Vecchiaia misteriosa

Sono giorni che mi sento invecchiare sempre piú, non ricordo le cose che voglio scrivere, le cose che voglio pensare, sento che non riesco ad essere io. Non piú.
La verità è che non sono mai stato tanto vecchio, la mia barba non è mai stata bianca come lo è ora; i miei capelli, quali capelli mi chiedo io, oramai ne perdo a manciate, tutti i giorni, esili soldati caduti sul campo, il cuscino, tremendo nemico, non risparmia nessuno, colpisce e strappa, dilania ed uccide. Le rughe corrono veloci e spietate, scavando la pelle e cambiando i lineamenti; le ossa, inumidite si fanno “molli”, i muscoli consumati dal tempo appena riescono a tenermi in piedi, da un momento all’altro sento che potrei spezzarmi anche solo con un colpo di vento e svanire nel nulla.
Pulviscolo nei raggi del Sole.

I 17 anni iniziano a farsi sentire, mai avrei potuto credere che da 16 a 17 ci fosse questa enorme differenza, eppure sento che non sono piú il ragazzino felice e spensierato che credevo di essere ma, con mesi d’anticipo sul mio diciasettesimo compleanno, sento già la mia vita accorciarsi terribilmente.

Anche per questo, armato di scarpe, sono andato a sgranchirmi le vecchie ossa stanche al Parco della Cellulosa in quel di Casalotti1.
Subito ho visto qualcosa che non mi sarei mai aspettato di vedere, c’era qualcosa di strano in quel parco, cosí ho preso il mio smartphones2 ed ho scattato delle foto. Ancora non so bene cosa sia successo, non so neanche come sia riuscito ad andarmene, visto che sono sicuro di essermi perso e di aver camminato in tondo per ore.


Il parco inizialmente sembrava tranquillo, semplice e normale.

Poi un lampo e i colori sono svaniti, questo fenomeno si è ripetuto piú e piú volte, dandomi modo di scattare la fotografia e facendomi capire che stava per accadere qualcosa di strano.

Il mondo è cambiato, sembra stabilizzarsi con questa continua desaturazione quando d’un tratto c’è stato un viraggio al seppia, il parco, oramai divenuto bosco sembrava volermi condurre da qualche parte, c’è un sentiero in mezzo agli alberi, un vialotto incantato si sarebbe detto.

Cosí vi sono entrato, ho iniziato a camminare in mezzo alle foglie, ai rami secchi ed alle corteccie coperte di muschio. L’aria si è fatta rigida, il sentiero è diventato sempre piú irto e stretto, la pendenza è aumentata repentina. Non potevo far altro che arrancare in salita, aiutandomi con le mani, toccando la terra bagnata, le foglie viscide ed i sassi antichi. Sentivo che qualcosa mi stava chiamando, non potevo resistere a questa voce silenziosa che sussurrava urla disperate e lamenti strazianti. Dovevo andare avanti, dovevo anche perché dietro non c’era assolutamente modo di ritornare, la strada era sempre piú ripida, solo buttandomi nel vuoto sarei potuto tornare a valle… il respiro si era fatto rapido e serrato, la testa iniziava a girare, eppure non potevo fermarmi! Con le mani febbricitanti finalmente sono riuscito ad aggrapparmi ad una radice e a raggiungere quella cima maledetta!
Quello che ho visto mi ha sconvolto cosí tanto che non sono neanche in grado di descriverlo. Un albero dalla cui corteccia sgorgava una resina rossastra, un albero che gettava sangue dalle sue stesse crepe.

Era chiaro che quell’albero maledetto mi stava chiamando, voleva mostrarmi la sua sofferenza e rendermene partecipe, voleva che soffrissi con lui, che soffrissi per lui. Il mostro orrendo ha allungato un ramo verso di me, cercando di afferrarmi ma io, sbilanciato, sono caduto all’indietro, precipitando nel vuoto.
La spaventosa altezza che avevo scalato pochi attimi prima era solo un paio di metri, il mondo sembrava essere tornato normale, i colori, apparsi durante l’oscena apparizione, lentamente hanno ripreso a scemare, la vista si è fatta confusa… credo di aver vomitato, sperando di liberarmi da questo veleno dell’anima che mi stava consumando… senza risultato.

E questa è la mia storia dell’avventura nel Parco Della Cellulosa. È incompleta, ovviamente, ci sono dei salti logici e narrativi, ma è quello che ricordo, quello che sono riuscito a ricostruire questa sera, quando mi sono ripreso dallo stres psichico di questa terribile mattinata.
Sono al sicuro, in una stanza con computer, un letto ed i miei vestiti, ma non so come ci sono arrivato. Non so quando ci sono arrivato.

Qualcosa è successo in quel parco, ma purtroppo io non so dire cosa.


