Importanze

È importante parlare di cose importanti quindi lo faccio.
Cos’è importante? Quello che mi importa, ovviamente.

La prima importanza è una riflessione sullo scrivere e sul comunicare in generale. Ogni scrittore, o comunicatore in generale, deve deludere i propri lettori, o comunicandi in generale, perché è solo attraverso la delusione di chi si è abituato che si può capire se si sta realmente cambiando e si sa che non ci si sta adagiando su presunti allori. Inoltre la delusione è educativa: si impara che le cose non vanno sempre bene nella vita. Per questo io cerco di deludere il piú possibile.

La seconda importanza è la moda degli altri o meglio ciò che ne consegue: l’odio profondo. L’altro giorno in libreria ho visto un coglioncello con una barbetta di niente, qualche peletto sul mento e basette molto rade, e la parodia dei miei baffi: baffetti spelacchiati malamente rigirati verso l’alto con i lobi delle orecchie ben dilatati e il primo bottone del colletto della camicia rigorosamente allacciato. Lí dentro faceva un caldo apocalittico, senza giacca e col collo libero puzzavo come se avessi rincorso autobus per tutto il giorno. Perché un giovinotto, per quanto coglione, deve conciarsi cosí? Qual è il motivo per cui la moda vuole che chi mi veda mi associ a quel tipo di coglioni?

La terza, ma prima, importanza è il concorso artistico. Devo dedicarmici e decidere se è il caso o meno di chiuderlo per poi decidere il fortunato vincitore.

Tra le disimmportezze c’è una riflessione che facevo oggidí: difficilmente riuscirò a vedere il secolo successivo nella stessa forma in cui sto vedendo l’attuale decennio.
Ce n’era un altro sicuramente, ma era cosí ininmportante che me lo sono dimenticato, io che non dimentico mai nulla, io che sono il motivo per cui c’è la locuzione proverbiale «memoria da Ysingrinus»!

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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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146 Responses to Importanze

  1. Gintoki ha detto:

    Si dice che l’imitazione è la miglior forma di adulazione, quindi un baffo dovrebbe far piacere: ma da ciò che rappresenti e, come dici, si trattava di una squallida parodia. Come tale, da censurare senza rimorsi. Oltretutto il colletto allacciato è totalmente fuori luogo, soprattutto in libreria, a mio avviso, un luogo che dovrebbe essere deputato a erudizione & relax: se la prima è fornita dai libri, il relax in qual misura si può ottenere se non sbottonando il colletto?

    Vorrei tanto partecipare all’ysingrinus d’autore, ho anche l’opera scelta per farne il falso, ma mi sento totalmente negato. Oltretutto, non vorrei cadere in quell’atteggiamento parodistico tanto odioso testé descritto

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    • ysingrinus ha detto:

      Rispondo per calma con punti:
      Nel caso del baffo io vengo associato al coglione in questione e non il contrario. Questo perché qualche testa di cazzo ha deciso che bisognava portare i baffi come li porto io, però piú da merdosi. Cosí io porto i baffi e la barba come li porto, ma la gente pensa che voglia essere come i coglioni che ho scoperto invece con grande ritardo rispetto a tutti gli altri perché non me ne frega niente di niente. E scusa l’incoerenza!!
      In libreria vai per curiosità e desiderio di apprendere qualcosa, che sia attraverso un album musicale o un film su supporto ottico o un classico libro non importa. Ci vai perché vuoi qualcosa lí, non ci vai perché devi far vedere a tutti quanto sono dilatati i tuoi fori con il colletto tutto allacciato ed i baffi da testa di cazzo.
      Puoi partecipare al concorso, non rischieresti affatto di sembrare parodistico perché il motivo per cui lo faresti non è parodistico. E inoltre avresti il diritto di parodizzare ciò che scrivo e disegno e fotografo e vocalizzo.
      Se vuoi puoi, se puoi fai, se fai vedi, se vedi vuoi.

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      • Gintoki ha detto:

        Sul primo punto posso capire un po’: ho sempre portato camicie a quadri, ora qualcuno ha deciso che il must di un certo sottotipo di giovane alla moda in un determinato sottocontesto culturale debba andare in giro a quadri, così ora sono un modaiolo in linea col sottotipo e sottocontesto.

