Una storia un po’ particolare

Quello che sto per scrivere potrà sembrare strano a molti, ma qualsiasi cosa voi possiate pensare di me, dopo aver letto questo mio, io ho il dovere di diffonderlo quanto piú possibile.

Anticipo che nell’ormai lontano settembre del ’13, scrissi un articolo purtroppo mendace. Era da poco finita l’estate, ero intimorito ed impacciato, quindi pensai bene di scrivere qualcosa di leggero che tutti potevano sopportare o apprezzare. La verità è però un’altra.

Per capire di cosa sto parlando bisogna fare un ulteriore salto indietro, arrivando al settembre del 2005, quando Nohart_75 pubblicò sul suo blog, ormai chiuso, un racconto molto strano. Sembrava un racconto dell’orrore, di quelli scritti per attirare un po’ di pubblico infantile e poi ridere di chi ci crede, ma la storia non è sempre come ce la vogliamo raccontare. L’allora trentenne disse che un demone aveva infestato il suo computer e che per contenerlo doveva scrivere sul blog, finché non scriveva la storia della sua maledizione ed allora, solo allora chiunque l’avesse letta avrebbe dovuto, entro cinque anni di tempo, scrivere a sua volta la storia del demone informatico, non senza aver iniziato a scrivere precedentemente un blog.
Chiunque leggeva quella storia veniva “contagiato” dal demone che in realtà infestava il lettore anche se poi si manifestava tramite il computer. Sulle prime mi misi a ridere, era una storia abbastanza comune, di quelle che ti inviano per posta elettronica quei siti truffa che tutti ben conosciamo. Solo che a pensarci bene era scritto molto meglio di come vengono scritte queste storielle, sicuramente apprezzai la sua prosa, la sua capacità di trasmettere emozioni. Dopo la prima risata lessi nuovamente il racconto e alla fine smisi di ridere. C’era qualcosa. Qualcosa di speciale. Un non so che in grado di farti rizzare i peli sulle braccia, farti correre un brivido lungo la spina dorsale e spingerti a voltare la testa per guardarti alle spalle.

Era la storia di un bambino trovato morto nel suo blog che andava in giro per i blog degli altri per tornare in vita. Se solo fosse stato letto, condiviso e raccontato da tanti, allora lui sarebbe potuto uscire dal blog e tornare in vita. Purtroppo però quello non era un semplice bambino ma un’entita soprannaturale malvagia votata alla distruzione dell’umanità, quindi piú veniva letto e piú poteva danneggiare e diffondersi. Purtroppo chi leggeva era costretto a scrivere perché il demone torurava chiunque venisse in contatto con lui, finché il malcapitato non si decideva a scrivere qualcosa. Al termine di quei cinque anni c’era l’obbligo di scrivere la storia segnando il passaggio da una fase all’altra: infatti chi la scriveva si liberava dalla maledizione, a patto che il demone si sentisse soddisfatto dal numero di lettori che poteva infestare simultaneamente. Dai tempi di Nohart_75 immagino che migliaia di persone abbiano scritto, nello stesso momento questa storia ed ora è finalmente il turno mio. Purtroppo non tutti ce la fanno, come appunto Nohart, trovato impiccato nel suo internet provider, con le mani legate dietro la schiena e poi tagliate ed i piedi staccati a morsi con la sua bocca mentre diceva che era un suicidio. Gli inquirenti furono costretti a riconoscere che non poteva essere un omicidio perché nessuno sarebbe potuto entrare o uscire da quella camera blindata di cromo vanadio, nessuno tranne un demone. Ma nessuno crede piú ai demoni, purtroppo.

Cosí ora io, che ho letto questa storia, non quella originale per fortuna, perché temo sia molto piú forte, a ferragosto, nel 2013, devo scrivere tutto questo. Sperando di avere piú fortuna di quanta ne abbiano avuta i molti che mi hanno preceduto. Prima o poi qualcuno riuscirà a spezzare questa catena di sangue e terrore che imperversa sul web da tredici anni, ma il mio animo è stato spezzato, le mie gengive sanguinanti e gli occhi ormai ridotti a due tizzoni ardenti: io non posso piú nulla, ora spetta a voi liberarci da questo mostro. Possiate voi essere piú forti e fortunati di me. Io non ce l’ho fatta. Scusatemi.
Addio.

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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54 Responses to Una storia un po’ particolare

  1. Conte Gracula ha detto:

    Sei sicuro che non sia un semplice problema hardware? Anni fa, lessi un racconto intitolato “The Pickman’s Modem”: tutto ciò che scrivevi per mail veniva aggravato con sconcezze e minacce…
    Forse, il tuo è un problema di router 666!

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  2. mollymelone17 ha detto:

    meglio morire di demoni che di password. Le password dimenticate riemergono dal nulla, strisciano silenziose fino al tuo cervello e si sincronizzano in esplosione abbacinante tornando alla memoria tutte assieme facendoti impazzire di ricordi: compleanni, anniversari, località marittime, nomi di cani, madri, padri, figli, costellazioni, power ranger, registi, politici, insulti, tutto mischiati in un groviglio che ottenebra la mente e ti spinge a gesti definitivi

    Piace a 2 people

  3. gianni ha detto:

    Grattando la superficie si arriva al demone supremo che alberga in internet e che si nutre dei ricordi e dei commenti di tutti… è lui, l’ultimo Grande Antico ancora in attività, che tutto sa e che ci fa vivere su questo mondo, informatico, perché lo si possa nutrire.

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  4. Se hai venduto l’anima al diavolo sei ancora infestabile?
    Spero in una risposta professionale sostenuta da vera conoscenza. Se non la trovo qui, dove mai?

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Fhtagn

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