Le mie confessioni; terza parte

Ritengo giusto accantonare un momento la mia sfera sessual/sentimentale per raccontare un altro aspetto della mia persona.
Ho già detto del motivo che mi ha spinto ad abbandonare la casa dei miei genitori, ora vorrei continuare a parlare del mio percorso una volta uscito dal nido.
Assicuro che per quanto possano sembrare assurdi alcuni aspetti, sono tutti, per fortuna, assolutamente veri!

Una volta presa la decisione di andare via mi trovai nella condizione di trovare un posto dove vivere, magari in grado di accogliere qualcuna se si fosse presentata l’occasione, e di uno straccio di lavoro per mantenermi.
Sino ad ora avevo sempre fatto piccoli lavoretti perché vivendo con i miei le esigenze erano ovviamente ridotte all’osso ma se volevo andare via dovevo mettermi in condizione di poterlo fare. I miei erano disposti ad aiutarmi, ma non potevo chiedere molto a loro, non era giusto. Dovevo però andare via in qualche modo, questa situazione mi paralizzava, ero arrivato a non riuscire piú ad uscire di casa, non ero in grado di sostenere il mondo, le pressioni ed aspettative degli altri, compresi i miei genitori.
Passavo le mie giornate davanti alla televisione, a vedere le peggiori porcate, ed anche per questo ora non la guardo piú, quando un giorno ci fu l’illuminazione!
Trasmettevano un film semplice, per molti giudicato leggero ed anche stupido ma, per me è stato la salvezza. Renato Pozzetto nel Ragazzo di campagna mi ha fatto vedere la vita in città e la vita nei campi, la dignità e libertà fuori dalla metropoli, volendo anche l’amore, senza tante finzioni e inganni.
La mia vita aveva trovato la sua strada!

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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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71 Responses to Le mie confessioni; terza parte

  1. Gemellone solare ha detto:

    Come film era divertente – e io non vado matto per Pozzetto!
    L’esperienza è stata poi molto diversa da quella del film? E ingoiare un ragno lascia un sapore amaro in bocca?

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  2. Zeus ha detto:

    Questo spaccato di vita è una vera e propria rivelazione.
    Mai e poi mai avrei sospettato che un film ritenuto sciocco (in maniera sconsiderata) dai più, sia diventato la stella polare del tuo futuro.
    Vivere il sogno BUCOlico è forse il grande traguardo di una vita, soprattutto tenendo conto che la spinta ad uscire dal nido è stata la presenza, quantomai sbarazzina, di un uccello.

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  3. Gintoki ha detto:

    “Il podere logora chi non ce lha": difatti tu ti sentivi logorato e sei ricorso al lavoro nel podere! E con questo plaudo a questo racconto sul come tutto sia iniziato e alla tua onesta nel dare giusto tributo alla fonte di ispirazione.

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  4. rachelgazometro ha detto:

    Uscito dal nido avevi già i baffi?

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  5. m3mango ha detto:

    Sempre più illuminante la storia di questo ragazzo di campagna.

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  6. Cose da V ha detto:

    Città, campagna, campagna, città… Non mi suona nuovo.

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  7. il post mi ha fatto rendere conto di essrmi perso nel reader la seconda parte, e non è cosa da poco perché rappresenta effettivamente lo scenario trait d’union (nel quale non è così improbabile ritrovarsi, anche solo per uan questione statistica) tra il primo e questo.
    però, pozzetto… uhm. lo salvo in verisione canora insieme a cochi ponzoni, ma in versione cinematografica no, non mi spicca comunque il volo.

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  8. avvocatolo ha detto:

    C’è una ricerca, ma seria, non a chiacchiere come quelle che fai tu, che sostiene che dopo l’uscita di quel film nelle campagne ci fu un’inversione di tendenza; erano anni di spopolamento delle metropoli, eppure un semplice film, da molti snob pseudointellettuali di sinistra ritenuto superciciale e commediola, un semplice film riuscì per anni a invertire la tendenza. Tu ne sei un esempio tardivo.

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  9. silviatico ha detto:

    C’è sempre qualcosa ad illuminarci per indicarci la strada: tu, a differenza degli Indiani Lakotha, non hai avuto la necessità di arrancare su per i roccioni di una montagna, per trovarti una caverna, in cui potere digiunare e così scoprire la tua visione della vita. Molto più duramente e coraggiosamente, hai dovuto trascinarti con il corpo renitente e la mente riottosa, per arrivare a quel film che avrebbe costituito il discrimine nella tua vita: la svolta esistenziale per eccellenza. Quella che tutti ci si augura di trovare prima o poi… Che dirti se non che trovo sempre più intrigante il tuo scrivere? Lo trovo sempre più espressione di grande singolarità e saggezza dirompente…
    Un caro saluto

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  10. colpoditacco ha detto:

    Adoro quel film… Tac 😁😁
    Spero che la casa sia più grande…
    Posso chiederti una cosa riguardo a queste confessioni?

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  11. tramedipensieri ha detto:

    Un faraone in campagna? Non si può sentire 😂😂😂

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  12. avvocatolo ha detto:

    È bello finalmente vederti sincero. Cala la maschera. Ora capisco perché hai messo la moderazione. Bravo!

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  13. ceciliagattullo ha detto:

    Ricordo la scena nella quale doveva andare a rispondere al telefono, ahahaha!
    Bel film.

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  14. viviennelanuit ha detto:

    E hai trovato la Maria Rosa??

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