La Genesi di Luciano – Un’appendice allo storico racconto “Il piscio”

L’appello implicito che abbiamo lanciato qualche giorno fa è stato prontamente raccolto dalla coraggiosa, nonché talentuosa, Sara Provasi che, animata da grande spirito letterario, ha contribuito ad allargare il già spropositato universo del piscio. Voglio sottolineare che essendo questa una storia su uno sproposito di livelli, questo capitolo può essere considerato come uno dei tanti livelli di lettura: potrebbe esserci un’altra genesi con origini del tutto differenti. Luciano potrebbe essere chiunque e venire da qualsiasi luogo in qualsiasi modo. Non abbiate timore della fantasia, della vostra fantasia. Fatela galoppare liberamente, a cavallo di un enorme cazzo biforcuto!
Come al solito valgono i classici moniti ed avvisi.


AVVISO: DA QUI INNANZI IL SUSSEGUENTE LAVORO E’ AFFETTO DA CONTENUTO ESPLICITO E ROVINATRAMA. CONTINUA SOLO SE SEI AVVEZZO E PRONTO!


La Genesi di Luciano

Luciano, o meglio Augusto Malagoli, nacque nel 1832, a Modena. Era un giovane nobile e di bell’aspetto, con dei lunghi baffi arricciati. Non aveva doveri nella sua vita, e la sua quotidiana aspirazione era quella di fare esperienza di ogni tipo di piacere carnale. Era un amante molto ricercato nell’alta società, famoso per le sue gesta inenarrabili.
Tutto procedeva per il meglio, fino a poco prima della svolta.
Da un po’ di tempo Augusto aveva due amanti prediletti, i gemelli Roberto e Norberto, anche loro figli di nobili. Erano gemelli identici, ma il primo era moro e con la carnagione olivastra, e il secondo era biondo e pallido. Li aveva sempre accontentati con la sua prestanza, ma un pomeriggio, mentre i due fratelli si cambiavano d’abito, sentì Norberto dire a Roberto che: “Augusto è un amante perfetto, il mio preferito. Se solo potesse soddisfarci entrambi contemporaneamente, allora sì che sarebbe il paradiso!”
Augusto fece finta di non aver sentito, ma si incupì moltissimo per questa affermazione. Non aveva motivo per preoccuparsi, sapeva che data l’impossibilità dei desideri di Roberto e Norberto non poteva farci nulla, e lo avrebbero adorato lo stesso. Però finì per perdere il sonno e l’appetito. La questione diventò per lui un chiodo fisso che iniziò a rovinare anche i suoi incontri amorosi. Sapeva che non importava, ma per lui questa era una sfida ai suoi limiti, e voleva vincerla, ma non sapeva come.
Finché un giorno, durante una cena formale con la sua famiglia, Augusto conobbe un medico. Era un medico originale e brillante, e Augusto con il suo carisma riuscì ad estrapolargli qualche informazione. Scoprì che la chirurgia stava compiendo i primi passi verso il trapianto e la chirurgia plastica e, facendola passare come per una mera curiosità da ricco annoiato, riuscì a farsi dare il nome di un medico specializzato in tali pratiche.
Il nostro protagonista si recò così a Roma dal dottor Kaninchen, un tedesco magro e con gli occhiali senza stanghette, e dal suo assistente Schätzchenmaus, calvo con i baffetti neri. Il dottor Kaninchen era un allievo del dottor Frankenstein.
– Si accomodi, signor Augusto Malagoli! – Fece il dottor Kaninchen.
– Grazie mille, egregio dottor Kaninchen! Sono felice di averla trovata. –
– In cosa posso esserle utile, signore? Lei sa di cosa mi occupo, vero?
– Schätzchenmaus osservava la scena incuriosito.
– Ma certo, dottore! Dunque… sarei interessato allo sdoppiamento del pene! Con relativo allungamento, si capisce!
– Il dottor Kaninchen e il suo assistente si guardarono per un istante sbigottiti, ma anche incuriositi, sollevando contemporaneamente le sopracciglia.
– E… Per quale motivo, signor Augusto? – Chiese il dottor Kaninchen, cercando di rimanere serio.
– Vuole davvero saperlo, dottore? E lei, vuole saperlo dottor Schätzchenmaus? – Rispose Augusto rivolgendosi di scatto verso l’assistente.
– Oh, no, no, non c’è problema!- Fece il dottor Kaninchen, facendo un gesto come a scrollar via della farina dalle mani, poste verticalmente, rischiando quasi di far cadere i suoi occhiali dal naso. – Ma… –
– Sì? Mi dica tutto, dottore!-
– È conscio dei rischi che tale operazione potrebbe comportare? È altamente pericolosa! Potrebbe anche morire! Siamo solo agli albori di questi trattamenti clinici, lei lo sa… –
– Certo! Ormai ho vissuto al meglio, ho provato di tutto, non mi importa di morire, devo placare questa mia necessità! –
– Sì, ma perché dovrebbe fare anche l’allungamento?- Si inserì il poco loquace Schätzchenmaus tenendosi il mento.
– Già, perché? –
– Ma come perché? Per essere più agile nelle mie gesta future! –
– Beh, beh, certo…- Fece il dottor Kaninchen asciugandosi la fronte con un fazzoletto ricamato.
– Quindi? Mi opererà?- Chiese Augusto speranzoso, stropicciandosi il soprabito per l’agitazione.
– Certamente! A suo rischio e pericolo, signore! Dovrà firmare parecchie scartoffie! –
– Non aspetto altro! Quando incominceremo? –
– Beh, non appena troveremo… un donatore! –
– Ma come “un donatore”? Cosa significa? –
– Un buon uomo che una volta morto vi cederà il membro aggiuntivo! E, logicamente, occorrerà anche un membro di cavallo per l’allungamento, e un po’ di interiora bovine per i collegamenti epidermici!- Rispose il medico, strofinandosi le mani dall’emozione per una tale impresa pionieristica, guardando verso il cielo fuori dalla finestra del suo studio.
– Oh. E quanto dovrò aspettare? –
– Molto poco! Vedrà, si ritiri in un albergo della zona e provvederemo a farla chiamare appena troveremo un cad… ehm, appena un gentiluomo donerà il suo corpo alla scienza! – concluse il dottor Kaninchen.
Passarono così pochi giorni, e fu trovato un donatore.
Trovarono un contadino, che si chiamava Luciano Ansaloni, ucciso da una mangiata di funghi velenosi. Il suo pene però era intatto. Si sapeva poco di lui, era un uomo tranquillo. Dato che viveva solo, prelevarono anche il suo cavallo.

