Labirintiche geometrie

Ultimamente mi accade una cosa particolare ma a suo modo interessante: dormendo in una stanza, in un letto, in cui ho dormito per tanto tempo, ma con disposizioni differenti, mi sveglio nel cuore della notte completamente disorientato: mi mancano i punti di riferimento, il muro non è alla mia destra ma dietro la mia testa, dove sono finito? Cos’è quell’ombra minacciosa che risplende nel buio piú assoluto?


Dormendo

Mi agito nel sonno, scalciando via le coperte e le lenzuola. Mi sento soffocare, il corpo è madido di sudore e mi formicolano gli arti.
Provo ad alzarmi ma non ce la faccio, mi gira la testa, troppo per poter fare qualsiasi movimento.
La testa sprofonda nel cuscino, sono finito in un vortice concentrico di buio ed oscurità. Lampi maligni di terrore mi trafiggono gli occhi e penetrano nel cervello. Voglio urlare ma non ce la faccio, la gola è muta, la lingua uno straccio umido e rigido. Soffocherò nell’ombra, schiacciato da una pressione impossibile e nessuno se ne potrà accorgere.
Allungo disperatamente le braccia sperando di sbattere le nocche contro la sicura certezza delle pareti ma colpisco il vuoto, ruoto a fatica la testa e non c’è niente. Prima c’era un muro e ora c’è il vuoto. Provo a muovere il braccio ma non ho piú le braccia! Sento il nulla che avanza sulla mia pelle, mi accarezza, mi sfiora, mi abbraccia e poi niente, scompaio. Lentamente. Un centimetro alla volta, mi perdo nell’oscurità, svanisco nel buio.
Precipito.

***

Una volta assorbito dal nulla ho iniziato a cadere in un labirinto verticale da cui è impossibile uscire. Le grida prima strozzate ora mi assordano, sento tutti le urla della mia vita, tutte quelle che non sono riuscito a lanciare prima. Un boato mostruoso mi colpisce le orecchie che iniziano a sanguinare. La testa mi esplode ma non smetto di sentire e di soffrire. L’incubo continua ancora e ancora, non c’è speranza per me!
Affondo nel letto, le lenzuola mi avvolgono e intrappolano, chiedo aiuto ma nessuno risponde ai miei richiami, poi un’ombra avanza verso di me. È una creatura bestiale, grandi ali membranose e artigli possenti su esili arti. Con un balzo mi è sopra, mi comprime e mi schiaccia, colpendomi al volto e stringendo le sue oscene zampe sul mio collo strozzandomi finché sento le mie forze venire meno.
Morto. Sono morto e nessuno può farci niente.


Neanche rileggo, perché la pigrizia è forte in me. Quel che è venuto è venuto. Se non vi sarà piaciuto nessuno potrà essere biasimato se non voi stessi. Indietro non si torna. I periodi lunghi sono per i perdenti, ho deciso.
Niente sarà come non sarà.

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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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40 Responses to Labirintiche geometrie

  1. Sara Provasi ha detto:

    La pigrizia è fondamentale per l’arte! 😀
    Anche a me è capitato di svegliarmi disorientata dopo l’aver dormito in un altro punto della stanza o in casa d’altri, e spesso, soprattutto nell’infanzia e adolescenza, di sentire nel dormiveglia come di cadere nel vuoto, come se il letto di colpo sprofondasse o sparisse su una voragine °-°

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  2. assistente42 ha detto:

    La creatura è… Luciano

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  3. shevathas ha detto:

    mi è capitato quando avevo dovuto spostare i mobili. Non mi trovavo più e ho dovuto accendere la luce per capire dov’ero.

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  4. Se Stephen King capisse l’italiano, capirebbe anche di doversi mettere da parte.

    Ma è una storia vera? Sai, è scritto in prima persona…

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  5. ceciliagattullo ha detto:

    Non rileggere, intanto è meraviglioso così….

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  6. Tati ha detto:

    “non si muore tutte le mattine” (cit)

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  7. gianni ha detto:

    L’ha ribloggato su ilperdilibrie ha commentato:

    Un bell’incubo dal blog di Yziblog

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  8. gianni ha detto:

    Il rischio della peperonata incombe. Bella prova.

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Fhtagn

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