Riflessioni di vario genere

Circa una settimana fa mi sono messo in testa di riprendere a scrivere e ad essere presente sul blog in maniera continuativa, come facevo una volta, magari con piú attenzione alla vita fuori dallo schermo, ma nonostante i miei buoni propositi, e la voglia di rilanciare il blog di storie lovecraftiane che scrivo assieme a Zeus, sento che non ho piú la forza che mi sosteneva prima.
Non ho perso le idee, che comunque non sono mai state numerose, ho perso la forza di esprimerle. Sedermi al computer per scrivere quello che penso mi risulta sempre piú difficile e complesso, vengo bloccato da dubbi ed incertezze: perché scrivo? Qual è lo scopo del mio scrivere, o dipingere, o qualsiasi altra cosa abbia mai fatto? Devo fare qualcosa anche se non ne conosco il motivo? Anche se, purtroppo, non ne vedo la realizzazione pratica?
Non è tutto questo uno spreco di tempo e di risorse? Tutte le motivazioni ed i principi morali in cui ho posto fiducia, in cui ho posto tutto me, sono validi? Sono reali? Sono importanti in qualche modo?
Le mie parole hanno mai mosso qualcosa in qualcuno? E se lo avessero fatto sarebbe comunque importante o almeno di interesse?
Non sono neanche sicuro che tutto questo, per quanto l’abbia potuto trovare bello, sia mai stato d’aiuto o piacevole, anche solo per me.


Si conclude cosí quest’inutile digressione. Probabilmente tutto tornerà come prima, dopo questo articolo, ma se cosí non sarà credo si dovrebbe prenderla con filosofia: meglio che ci sia stato e finito, qualsiasi cosa sia, che non ci sia mai stato nulla.


Postilla nata scrivendo i tag per questo articolo: ma nella vita l’utilità è tanto importante? Solo ciò che è utile conta? Mi aumentano i dubbi ma mi difettano le risposte.


Altra nota: proverò a scrivere un altro racconto breve per i Grandi Antichi.

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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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106 Responses to Riflessioni di vario genere

  1. denken00 ha detto:

    Non sempre bisogna rispondere alle domande. Anzi, molte volte le domande vengono costruite su risposte già chiare.

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  2. lacercante ha detto:

    Mi ci ritrovo completamente, a fasi alterne: un giorno voglia di mettersi in gioco e buttarsi, poi chiedersi il perché e il senso di tutto questo. Un po’ mi consola non essere l’unica!

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  3. mollymelone17 ha detto:

    Se facessimo solo cose utili ne faremmo ben poche… almeno perseguiamo il piacere nel fare

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  4. Pendolante ha detto:

    Mettiamola così: a me mancheresti

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  5. terminaleuomo ha detto:

    “ma nella vita l’utilità è tanto importante? Solo ciò che è utile conta?” prima credo che sia necessario definire il concetto di UTILE. forse l’utilità è qualcosa di soggettivo?
    se percepisci il desiderio di scrivere di più significa che il Blog ti è utile, forse.

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  6. Liza ha detto:

    Conta quello che conta per te.Tutto il resto e’ fuffa.

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  7. Conte Gracula ha detto:

    Mi è capitato spesso, e ogni tanto ho avuto, come dire, uno stato di grazia in cui a scrivere e impaginare un post mi sono divertito.
    Cerco di ricordare quella sensazione quando ho poca voglia di star dietro al blog. A volte ritorna, a volte no, dipende da troppe cose che interagiscono, suppongo: voglia di scrivere, tempo, clima, casini della vita reale…
    Prova a cercare un punto di equilibrio tra “scrivo perché mi va” e “scrivo perché bisogna farlo”, in fondo non si può fare sempre tutto a piacere, né si fa sempre ciò che va fatto. Penso.

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  8. Se non ti va, non lo fai. Se non sai se ti va, non ti va.

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  9. Gintoki ha detto:

    Nella vita è utile ciò che riteniamo utile. Mettersi però a cercare sempre un utile per qualcuno è inutile.

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  10. Zeus ha detto:

    Mi faccio le stesse domande un giorno sì e uno no.
    Sembre pene

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  11. Cose da V ha detto:

    Penso che più o meno tutti si facciano queste domande. Tranne i blogger che pubblicano aforismi a tutto spiano senza aggiungere altro (che magari è meglio) quelli queste domande non se le fanno mai.

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  12. Elish_Mailyn ha detto:

    “meglio che ci sia stato e finito, qualsiasi cosa sia, che non ci sia mai stato nulla”…
    mi è piaciuta la semicitazione che hai fatto di Alfred Tennyson… meglio aver amato e perso che non aver amato affatto.

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  13. Firstime In Boston ha detto:

    Sette parole parole: posta, perché la tua roba è buona.

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