 Augusto fu chiamato alla clinica, che era uno stanzone segreto del dottor Kaninchen, dato che queste pratiche non erano ancora ritenute legali.
L’operazione avvenne, e durò tre ore. Ma qualcosa andò storto. Passarono alcune ore ma Augusto non si risvegliò più dall’operazione. Diventò gelido. I due medici si angosciarono, cercando di capirne il motivo. Pensarono ad un rigetto istantaneo, o al veleno che poteva quindi ancora essere attivo nei vasi sanguigni del membro dell’Ansaloni appena trapiantato, uccidendo così anche il donatore.
Ma, troppo curiosi nei confronti della scienza -e dei membri-, un po’ per gioco e un po’ per curiosità, prima di disfarsi all’alba seguente dei due corpi morti, presero dal corpo di Augusto il suo nuovo pene gigante e lo cucirono alla bell’e meglio sul cadavere ormai in pre-decomposizione del signor Luciano Ansaloni, che giaceva su una barella con la sua canotta bianca.
Ed ecco il signor Luciano, ignaro, da morto, di avere un membro lungo mezzo metro, con due biforcazioni.
Calò la notte. I due medici dormivano e i due cadaveri facevano i cadaveri. Ma a un certo punto si mosse qualcosa nella stanza adibita a sala operatoria. Un ombra si alzò, prima lentamente poi frettolosamente. La luna proiettava la sua sagoma sul muro: un essere umano con il pene lungo mezzo metro, e biforcato! Era il signor Luciano Ansaloni, che era ritornato dalla morte.
Senza nemmeno pensare, in preda al puro istinto andò dai suoi due dottori e provò la nuova invenzione, che trovò assai funzionante e funzionale. I due dottori si svegliarono di soprassalto, spaventati, piacevolmente inorriditi. Appena si resero conto di ciò che stava succedendo, Augusto Malagoli – ormai diventato Luciano Ansaloni – era già scappato.
Dunque Luciano aveva ucciso Augusto con il suo pene riversando il veleno nel suo corpo; ma al contrario poi Augusto aveva ridato vita a Luciano, donandogli nuovamente la vita tramite il suo pene vivo e sano, che conteneva il fulcro della sua missione terrena.
Appena Luciano si trovò davanti a uno specchio urlò di terrore. Non era più il bel giovane che era un tempo, o meglio che era fino al giorno prima. Ora aveva la mente, le perversioni e le velleità di Augusto, ma intrappolate nel corpo di un vecchio, avvelenato e in principio di decomposizione. Che orrore! Ma almeno poteva continuare a vivere, e anche se in maniera non prevista, l’esperimento era riuscito.
Per prima cosa tornò dai suoi amati gemelli, che non lo riconobbero. Si finse loro servitore, per poi farsi riconoscere grazie alle sue doti rinnovate. I gemelli nonostante fossero degli esteti riuscirono ad andare oltre le apparenze fisiche.


