero.
I racconti all’interno sono Il Tempio, Il Mastino e La Città senza nome; tutti e tre i racconti sono resi molto bene e lo stile nipponico non lo si percepisce se non per qualche onomatopea ambientale scritta in entrambe le lingue e onirici paesaggi bellissimi.
Dovrei parlare delle storie al suo interno ma credo che siano già molto conosciute ed in caso contrario non credo sia sensato cercare lumi qui dentro, non vi pare?


  1. E se non mi conosci perché mi segui? 
  2. Leggesi mattata 
  3. I manga sono quella cosa che non so cosa sono7
  4. In effetti potrei averlo fatto. 
  5. Cioè specificatamente. 
  6. Salvo mandarvi qui8
  7. Ovviamente. 
  8. Ovviamente. 

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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6 Responses to Lovecraft giapponese

  1. Conte Gracula ha detto:

    Il caro Gou ne fa uno all’anno e sono tutti buoni ^^ il suo “Il Colore venuto dallo spazio” rende bene persino in bianco e nero (e dunque hai due non-colori per rappresentare un colore che non esiste, tipo l’Ottarino) e anche L’Abitatore del buio è bello.
    I quattro volumi de Le montagne della follia mostrano molta coerenza con l’opera originale: era un po’ un mattone il racconto e il fumetto è comunque un po’ un mattone, ma c’è lo Shoggoth che fa le imitazioni e tutto va bene ^^

    Mi chiedo cosa ci presenterà la prossima volta. Spero Attraverso i cancelli della chiave d’argento, sai che trip! ;)

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    • ysingrinus ha detto:

      Per ora ho solo i primi due che hai citato oltre a questo dell’articolo, ma ora esigo Le Montagne della Follia che per me non è assolutamente un mattone!
      Anche tutto il ciclo onirico sarebbe molto bello fatto da lui, concordo.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Le montagne vanno in un cofanetto da 4 volumi, sta sui 27 e spicci.
        Il racconto… la prima metà mi ha steso, non riuscivo a stare dietro a tutta quella geologia :P
        Il fumetto di Tanabe taglia un po’ su quel lato e punta più su altri lati della storia.

        En passant, ho iniziato Conarium, avventura grafica che avrebbe dovuto intitolarsi At the Mountain of Madness, e non sembra male.
        I tizi di Darkness Within sono migliorati molto, sul versante tecnico :)

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  2. Pingback: Lovecraft giapponese2 | Discussioni concentriche

  3. Ah! Proposta culturale robusta

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Fhtagn

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