La finestra

Poteva passare ore a fissare il mondo attraverso quella lastra di vetro. Guardava le persone camminare a passo svelto, oppure soffermarsi di fronte ad una vetrina o per salutare un amico.
Molto spesso si concentrava sulle famiglie con i bambini al seguito; le risate, i giochi e le abitudini, che poteva solo immaginare lo riempivano di un misto di gioia e meraviglia.
Ricordava quando anche lui era bambino, la felicità all’idea di uscire, anche solo per una manciata di minuti, il piacere della scoperta e la conferma delle cose che aveva imparato; gli amici, i pomeriggi estivi a giocare sino a tardi, le passeggiate sotto la pioggia, riparato da ombrelli sempre troppo grandi. Forse una volta la vita era piú semplice, forse riusciva a cogliere qualcosa che adesso gli sfuggiva o che proprio faticava a comprendere.
Dalla finestra ammirava il mondo, quello che era stato, che avrebbe potuto essere e quello che sarebbe stato. La malinconia allora lo coglieva, lo stritolava e lo faceva vacillare: quanto avrebbe potuto avere? Quanto poteva, o doveva, rimpiangere? Era possibile quantificare il guadagno? Era possibile elaborare una “scala della gioia”?
La verità era che adorava crogiolarsi in questi pensieri oziosi, amava convincersi di poter costruire elaborate teorie filosofiche e sociologiche solo guardando la gente passare.
Pensava di essere un genio anche se sapeva di non esserlo.
In realtà era tutto un gioco: i misteri, i segreti, le trovate grottesche, solo un riflesso sbiadito, come quello che una finestra, illuminata dall’esterno, rimanda a chi la guarda. Non un’immagine nitida e precisa, dettagliata e curata, ma una vaga forma appena accennata, un pallido contorno riempito da sfumate sensazioni ed impressioni.
Era tutto un gioco. Lo aveva sempre saputo.
La finestra era solo uno scherzo per guardare fuori vedendo dentro. Sapeva di aver deciso lui quella vita e questo gli piaceva molto. Aveva rimpianti, aveva sogni, aveva desideri, come tutti, però era consapevole della propria vita, era consapevole della bellezza dello scegliere e per questo ammirava le scelte altrui: vedendole, si vedeva essere visto mentre, a sua volta, vedeva.
E vedeva gli altri fare quello che faceva lui, in un meccanismo di fiochi riflessi dove ognuno si scambia con l’altro, in un estatico lampo eterno.

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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28 Responses to La finestra

  1. Presa Blu ha detto:

    Un racconto molto ben scritto…ovviamente!

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  2. ceciliagattullo ha detto:

    “La finestra era solo uno scherzo per guardare fuori vedendo dentro”
    Che meraviglia!
    Sono stata un po’ assente ma torno e ti trovo alla grande

    "Mi piace"

Fhtagn

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