Il ragno di Zeus

«Non è morto ciò che può giacere in eterno. E in strani eoni anche il secondo Ysingrinus d’autore non muore»

Questo il misterioso distico scritto da Abdul Alhazeus quando mi ha inviato la sua versione del racconto Il ragno per partecipare al piú grande concorso del millennio1
Non mi prolungo ulteriormente ché non sono una presa né tantomeno una spina e ripropongo, cosí come mi è stato inviato, la sua dignitosissima proposta.

Lo sento ancora. Percipisco il movimento. Il camminare avanti indietro. Le zampette hanno un ritmo particolare, sembra di sentire una terzina di basso – tic tic tic, tic tic tic -. Lo sento anche adesso che sto camminando, mi accompagna ovunque io vada. Si muove. Vive. Ho un ragno nell’orecchio e non so cosa fare. Ho un ragno nell’orecchio e lo sento tessere la tela nel mio cervello. Ma forse non riesce ad arrivarci, al mio cervello; forse sono troppo complicate le vie della mia testa. Con l’unghia vorrei entrare nel padiglione e distruggere quella creatura, ma non so se questa sia la scelta giusta. Se lo uccido come farò a toglierlo? Se non lo uccido, uscirà? Ma perché dovrebbe uscire? Obiettivamente il mio orecchio è una casa tranquilla, umida quanto basta e calda il giusto. Sono la miglior casa di me stesso. Per questo motivo lo sento passeggiare avanti ed indietro, ogni minuto che passa meno titubante. Un brivido costante, come se avessi elettrodi attaccati con ganci metallici alla spina dorsale. Il dolore mi acceca. La sofferenza mi fa piegare sulle ginocchia. “Ti prego liberami. Ti prego…”Vorrei un Dio misericordioso che guardasse giù dall’alto della sua nuvola dorata e si preoccupasse di me. Del ragno che mi sta passeggiando nella testa. O forse è solo nell’orecchio e sento l’eco che rimbalza in tutto il cranio? Perché percepisco un ritmo soffuso anche nell’altro padiglione. Per questo gratto la pelle sulla guancia. Per questo mi strappo i capelli. Strisce di sangue colano sull’orecchio, lasciandomi pittato come un barbaro. Ma io gratto fuori fuoco, perché non so come liberarmi da questo rumore costante.Se scuotessi la testa con forza? L’ho trovato utile dopo una nuotata nel mare. Ma se invece che farlo uscire, le scosse lo spaventassero e lo facessero entrare ancora più in profondità? Il cervello è a pochi succulenti centimetri, un pasto luculliano per chi sa approfittarne. Un nido di prima classe. Se passerà abbastanza tempo, se ci sarà molto movimento, un giorno o l’altro aprendo la bocca me lo troverò sulla punta della lingua? Ne sento già la consistenza pelosa che passeggia sotto il palato. “Ti prego Dio, liberami da questo tormento!”E così gratto, sfregiandomi il lato della faccia. marchiandomi a sangue come un bovino in attesa del supplizio. Pezzi di unghie cadono sul pavimento lucido, insieme a pelle viva, capelli e gocce di sangue purpureo. Più lui zampetta nel mio orecchio, giocando con timpano e martello, più io gratto. Più gratto, più invoco un Dio benevolo affinché il ragno non provi a far casa nel mio padiglione. Cosa proverei a sentire tessere la tela? Un suono d’arpa dalle tinte angeliche o le scosse telluriche di un suono demoniaco? Credetemi quando vi dico questo: ho provato di tutto e ho cercato ogni soluzione. Per questo me ne andrò in quel bosco tetro, amici miei. Ho un cappello da cacciatore sulla testa per nascondere lo scempio delle ferite sul volto e trappole nel mio tascapane. Sono alla ricerca di un geco che cacci via il ragno dalla mia testa. Un geco pazzo per uccidere colui che mi sta facendo impazzire. Ma vi sembrerà tutto assurdo, ne sono sicuro. Non mi avete mai creduto quando vi ho detto del dolore, dell’orrore e della pazzia a portata di mano. Voi non avete mai avuto un ragno nell’orecchio. Non sapete cosa sto provando.


  1. Oppure questo è quello mi sarebbe piaciuto avesse scritto. 
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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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54 Responses to Il ragno di Zeus

  1. Zeus ha detto:

    L’ha ribloggato su Music For Travelerse ha commentato:

    Io lo ribloggo.
    Perché? Prima di tutto perché ci sono io. Secondo perché il Faraone Ysingrinus mi ha lanciato un monitor dicendomi: “partecipa al concorsone”. E io partecipo al concorsone riproponendo un suo testo: il ragno.
    Leggete prima la versione originale, così vi fate il palato. Poi la mia… che è materia organica.

    Ma Abdul Alhazeus mi piace un botto ahahahah.
    Fatevi sentire, ogni vostro voto… sarà un voto invano.

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  2. Imposibile dimenticare il secondo e terzo Concorso, essi sono molto più importanti delle antiche e moderne olimpiadi messe insieme. In fondo quelle sono solo competizioni in cui gente vestita male (oggi) o con il bischero a penzoloni (ieri) saltella qua e là senza il minimo della dignità.
    Da notare che, avendo partecipato al terzo Concorso, sono anche in trepidante attesa dell’esito (ma ci sarà solo un vincitore o addirittura una graduatoria?)

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  3. ivano f ha detto:

    Ottimo risultato, questo concorso è di alto livello, e non smette di ricordarcelo!

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  4. Tati ha detto:

    Uffa … Non lo posso proprio leggere…. Grrrrr

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  5. Dora Buonfino ha detto:

    Forse so come liberarti dal ragno!

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  6. gigifaggella ha detto:

    Se può servire, io ho il geco e pure un ragno tatuato sulla spalla…potrei esser la persona giusta. Telefonare ore pasti.

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  7. alessialia ha detto:

    Societto! Io ho un pochino pauretta dei ragnetti… So che lui potrebbe dire la stessa cosa di me… Rosafante qualche giorno fa ha trovato una ragnetta con le scarpine gialle… Ora ti mette l’aproboscide nell’orecchio e aspira… Poi prende entrambi gli aracnodini l, li mette sulla punta ed inizia a proboacidare alla luna… Galeotto fu l’orecchio di ysin.. Se i rumori continuano si tratta di labirintite…! Il geco non mi sembra una bella idea…

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  8. Pingback: Premiazione del concorso Ysingrinus d’Autore seconda edizione 2014/2015 – sezione narrativa! | Discussioni concentriche

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