Kavvingrinus – alessialia

Chi legge o viene letto da alessialia non potrà che essere incuriosito dalle letture che la nostra ci propone nella sua storia.
Cosa legge alessialia?
Lo scopriremo insieme!

Quando nacqui ero piccola, 3,450 kg per 51 cm.
Forse ho iniziato da un po’ troppo lontano.

In effetti…

Difficile ricordare il primo libro così come tutti quelli passati tra le mie mani. Non sono molto tecnologica, mai letto un e-book. Mi piace sfiorare le pagine dei libri, sentirne il profumo, tornare indietro, sottolineare, fare le orecchie (anche se so che non si fa), appuntare cose… Insomma, caderci dentro e viverlo.

Anche io sono progredito tecnologicamente da poco. Bisogna rendersi conto che la carta è sicuramente bella ed importante ma non si deve confondere la storia narrata, reale o di fantasia che sia, con il supporto.
Ben vengano le orecchie alle pagine, se funzionali alla lettura, se utili per ritornare su un punto superato.
I libri sono strumenti che noi usiamo, in qualità di scrittori o di lettori, e di conseguenza li usiamo come meglio riteniamo.

È una magia, una relazione che si instaura tra me ed il mio romanzo, quello che ho scovato. Lui fra tanti in quel momento. Potrebbe essere che sia stato proprio lui a scegliermi! E come dice “Firmino” di Sam Savage, la lettura è il cibo dell’anima!

Molto vero.

Uno degli ultimi scoperti per caso, anche se non è del mio genere, è “L’arte di ascoltare i battiti del cuore” di Sendker: ero alla Mondadori, e una ragazza me lo consigliò dicendo che le aveva fatto capire tante cose e commuovere. Le diversità fisiche in cui sono inciampati i protagonisti, hanno donato qualcosa in più alla loro esistenza. Ambientato in Birmania, tra malattie e morte, pare voler dire che non esistano significati né rimedi. È un polpettone inverosimile? Sì. Parla di un’attesa irraggiungibile che supera i limiti del tempo? Sì. Ti ha spiazzato? Sì! Ecco perché lo rileggerei, in tre giorni, come la prima volta. E lo consiglierei, ma si deve essere aperti e pronti a guadarsi dentro.

Leggere un libro su consigio di uno sconosciuto, per caso. Bella idea. Non ho letto però il libro in questione e non credo di volermi guardare dentro in questa maniera al momento. In futuro potrei però cambiare idea.
Kavvingrinus serve anche a questo, dopotutto1.

Scusate, ho perso il filo… cioè neanche l’ho iniziato… Il primo potrebbe essere “Abc” con Chicco e Chicca, le illustrazioni colorate dell’alfabeto. Ovvio che non ricordo le mie sensazioni, ma vedo l’entusiasmo della mia piccolina ora che lo ha ereditato!

Tra i libri per l’infanzia, questo mi è sfuggito. Sicuramente però è un libro importante, un libro che parte dai fondamentali, dall’ABC2!

Del periodo adolescenziale riporto invece “Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino” di Cristiane F.
Io che avevo sempre vissuto in un ambiente ovattato, sono stata catapultata nella dura e cruda realtà di droga e prostituzione giovanile di una Berlino dura e metallica, una realtà che pure esiste. Una citazione: “I bucomani muoiono da soli. La maggior parte in un cesso puzzolente. Ed io volevo morire. In realtà non aspettavo niente altro che quello. Non sapevo perché ero al mondo. Anche prima non lo avevo mai saputo con esattezza”.

Un bel libro. Direi un classico moderno, eppure non ricordo di averlo già letto nelle varie letture già passate. In tal caso brava!, che ha colmato un vuoto importante!

Mi piacerebbe comunque annoverare tra i miei amici Tom Sawyer e Huckleberry Finn.

Onestamente mi sembrano buone amicizie. Scavezzacolli ma bravi.

Come si fa a schiaffare tutti i libri dentro non superando 1000 parole? Non ce la farò mai! Devo contenere la mia copiosità e sicuramente ne tralascerò qualcuno! Potrei cancellare qualcosa ma non sono in grado, lascio così! Beh, sarò squalificata!