  1. Se non conoscete quel quartiere, non so che farci. Sappiate che però c’è anche via di Casalotto nuovo, il che mi fa pensare che possano esserci tanti Casalotti in giro per Casalotti. 
  2. Si cerca disperatamente di rimanere giovani anche se la vecchiaia incombe. 
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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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46 Responses to Vecchiaia misteriosa

  1. Cose da V ha detto:

    Che bell’articolo! Mi è piaciuto tanto. Voi non più tanto giovani ogni tanto riuscite a sorprenderci. Ti dirò che quando mi inoltro nel bosco mi faccio dei viaggi pazzeschi. Belle anche le foto. E la parte dell’albero sofferente è tremenda, sto male anche io per lui. Bravo Ysi.

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  2. silviatico ha detto:

    Tragico il tuo decadimento, come anche drammatiche le tue scoperte… Del resto è nell’ordine delle cose che sia così:si nasce si cresce, si invecchia per poi morire…

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  3. Presa Blu ha detto:

    Ovviamente sei un “sempreverde” tu…non c’è da preoccuparsi! Cmq Foto bellissime!

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  4. ivano f ha detto:

    Bello angosciante!

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  5. Gintoki ha detto:

    Io penso che tu sia riuscito a vivere quest’esperienza proprio grazie alla tua senilità: il tempo degli anziani è diverso, l’anziano riesce, dall’alto dei suoi anni, a godere del valore della contemplazione (l’anziano che guarda i lavori pubblici, incautamente deriso dal giovinastro, sta esercitando appunto tale arte contemplativa vedendo cose che sfuggono ai più).

    Credo che proprio questa virtù dell’osservazione ti abbia permesso di vedere cose ignote ai più. Ma, ahimè, i segreti degli ecosistemi sono forse destinati a rimanere tali e per questo non ti è stato concesso di capire meglio come, quando e perché.

    Come desidero invecchiare!

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  6. rachelgazometro ha detto:

    Ho sentito nominare Casalotti dai miei colleghi che ci abitano. Dovrò allarmarli riguardo al misterioso parco.

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  7. Il passaggio sulle riforme di Cameron l’ho trovato centratissimo. Un plauso anche al ritratto di Deborah Caprioglio apparentemente semplice ma in realtà di una profondità insondabile.

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  8. La tua vita è ricca di strani fenomeni: oggi sei un sedicenne, domani sei un vecchietto, magari la settimana prossima ti spunteranno le ali!
    E poi, la realtà ti si photoshoppa davanti agli occhi! .O. E io allibisco a testa in giù…

    PS: una notizia estemporanea. Ho saputo che qualche giorno fa è morto Joe Dever, l’autore di Lupo Solitario… :(

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    • ysingrinus ha detto:

      Io l’ho saputo ieri o ieri l’altro e da ieri notte mi sono messo a giocare a lone wolf saga sul telefono…
      Cambiando discorso, io non uso PhotoShop ed evito il piú possibile l’inferno dei programmi Adobe.

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      • Anche io sto giocandolo sul furbofono – sto penando sulla giungla degli orrori, mi massacra il monaco farlocco: 38 di attacco, mortacci sua!

        Sul fotoshoppo, non mi pronuncio: l’ho usato come verbo solo perché non mi piace fotoritoccare :P

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        • ysingrinus ha detto:

          Io sono al quarto volume. La spada del sole è assolutamente troppo potente. Ora non so se prendermi hunting o tracking come disciplina kay.

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          • Quando le arti sono ancora Kai, Hunting non si può usare in certi territori. Forse prenderei Tracking. Ovviamente hai già Medicine o come diavolo si chiami, giusto?

            La spada del sole è zozza, ma da quando la prendi, aumenta il rischio di crepare perche sì – veleno, trappole etc. – e comunque, come dice una mia amica

            C’è una scarpa per ogni piede

            Il rischio di morire in battaglia è basso, ma non è nullo. Almeno un nemico cazzuto ogni libro lo trovi…

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            • ysingrinus ha detto:

              Quasi finito l’ultimo kai, mi sono tenuto fuori solo la telecinesi per questioni di storia. Se non muoio di veleno o imboscate è impossibile muoia in combattimento per ora: combat 29 ed endurance 26, con un 15 e un 20 di base.

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  9. shevathas ha detto:

    Molto belle, sinceri complimenti.

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  10. fulvialuna1 ha detto:

    Casalotti l’ho frequentato per un po’ circa 40 anni fa, immagino sia molto cambiato e allora per forza che ci sono tanti Casalotti a Casalotti.

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  11. cinemadegenere2014 ha detto:

    Bellissimo articolo, bellissime immagini.

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  12. Ф ha detto:

    L’ironia e l’autoironia sono i primi acciacchi di una giovane vecchiaia. Per il resto, racconto piaciuto.

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