        Ho deciso, mi cimenterò. Mi servono un paio di giorni di tempo e ne caverò fuori qualcosa

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        • ysingrinus ha detto:

          Grandissimo!

          Tornando al discorso di prima non è fastidioso il seguire o meno una moda, per quanto questa possa essere bella, è fastidiosa la superficialità con cui le persone decidono che tu fai qualcosa per un motivo o per l’altro.
          Ho portato camicie di flanella a quadri per tempo immemore, perché ho il mito del boscaiolo con la maglia di lana, la camicia di flanella e lo zuccotto che copre le orecchie. Poi ho scoperto che era roba da giovinastri grunge…

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  2. rachelgazometro ha detto:

    Sto cominciando a fare spazio nella libreria per il premio.

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  3. maximwalker ha detto:

    Chi mai sarebbe così stolto da paragonarti ad un plebeo?

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  4. dmitri ha detto:

    Ce l’avrei qualcosa da dire in proposito, ma sarei prolisso. Lo farò con un post, prima o poi.
    Ho, inoltre, un ulteriore problema che mi impedisce di riversare ora e qui la mia prolissità: il mio amico e convivente immaginario, contravvenendo agli accordi che prendemmo a Jalta (o Yalta, chissà?) io lui e Vissani, si rifiuta di preparare la cena.

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    • ysingrinus ha detto:

      Io ho sempre detto Yalta, ma potrei aver sempre sbagliato in effetti.
      Se vuoi prolissare qui puoi farlo senza problemi ma se ti senti piú a tuo agio nel tuo spazio personale sappi che ti verrò a leggere.
      Anche Vissani si sta rifiutando? Che brutta persona…

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    • dmitri ha detto:

      Dimenticavo, verranno a chiederti di avere un occhio di riguardo nella valutazione, meschini. Tu dovrai premiare chi non ti chiede nulla, ricordalo e ricorda che io non ti ho chiesto nulla, nulla.

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  5. kalosf ha detto:

    Mio caro devi comprendere che una moda si incarna nelle imperfezioni di chi la vive… Ora se l’imperfezione si avvicina al minimo e punta allo 0 assoluto, come nel tuo caso, allora capisci come anche se apparentemente qualcuno potrebbe assomigliare al tuo stile, in realtà è da te infinitamente distante

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  6. Francesca ha detto:

    Se penso io a quante volte deludo… e se chi mi legge si abituasse alla delusione? il suo effetto “normale” sarebbe perduto. Credo che dovrò inventarmi qualcosa di nuovo. Magari scusarmi delle troppe delusioni?
    E il ragazzotto… non prendertela più di tanto se puoi, è solo un volgare imitatore.

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  7. Il baffo di per sé è nulla, è l’anima che lo infonde di gloria. Un’anima che invece cerca di accendersi tramite un baffo è un’anima che non conosce fulgore.

    Ho portato il colletto abbottonato e spesso la cravatta tra il 2001 e il 2003, fortunatamente all’epoca era qualcosa di abominevole.

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  8. Mi sono sempre chiesto perché ci si faccia crescere il baffo sul labbro superiore e non in altri posti, per esempio sul labbro inferiore (solo per chi ha una barba abbastanza folta in quel punto) o sul mento. Un giorno vorrò provare il baffo sul mento, ho questo presentimento.

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  9. Pensa a un baffone a U che dal labbro inferiore supera gli angoli della bocca e va a spiovere in alto! Qualcuno deve pur farlo

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  10. Mastro Birraio ha detto:

    Scusami per il ritardo tra il like ed il commento ma oggi giornata dedicata alla famiglia. Io credo che tu nessuno possa permettersi di scimmiottare lo stile e la classe di un faraone. Per bacco!
    Io credo che la delusione sia una conseguenza, conseguenza del cambiamento e dell’impossibile restare fermi sulle proprie idee per sempre. Oggi penso che “a” siamo bello e quindi tutti gli amanti di a saranno lieti di avermi tra gli amici. Domani potrei cambiare o potrebbe cambiare a generando delle azioni e inevitabilmente della delusione.

    Sul concorso perdonami ma non ho la minima idea di quello di cui stai parlando!

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  11. Pingback: Sono stato a quadri prima di te, però ora diamoci un taglio | Shock Anafilattico

  12. Tati ha detto:

    ma la delusione… va a braccetto con l’illusione?

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