Non credo ci sia modo per venire squalificati. Il limite di parole è solo orientativo, per dare un’idea della lunghezza degli articoli. Oramai però è tardi mi sa…

Per motivi di spazio quindi di “Lessico familiare” della Ginzburg riporterò solo: “Il baco del calo del malo, il beco del chelo del melo, il bico del chilo del milo…”.

Quando lessi Lessico familiare probabilmente ero troppo giovane, a tratti scorreva bene ed a tratti diventava pesante.

E ora già mi vengono i brividi al solo pensiero di… “UN UOMO”. Oriana Fallaci va in Grecia per intervistare il rivoluzionario Alekos Panagulis: ne nasce un amore forte e tormentato. Un libro che ha bisogno di concentrazione, visti i temi trattati e la prolissità di Oriana (che ho ammirato anche in altre opere) nell’esplicare i suoi concetti.

Credo che i libri che richiedano concentrazione e passione nella lettura siano i migliori. Ma presto potrei smentirmi da solo.

Adoro Kathy Reichs, e il genere che narra! Lei è un’antropologa forense che nei suoi thriller narra le gesta della sua alter ego letteraria Temperance Brennan. Scrive in modo frizzante e scorrevole, ti catapulta dentro le sue scene. Io mi sono immedesimata nelle avventure di Tempe, professionista che nella vita privata si incasina e “pensa” come tutte noi donne comuni mortali tra ex marito, figlia, lavoro e nuovi amori difficili!

Non conosco! Però ammetto che non è il mio genere di letture.

E dove lo mettiamo Bukowski? Le sue “Storie di ordinaria follia” sporche e disperate… Volgari? Boh, forse… Ma anche questa è la vita… La vita di chi sta ai margini e ci vuole rimanere. Non si offrono immagini patinate e compiacenti, ma si spiattellano mali dell’anima, e descrizioni esplicite, a volte grottesche, anche degli atti sessuali.

Vero quello che dici su Bukowski. C’è un’ondata di giovani e giovanissimi lettori di Bukowski che ho l’impressione non capiscano Bukowski. È un autore piú complesso di quanto non si creda.

Non mi precludo nulla, mi piace assaporare il vuoto nella pancia che mi lasciano alcune poesie. Ad esempio Neruda, o i Fiori del Male di Baudelaire. Di Ada Negri, oltre ad alcuni dei suoi versi, ho assaporato il ritratto di lei giovane donna che ci fa vedere la sua indigenza familiare e la voglia di crearsi una propria identità descrivendo profumi e luoghi e facendoti vivere quelle esperienze insieme a lei in “Stella mattutina”.

Provo a dedicarmi alla poesia, ma devo ammettere che è una branca della letteratura con cui ho problemi. Ammiro molto chi riesce a scrivere, leggere poesie. Ed anche chi riesce a comprenderle cosí bene da trasmettere la propria passione agli altri.

Senza dilungarmi troppo vorrei comunque scattare una foto a Marquez, Sepulveda, Allende, L’elogio della Follia di Erasmo, Diario di un seduttore di Kierkegaard, Le affinità elettive di Goethe, la Kingsella, Gleen Cooper, Io speriamo che me la cavo, la Austen, Cime tempestose, Jane Eyre, Sveva Casati Modignani, L’esorcista, Le Braci di Marai, Il gattopardo, Il grande Gatsby di Fitzgerald e tanti altri di scrittori anche meno famosi…

Una maratona di titoli ed autori! Alcuni li apprezzo, altri li detesto ed altri ancora non li conosco!

Ma anche a Topolino, Dylan Dog, il manga City Hunter, le favole che ancora conservo…

Bello il Topolino di una volta, il mio preferito è quello che va dagli anni ’60 sino a quasi oltre la metà dei ’90. Dylan Dog alti e bassi, ultimamente piú bassi che alti3.

E “Un napoletano come me” di Siani. Prima di tutto non posso fare a meno di notare la gnocchitudine del suddetto ragazzo in copertina. Un comico vero, che quando fa le battute gli scappa da ridere pure a lui, che si fa capire, solare, un ragazzo che quando sorride somiglia ad una stella! Si ride davvero, e non solo i napoletani, anche i trentini!

