Nella nebbia

L’insoddisfazione come suo solito mi accompagna fedele. E questo è un bene perché l’insoddisfazione è amica intima della delusione. Per questo qualche tempo fa ho fatto un disegno con un’idea in mente e poi ho lasciato crescere quest’idea. L’ho fatta crescere senza nessuna sorta di sostegno o di appoggio, l’ho fatta maturare bene e quando ho visto che era pronta non ho fatto nulla. Ho aspettato. Ho aspettato arrivasse la fermentazione e che per il gas sprigionato da questo processo chimico, l’idea stessa tracimasse, con tutti i residui e gli errori grossolani dovuti alla maturazione e relativa fermentazione incontrollata.

***

Nella nebbia

Quella sera si sentiva inquieto. Non riusciva a concentrarsi su nulla, lo stomaco era chiuso, gli tremavano le mani e il sudore gli imperlava la fronte. Aprí la finestra per prendere una boccata d’aria ed il freddo inaspettato gli punse il volto. Non si era reso conto del rapido cambiamento climatico che c’era stato in poche ore. Il cielo era grigio per le nubi scure che coprivano ogni cosa, un leggero velo di nebbia stava rapidamente salendo dal terreno e, soprattutto, la temperatura era drasticamente scesa.
Queste rapide considerazioni quasi gli bloccarono la sensazione di ansia, ma fu solo un attimo fugace perché nell’indistinta oscurità notturna vide un’ombra muoversi nel suo giardino. Il panico gli serrò la gola, ecco a cos’era dovuta quell’agitazione, in qualche modo si era reso conto che c’era qualcuno nel suo giardino, qualcuno che cercava di muoversi di nascosto. Ma cosa poteva volere da lui? Non aveva soldi e sicuramente la sua scalcinata casa non poteva far dedurre chissà quali ricchezze. Era una specie di capanna in mezzo alle sterpaglie ed agli arbusti incolti sull’orlo di una strada periferica di grande scorrimento.
Forse era davvero solo un’ombra, magari la sua immaginazione, probabilmente l’agitazione che stava provando gli aveva fatto vedere qualcosa che non c’era, non il contrario. Il contrario era assurdo. Richiuse comunque la finestra e spense la luce per riuscire a vedere meglio fuori, senza il riflesso interno. Trattenendo il respiro per non appannare il vetro cercò di scorgere possibili movimenti nella nebbia che andava via via aumentando e compattendosi, senza però riuscire a percepire nulla. Un improvviso scricchiolío gli fece gelare il sangue nelle vene, qualcosa di molto pesante si era spostato lí fuori. Poi un colpo sordo, qualcosa caduto a terra! Il terrore che l’aveva preso prima lo attanagliò nuovamente, la nebbia di fuori gli impediva di vedere qualsiasi cosa ed intanto provava sempre piú freddo, l’umido della notte passava attraverso la finestra entrandogli nelle ossa, ma non per questo era scosso dai brividi: qualcosa si stava muovendo nel suo giardino, tra le piante, e lui non aveva modo di sapere cosa fosse.
Il buio intorno a lui lo terrorizzava, lo sentiva opprimente e spesso, carico di minacce; con la mano andò sull’interruttore per accendere la luce ma senza risultato. Il tasto scattò a vuoto, le lampadine non si accesero, come se non ci fosse mai stata corrente, mentre qualcosa cominciò a battere sulla porta con insistenza, colpi secchi e violenti, ritmati. Un richiamo forse. Tremante di paura si recò alla porta, trattenne il fiato e la spalancò di colpo, pronto al peggio. In qualche istante gli occhi si abituarono alla foschia e all’oscurità ma non vide nessuno, c’erano dei segni sulla porta, come se qualcuno vi avesse battuto violentemente ma non c’era nessuno. Nessuno. Era completamente solo, solo in mezzo a quegli arbusti, in quella desolata sterpaglia ai margini della città. Dimenticato da tutto e tutti. Eppure qualcuno o qualcosa si era mosso davanti alla sua finestra, qualcuno o qualcosa aveva battuto contro la sua porta…
Non fece in tempo a concludere il suo pensiero che un ramo lo colpi alla fronte, buttandolo a terra. Come dita adunche i ramoscelli piú sottili si mossero contro di lui cavandogli gli occhi e strappandogli la carne, mentre i rami piú spessi continuarono a percuoterlo sino a ridurlo in poltiglia.

Il mattino dopo uno spazzino trovo un corpo maciullato davanti alla vecchia catapecchia abbandonata. Il cadavere era irriconoscibile.

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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35 Responses to Nella nebbia

  1. dmitri ha detto:

    Sono lieto di sapere che le ore della sera scorrono serene, senza il fastidio di pensieri inquietanti.

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  2. rachelgazometro ha detto:

    Stanotte ho dormito con la finestra aperta, mi par di capire di aver corso un grande pericolo.

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  3. lilasmile ha detto:

    Dove sarebbero sti errori grossolani? No, giusto per farmi un’idea :)

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  4. Mastro Birraio ha detto:

    Molto angosciante le ripetizioni “dell’ombra nella sterpaglia”. Ci sono tutti gli elementi che ti aspetti -il che potrebbe deludere- ma non per questo penso che i minuti dedicati alla lettura siano andati sprecati anzi… ;-)

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  5. Giovanni Comparone ha detto:

    Molto bello e inquietante, con un finale movimentato che spezza il ritmo in crescendo della preparazione. Mi spiace, ma non delude per niente…

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Fhtagn

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