Bianco

Parlando con Ivanov1 nei commenti di un mio articolotto con delle variazioni boschive2 sulle possibilità o meno del bianco in un racconto tipicamente mio3.
Qui c’è il risultato, potevo fare sicuramente di meglio, ma considerando la mia condizione piretica, non sono molto severo con me.


Bianco

Tutto è bianco. Immobile, Delle ombre un po’ meno bianche sembrano stagliarsi sullo sfondo candido.
Non c’è niente di naturale in quel bianco. È un bianco opprimente, invadente quasi. Sembra penetrare ogni cosa, invaderla, sovrastarla. Guardando con attenzione si possono percepire diverse sfumature, diversi gradi di bianco che rendono possibile il riconoscimento delle forme. Bisogna abituare gli occhi: all’inizio c’è solo una massa informe ma piano piano i contorni diventano visibili. Si vedono dei monti, delle colline e degli avallamenti. Piú vicino sembrerebbe esserci un boschetto.
Curiosamente, man mano che ci si abitua, sembra di poter guardare all’infinito. Come se il bianco eliminasse le distanze. Con un po’ di concentrazione è possibile vedere gli alberi del bosco come se ci si trovasse in mezzo. Le foglie sono di un bianco brillante sulla superficie e di uno lievemente piú sbiadito nella parte inferiore. Il vento, facendole muovere, crea un gioco di luci tale da avere l’impressione di veder le stelle danzare. Prima d’alzare gli occhi al cielo, però, è meglio guardare di fronte a sé. Le montagne, prima cosí distanti, sono ora talmente vicine che sembra di poterle toccare con le mani. Si riescono a vedere le crepe nella roccia e le venature, tutte rigorosamente bianche, dei minerali.
Quello che non si riesce a vedere sono le proprie mani. Per quanto ci si sforzi, avvicinandole o allontanandole dagli occhi, le mani rimangono sempre invisibili.
In mezzo al bosco ora si vedono delle figure, non sono umane, non completamente, almeno. Alcune possono avere una fisionomia umanoide deformata, arti superiori ed inferiori, terminanti però con chele e tentacoli invece di mani e piedi. Enormi teste deformi, storte, schiacciate, con appendici oscene e mostruose. Sembrano immobili ma in realtà hanno solo altri tempi. Decidono i destini di tutti gli esseri viventi. Ogni aspetto della materia appartiene a loro4.
Alzando gli occhi al cielo si rimane disgustati dall’abisso infinito dove sospese galleggiano le stelle. La loro luce malefica, bianca, ferisce gli occhi. La testa gira, nonostante il candore quella che viene sprigionata è un’oscurità insostenibile.
Questa luce mostruosa rende ogni oggetto disgustoso, ogni ombra, sempre bianca, una minaccia mortale.
In questo momento ci si rende conto di non essere piú. Non ci sono mani, non ci sono occhi, non esiste un corpo. Non è mai esistito. C’è solo il mostruoso bianco ed ogni cosa ne fa parte.
Amorfe entità schiavizzate da qualcosa di sconosciuto, dal bianco.


  1. Si legge Ivanof
  2. Sarebbe piú corretto scrivere silvestri ma cosí facendo userei le stesse parole usate per il titolo dell’articolo citato e non mi sembra il caso, onestamente. 
  3. Se L’Ivanoff intendeva qualcosa di diverso allora non ci posso fare niente, io questo ho capito e di conseguenza cosí ho scritto! 
  4. È ovvio il richiamo alle divinità del Ciclo di Cthulhu creato da Howard Phillips Lovecraft 
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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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94 Responses to Bianco

  1. Allora non solo l’unica a chiamarlo Ivanov (che si legge Ivanof)!!!!!

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  2. Silvia ha detto:

    Molto bello, direi mostruoso al punto giusto! ;)

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  3. Tati ha detto:

    Stai dando una prova provata del fatto che l’essere umano maschile ha grandi difficoltà nel reggere l’influenza :P
    Scherzi a parte… Ho tutti puntini dagli occhi… Sai come quando fissi il sole?… Ecco così , per tutto questo bianco…

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  4. dimitilla ha detto:

    Il bianco è tremendo !!! Tutto bianco senza ombre !!!
    La vita è fatta di ombre !!!!

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  5. lamelasbacata ha detto:

    E’ un bianco spietato questo! Mi ricorda un vecchio film del 1960, L’uomo che visse nel futuro, e l’incontro con i Morlock.
    Non è un caso che in spettrofotometria la calibrazione degli strumenti viene effettuata con “il bianco”……
    Ancora malato Yzzy?

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  6. ivano f ha detto:

    E’ davvero un incubo bianco, ci sei riuscito anche da malato!!! Hai reso perfettamente l’idea della luce bianca che opprime, nasconde sè stessi e rivela cose che non si vorrebbero vedere… Quasi mi vengono le vertigini a leggere della luce bianca di quelle stelle…

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  7. Cose da V ha detto:

    A me è venuto in mente un film veramente orrendo con quel viscidone di Michael Pitt, dove torturano la povera Naomi Watts! è tutto bianco, per quello. Mi fa piacere quando scrivi! qualcosa!

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  8. tiZ ha detto:

    la vita è colore…se vedi bianco….ehm vedi anche un tunnel?

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  9. Gemellone solare ha detto:

    Sai cosa? Credo che ci sia un margine per svilupparlo in una storia un po’ più lunga senza diluirla: è un’ottima scena iniziale, seguita da un lungo flashback, potrebbe alludere a una fine tremenda del(la) protagonista, con un funerale dei ghiacci che potrebbe trasformarlo/a in un essere assoggettato al bianco (immaginando il bianco come un’entità, tipo il concetto geometrico della spirale nel manga Uzumaki di Junji Ito).
    Se la febbra 2 ti lascia requie, pensaci sopra – potrebbe essere un progetto per il muro del sogno :)

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  10. shevathas ha detto:

    Bello. Abbinato con la stagione.

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  11. rachelgazometro ha detto:

    È l’inizio di una serie di racconti con un colore come spunto? Questo intanto è davvero bello.

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  12. avvocatolo ha detto:

    stupido stupido wordpress… volevo lasciare un commento in bianco ma non me lo fa fare!

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