Purtroppo non apprezzo Siani. Sarà sicuramente una brava persona umana e capace. Ma non mi piace.

Menzione d’onore per la mia pancia è Moravia che ho conosciuto grazie a La noia. Anche nelle sue opere si trovano temi esistenziali, il disadattamento, e il sesso… A lui dobbiamo La romana, e la Ciociara. E grazie a lui ho conosciuto le due donne della sua vita: Elsa Morante e Dacia Maraini, di cui riporto Voci, che mi affascina per la sua scrittura asciutta, diretta e con passaggi brevi.

Un altro autore che non mi ricordo se era già capitato ed in caso era strano che mancasse!

Mi è piaciuta molto l’opera prima di Yoshimoto: Kitchen, che tratta con semplicità temi ardui come l’omosessualità, la solitudine, la famiglia, l’amore, l’amicizia e la perdita degli affetti.

Non ho capito se non mi piace Banana Yoshimoto per come scrive o per le persone che conoscevo che leggevano i suoi romanzi. Nel dubbio non leggo.

Sono sempre stata affascinata dall’Africa. Anni fa ho per caso incrociato “La sabbia nelle vene” di Sandro Maria Carucci. Ovviamente è stato subito mio! Sia il titolo che l’immagine sulla copertina con i colori e l’immensità del Sahara e la verde oasi hanno subito suscitato un’attrazione fortissima per me!

Un viaggio in Africa, quando sarò piú vecchio e libero, vorrei farlo. Posso capire la fascinazione africana.

Invece non leggo mai le istruzioni, quindi se devo montare un armadio ikea, potrebbe uscirne fuori una poltrona!

Se si riesce a costruire una poltrona piú costosa di un armadio, o viceversa, ben venga la non lettura di istruzioni!

Infine, grazie al blog ho potuto conoscere due giovani promesse con uno stile graffiante, tutto loro, irriverente e piacevole, che ti vorticano dentro alle loro storie: Massimo della Pena con “L’ultimo Abele: storia di una ossessione” e Roberto Albini, che trova “Gli elefanti” che girano per Roma. Tutti dovrebbero leggerli perché meritano davvero, anche di più di alcuni scrittori che sono acclamati solo grazie al loro nome, o perché va di moda!

Conosco entrambi, ahiloro!

I libri sono grandi amici, o anche compagni se ci hanno lasciato meno sensazioni, proprio come capita nella vita.
Quelli che rimangono dentro, sono quelli che rileggeresti ancora e ancora e ti lasciano un bel sapore che ti porti dietro per la vita.

Giusto e piú che giusto, giustissimo!


È ora giunto il momento di ricordarvi a voi che vi leggiete le vostre storie, ma anche a voi che non vi leggiete le vostre storie è giusto ricordarvi che chi sapete voi e iPhsakol scrivono e spiegano a modo loro, che è diverso dal modo mio, alessialia!


  1. Serve sempre ricordare perché facciamo quello che facciamo, perché spesso ci convinciamo che non si deve fare nulla senza motivo e se il motivo c’è ma non ce lo ricordiamo finisce che non facciamo piú quello che facciamo. 
  2. Mi scuso per aver fatto il buffone ma se non lo facevo poi lasciavo l’onore tutto a chi sapete voi
  3. Un ultimamente molto lungo, forse intorn al numero 130 o poco dopo ho iniziato a riscontrare il peggioramento delle storie. 
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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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53 Responses to Kavvingrinus – alessialia

  1. kalosf ha detto:

    Mmm vedo che siamo tutti un po africani…

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  2. Dico solo questo: ahhh Un uomo!

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  3. beebeep74 ha detto:

    ottimo

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  4. Daniele ha detto:

    Molti non li conosco o non li ho mai letti, un piccolo numero di quelli citati lo conosco, ahimé (tipo il Gattopardula, inflittomi un’estate al liceo. Non ne ho un ricordo terribile solo perché quell’anno mi fu inflitta anche Elsa Morante, sei volte più noiosa e deprimente).
    Qualcosa mi dice che se finalmente leggessi L’elogio della follia, capirei di più la pazzerellitudine (petalosa, ovviamente) di alessialia :)
    Però L’esorcista e Lessico famigliare mi attirano…

    Riguardo Dylan Khal Drogo, ne ho letto un paio del periodo Recchioni e mi sono sembrati un po’ migliori di altri letti in passato – ma comunque non la mia tazza di tè :P

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    • ysingrinus ha detto:

      Non so, sono un po’ un nostalgico dei numeri vecchi davvero. Le storie erano orrorifiche e divertenti benché semplici.
      Poi devo confessare che in realtà Sclavi mi sta abbastanza antipatico e le sue storie con pippone morale sempliciotto non le apprezzo mai.

