Per gioco

Sempre in odore di pigrizia rispolvero un minuscolo racconto che credo risalga al 2006. Il racconto in sé non è molto bello ma ci sono affezionato perché è nato come gioco. Un mio amico su MSN mi propose di scrivere qualcosa partendo da tre elementi che mi doveva fornire lui. Elementi a caso, credo.
Dovevo scrivere qualcosa inserendo le parole ciliegia, tesorotroll. E dovevo scriverlo in tempo reale, chiacchierando con lui su MSN.
Per ovviare alle ovvie carenze che si sarebbero riscontrate nella storia usai la parola cerusico: sapevo che non sapeva cosa significasse, cosí potevo avere un punto di forza nel suo punto di debolezza. Per questo all’inizio lo ripeto, per intimorirlo.
Il nome del personaggio, invece, l’ho scelto perché quando batto a caso sulla tastiera mi vengono sempre suoni simili e cosí ho fatto per il suo nome, per quello del villaggio ho dovuto battere piú volte e aggiustare un po’ il risultato.
Per pubblicarlo qui, ho dovuto rifinirlo, piú di quanto l’avessi rifinito quando lo pubblicai sull’ormai famigerato forum di cui ho già parlato in passato: all’epoca cercai semplicemente di renderlo leggibile fuori da un contesto di messaggistica.
Per il resto, si fa quel che si può!

Terar il troll

Terar il troll in una scorribanda nel villaggio di Jurtyf, sgozzò l’anziano cerusico del villaggio. Tutto ciò che trovo addosso al vecchio era solo una ciliegia di roccia… Terar ruggí dalla rabbia, e demolí letteralmente la catapecchia del cerusico; intanto il villaggio era andato in fiamme, qualcosa doveva essere accaduto, ma il mostro non era in grado di capire cosa.
Non ci pensò un solo istante, corse lontano dalle fiamme, lontano dal villaggio distrutto e dal corpo dilaniato del vecchio.
Terar era confuso, non sapeva cosa stesse facendo, era stanco, faticava a respirare, eppure non aveva subito nessuna ferita, nessuno era riuscito a colpirlo.
Prese la ciliegia fra le sue rozze dita e la osservo con attenzione. Era perfettamente levigata e particolarmente pesante per le sue dimensioni. Per un attimo la vide brillare e, senza pensarci, un attimo ingoiò il frutto di pietra e subito il mondo sfumò: i suoni si ottenebrarono e in un batter di ciglia perse i sensi.
Quando Terar riaprí gli occhi, vide tutto il mondo circostante come se avesse avuto un vetro rosso davanti agli occhi. Ogni cosa era in una sfumatura rossastra, come la ciliegia che aveva ingoiato. Un urlo di rabbia perforò l’orecchio di Terar, un uomo in armatura dorata si scagliò contro il troll brandendo un pesante spadone a due mani. Il mostro senza pensarci bloccò il colpo con il palmo di una mano, poi afferrò l’arma con l’altra mano e la spezzò.
L’uomo in armatura non si perse d’animo e rovesciò un sacchettino di polvere ai suoi piedi, diede un ordine secco, o almeno così pensò Terar, e dalla polvere versata saettarono una decina di fulmini che colpirono in pieno petto il mostro.
«Dammi il tesoro, lurida creatura!» tuonò l’uomo. Terar sanguinava, le sue ferite erano piú serie di quello che avrebbe potuto immaginare, ma questo lo fece soltanto infuriare ancora di piú: saltò addosso all’uomo con l’intento di staccargli la testa dal corpo e l’avrebbe fatto di sicuro se i suoi movimenti non fossero stati rallentati da qualcosa di soprannaturale.
«L’hai mangiato il tesoro, vedo. Bestiaccia immonda, questo vuol dire che dovrò ucciderti!» osservò l’uomo «Il mio villaggio era legato a quella reliquia, e ora la dovrò prendere dal tuo sporco intestino!»
Detto questo raccolse i pezzi del suo spadone, socchiuse gli occhi e ricongiunse magicamente i resti della sua arma. Si avvicinò al troll reso immobile dalla magia e sferrò un colpo con tutta la sua forza.
Lo spadone spazzò l’aria, il mostro non c’era più, era svanito nel nulla. Terar si trovava in un mondo parallelo: vedeva il mondo che aveva visto fino a quel momento e vedeva un altro mondo sovrapporsi su quello di sempre. In quest’altro mondo poteva muoversi senza problemi, vedere e sentire tutto, meglio di come avesse mai potuto fare nella sua goffa, per quanto violenta, esistenza.
Vide il paladino dannarsi per non essere riuscito a bloccarlo, vide in lontananza il villaggio distrutto, decise di andare a vedere in che condizioni versasse, e mentre pensava questo, il suo corpo si ritrovò al centro del villaggio in fiamme. Pensò alla catapecchia distrutta e magicamente vide le quattro pareti distrutte. Vide il corpo del vecchio morto, vide qualcosa che prima non poteva vedere. Allora parlò, pronunciò delle parole che non aveva mai saputo di conoscere né tanto meno di saper pronunciare. Le fiamme si spensero, gli edifici si ricostruirono e il vociare del villaggio giunse alle sue orecchie. Il cadavere ai suoi piedi si ridusse in polvere mescolandosi al pulviscolo ambientale e riuscí distintamente a vedere sé stesso staccarsi dal suo corpo, non era uguale a lui, aveva sembianze umane, ma era lui, era ancora lui.
Vide il paladino che gli aveva dato la caccia in lacrime, allora gli parlò. Gli spiegò quello che era giusto fare, che il suo tempo era finito e il paladino annuì, si trafisse con la sua arma e morì. Terar sorrise soddisfatto, il Terar umano era lì davanti a lui, gli occhi vitrei e la pelle morta. Con l’ultimo sforzo di volontà decise di donarsi la vita. Terar aprì gli occhi, sapeva cos’era successo, così raccolse la ciliegia di pietra, la pulí dalla polvere che le era finita sopra cadendo a terra, la infilò in tasca e spalancò la porta della sua abitazione per aiutare il suo nuovo mondo, il suo vecchio mondo.

Annunci

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
Questa voce è stata pubblicata in Arte e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

11 Responses to Per gioco

  1. rachelgazometro ha detto:

    Ti si legge con piacere.

    Mi piace

  2. Silvia ha detto:

    Un bel racconto, buon inizio settimana! :)

    Mi piace

  3. Considerazioni:
    – Bello
    – Leggibile ma anche pensabile (qualcosa vorrò pur dire con questo commento)
    – Il paladino potrebbe chiamarsi Pbao, o Bdwhob, ma anche Aweosiu, mi sembrano tutti nomi validi e valorosi.

    Mi piace

  4. Pingback: Partecipando | Discussioni concentriche

Fhtagn

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...