Scherzo

Poco tempo addietro Ivanof, invidioso del mio sodalizio con Zeus, per il progetto dello Orrore nella foresta, ha scritto, in merito ad un altro progetto su cui sicuramente tornerò in futuro, una storiella che necessitava assolutamente di una risposta adeguata.
Alla fine del racconto, una prova fotografica della scrittura su carta ed il racconto stesso in PDF.

Scherzo

Seduto alla scrivania I. scriveva senza sosta; la mano frenetica vergava parole sulla carta stropicciata mentre il sudore della fronte, colandogli sugli occhi, lo accecava.
Doveva scrivere, non poteva farne a meno, non aveva nessuna possibilità. Doveva e basta.
Le pile di fogli davanti a lui crescevano senza sosta, fogli carichi di storie assurde, affascinanti ed orribili. Storie in cui il lettore si sarebbe potuto perdere, storie in cui si sarebbe potuto precipitare senza piú poter risalire.
Anche I. stava precipitando, non sarebbe potuto risalire perché risalire era impossibile e piú scriveva e piú precipitava in un osceno baratro senza fondo. Ogni pagina scritta era un po’ di I. in meno, ogni parola fantastica smembrava la sua personalità.
Era maledetto: un giorno scherzò con qualche divinità malvagia, divinità sconosciute ai piú ma non per questo meno reali o potenti, e da allora la sua vita divenne un inferno. Come le storie che scriveva, la sua esistenza fu sempre piú legata all’assurdo e all’orrore.
Non poteva piú alzarsi dalla sua scrivania, le sue gambe facevano parte della sedia, il suo busto del piano stesso e le sue mani terminavano con una penna per braccio. I fogli erano infiniti, piú ne riempiva e piú ne comparivano altri, bianchi, intonsi, da riempire.
Qualche volta le sue pagine sparivano, come se qualcuno se le fosse portate via, facendogli desiderare di sparire anche a lui, di venire portato via da qualcuno, da qualsiasi parte che non fosse quella scrivania, lontano da tutto quello che doveva scrivere.
Sapeva però che era impossibile, lo sapeva perché ogni tanto sentiva quelle divinità ridere. Ridevano di lui e della sua sofferenza. Lo tormentavano illudendolo di essere libero, di stare solo sognando o di essere semplicemente matto. Ad ogni illusione seguiva sempre una cocente delusione, non era matto e lo sapeva.
La realtà era diversa, I. era condannato a scrivere e a decantare le lodi delle divinità che aveva offeso per l’eternità.
Un giorno però qualcosa cambiò. Per un attimo intravide il suo corpo liberato dal giogo della scrivania, poi i fogli scomparvero e i suoi arti tornarono normali; forse gli dèi si erano stancati di quella pena, data la loro proverbiale volubilità, forse il tempo era finito e cosí anche l’eternità. I. non poteva saperlo, si sentiva solo tremendamente stanco, non aveva mai potuto riposare e cosí cadde addormentato.
Quando riaprí gli occhi era un tucano.

Zampe di gallina per un inchiostro adatto ad Ivanof.

Zampe di gallina per un inchiostro adatto ad Ivanof.

scherzo

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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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55 Responses to Scherzo

  1. ivano f ha detto:

    Grazie per avermi in qualche modo giustificato: come giustamente fai notare, chi non è invidioso del tuo sodalizio con Zeus? ;)
    Scrivo molto peggio di te, bastano pochi giorni e stento a capirmi! :O
    Ora che sono un tucano dovrò imparare la lingua, non è che potresti aiutarmi? Che verso fanno i tucani???

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  2. Tati ha detto:

    Quello su carta l’hai scritto col sangue?

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  3. rachelgazometro ha detto:

    È proprio la tua grafia?

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  4. ivano f ha detto:

    L’ha ribloggato su Spunti da asportoe ha commentato:

    Viviamo in un mondo ben strano, dove la Verità viene sbeffeggiata impunemente, come sto per dimostrare: appena ho provato a fare un po’ di luce su ciò che avviene clandestinamente ogni giovedì fra due campioni di umiltà quali Zeus e Ysingrinus, ecco che sono costretto a subire la vendetta di quest’ultimo. Egli insinua che io soffra di una gravissima malattia deformante (lèggere per credere), e il fatto che lo faccia tramite una prosa elegante non basta certo a rendere le cose migliori. Inoltre dal suo sarcofago polveroso e trascurato mi lancia insensate accuse di invidia nei confronti del loro sodalizio (se così vogliamo chiamarlo…), accuse che nemmeno vale la pena di prendere in considerazione. Perchè lo fa? Ha qualcosa da dimostrare a Zeus? Si tratta di un gioco mentale fra loro due? Se volete cercare risposte fate pure, io non credo ne valga la pena: inutile illudersi di trovare tracce di logica nei comportamenti di dèi così fuori moda…

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  5. alessialia ha detto:

    Ciaooooo! Che carina la tua scrittura! Fai le d maiuscole cicciotte… Quindi ti piace mangiare il pollo!

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  6. giomag59 ha detto:

    Ma povero ivanof! Sembra un racconto di Edgar Allan Poe… costretto a scrivere e perdere per ogni cosa che scrive un po’ di se… sara’ quello che succede veramente a chi scrive di se? Siete una bella coppia (o tripletta, o quadriglia non ho ancora capito) di simpatici bravi squinternati!

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  7. Zeus ha detto:

    Il tucano… la risposta è nel tucano.
    Risposta adeguata. Dovrò trovare anche io una risposta adeguata e sfidarlo in singolar tenzone ehehe

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