Scelte

Di fronte a me ho un bivio, che potrebbe anche essere stato il titolo di quest’articolo se il titolo di quest’articolo non fosse stato “Scelte”, perché bivio mi sembrava piú adatto ad un’indicazione stradale o a un programma di televisione commerciale, probabilmente anche il titolo da me scelto, e cioè non “Bivio”, è stato usato, nelle sue molteplici varianti, per qualche programma di televisione commerciale. Parimenti avrei potuto dire che di fronte a me ho una “scelta”, nel caso in cui avessi deciso di intitolare l’articolo “Bivio” e non “Scelte”, però il plurale di “scelta” è “scelte” che ha un suono concentrico, mentre il plurale di “bivio” è “bìvi” che è meno bello e significativo dell’altro.

La scelta del bivio in questione è questa: da grande diventare un assassino seriale o un attore seriale.

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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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48 Responses to Scelte

  1. Mastro Birraio ha detto:

    Convengo con la “scelta” della parola scelta. Sulla serialità del mestiere devo ammettere che si tratta di scegliere quello meno monotono.

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  2. Gintoki ha detto:

    E diventare un attore seriale che interpreta assassini seriali?

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  3. dmitri ha detto:

    Se non è troppo tardi: la prima che hai detto.
    Sai che noia fare l’attore, in Italia poi.

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  4. wellentheorie ha detto:

    Cioè, io mi sento in imbarazzo a cliccare “mi piace” su quasi ogni post, cioè sembra quasi una cosa meccanica, un “mi piace” politico, ma come si fa a non apprezzare un post sulla scelta/bivio tra scelta e bivio, un post che, oltretutto, contiene il plurale “bivi”, che raramente si ha occasione di sentire…? Cioè, insomma, mi piace.
    :)

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  5. Non bisognerebbe mai scegliere di fretta; potresti iniziare a diventare seriale, e poi vedere con calma che tipo di inclinazione seguire, oppure spizzicare un po’ qui un po’ là.

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  6. Simon James Terzo ha detto:

    Tutto ciò che è seriale lo trovo un po’ scocciante, l’attore seriale parrebbe come un suicidio costantemente fallito. Ora, meglio uccidere se stessi o gli altri? Ma soprattutto, gli altri sono ancora vivi? E quindi, si potrebbe parlare di assassinio?

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    • ysingrinus ha detto:

      Di questi tempi la serialità va di moda e se l’assassino non può essere occasionale anche l’attore deve rispecchiare la sua possibile controparte.
      Gli altri sono ancora vivi? Se non lo sono non si può parlare di assassinio e di conseguenza di assassini seriali, se invece lo sono il discorso può cambiare.

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  7. insultoumano ha detto:

    Che bono che sei nella foto del profilo.

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  8. kalosf ha detto:

    …che poi è la stessa cosa ;/)

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  9. domenicomortellaro ha detto:

    Bivi è purte un imperativo dialettale zozzissimo!

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  10. tiZ ha detto:

    Un attore assassino, no?

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