Luciano era ora un non-morto. Era diventato immortale. Ma ancora non lo sapeva, dovette sopravvivere a diversi matrimoni ed amanti per capirlo. Durante la guerra fece vari mestieri, divenne anche psichiatra e marinaio. Le sue avventure furono assai numerose. Con grande allenamento aveva anche imparato varie abilità con il suo membro speciale, ossia farlo allungare ancor di più alla bisogna fino a come un lazo, così come contrarlo fino a farlo apparire normale.

Ma il più grande enigma di Luciano è il carattere. Da una parte c’è sempre la sua anima di contadino tranquillo e rozzo, dall’altra c’è il fuoco interiore di Augusto, che cozza e lo fa a tratti impazzire. Per questo appare quasi sempre rimbambito.
E solo alcune volte, come una sorta di Dottor Jekyll e signor Hyde, prepondera la parte di Augusto, come nelle vicende che già conoscete. Poi, al contrario di Augusto che era un appassionato del vestire a modo, Luciano non concepisce il cambio d’abito ed è per questo che la sua canottiera di cotone è sempre più logora.
Ancora non si è scoperto dove vada di notte, quando esce da solo e torna all’alba.


Non potevo non accompagnare questo mirabile scritto con un’illustrazione almeno al pari con quanto scritto1!

https://yziblog.files.wordpress.com/2018/02/lucianopiscio.jpg?w=520

Una morgue per Luciano.


Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.


  1. Se avete intenzione di disegnare o scrivere qualcosa sul piscio anche voi, siete liberissimi di farlo, anzi ad Edo e a Manni Noretti sono sicuro che farà davvero molto piacere! 
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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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39 Responses to La Genesi di Luciano – Un’appendice allo storico racconto “Il piscio”

  1. Sara Provasi ha detto:

    Il disegno 😂😂😂👌

    Mi piace

  2. Judith ha detto:

    Ahahaha FANTASTIC La storia di Luciano (Sara non delude mai) è standing ovation per il disegno. Mi arrischirei a produrre una mia versione di Luciano: the origin, ma ho paura… difficilmente sarei all’altezza dell’opera di Sara… 😍

    Piace a 1 persona

  3. gianni ha detto:

    Sto leggendo questa storia a ritroso (e ammetto che ciò la rende ancora più pericolosa) e la trovo favolosa. Epica!

    Mi piace

Fhtagn

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