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  5. Cose da V ha detto:

    Storia molto scorrevole e interessante! Ho trovato diversi titoli che sono piaciuti anche a me e altri che non conoscevo. Noi i ragazzi di Berlino è stato un libro anche della mia adolescenza, ricordo che tutti dicevano di leggerlo così da evitare di drogarsi in futuro, in realtà molti si sono drogati lo stesso, però che bel libro! Bellissima la conclusione della sua storia di lettrice.

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  6. alessialia ha detto:

    mi sarebbe piaciuto tantissimo non essere stata tua amica di blog fino a poco tempo fa…. così magari lo diventavamo ora come ti è successo con altri partecipanti a kavvingrinus.

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  7. Topper Harley ha detto:

    Alessia è una bella persona, mi fa ridere parecchio. Ma anche tu, dai.

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  8. Ma Bohème ha detto:

    Tra i numerosissmi autori citati (molti li ho letti alcuni no) mi limito a commentare quanto avete detto su Bukowski. Oggi è letto quasi da tutti, va di moda diciamo, ma davvero è capito fino in fondo il suo realismo spesso crudo e sarcastico che non è pruriginoso invito o depravato compiacimento? Mi rimane un dubbio.
    Magari siete in grado di scioglierlo.
    Primula

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  9. giomag59 ha detto:

    Non sapevo che anche Siani avesse scritto un libro! Mescoli sapientemente vecchio e nuovo, con molta più determinazione di me: Erasmo ce l’ho in libreria e fa molto figo, ci faccio passare davanti gli amici con nonchalance, ma non l’ho mai aperto, specialmente da quando ho saputo che era una delle letture preferite di Berlusconi. Ma non ti avevano avvisato che Tom Sawyer e Huckeberry Finn erano letture da maschietti? Perché non Scarpette rosse e Pattini d’argento? :-)

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  10. ili6 ha detto:

    Non è facile essere buoni lettori di poesie, convengo con te. Io ci provo ed è bellissimo quando riesco ad entrare pienamente in un testo poetico. L’ermetismo, però, mi stanca, la fascinazione poetica deve essere immediata, come mi succede con Neruda, Ungaretti, Hikmet, Alda Merini e pochi altri.
    Concordo su parecchi autori citati da Alessialia, ma L’elogio della follia…uhm, ehm, mah, boh…

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  11. Pingback: e’ arrivato ilmio turnoooo! | ilmioblogpercaso

  12. lilasmile ha detto:

    È stato bello leggere anche il tuo modo di esporre la storia della mitica Alessia!
    Un sorriso. Lila

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  13. avvocatolo ha detto:

    Ahhahha le tue note sono sempre al top del pop! FIRMATO Chi sai tu hahaha

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  14. gigifaggella ha detto:

    Come ho già detto ad Avvo, mi piacerebbe partecipare alla rubrica delle letture che ti hanno formato…quando leggevo di nascosto fumetti un pò alternativi (Lando, Il Tromba, o Zora), roba da camionisti dei miei tempi…ma non si può rinnegare il passato, cacchio…sei d’accordo?

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  15. lulasognatrice ha detto:

    “Bisogna rendersi conto che la carta è sicuramente bella ed importante ma non si deve confondere la storia narrata, reale o di fantasia che sia, con il supporto.
    Ben vengano le orecchie alle pagine, se funzionali alla lettura, se utili per ritornare su un punto superato.
    I libri sono strumenti che noi usiamo, in qualità di scrittori o di lettori, e di conseguenza li usiamo come meglio riteniamo.”

    Molto piaciuto questo tuo “appunto” :)

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Fhtagn

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