Bollette e non solo

Apro la cassetta delle lettere e cosa posso trovare? Se va bene pubblicità, altrimenti posso trovare delle bollette da pagare se non peggio.
Una volta però non era cosí, una volta c’era piú varietà. Potevi aprire la cassetta delle lettere e, se il pony express non era stato attaccato dai pellerossa, se non era morto di sete e fame, se non era stato derubato dai banditi o se non aveva semplicemente deciso di attraversare l’oceano Atlantico a dorso di cavallo, potevi trovare ogni sorta di lettera. Poteva esserci la lettera di un amico che non sentivi da tanto tempo perché distante, poteva essere una cartolina di qualcuno che era andato in vacanza in un posto bello, in realtà questa possibilità esiste ancora e rientra nei “peggio” di cui dicevo prima, poteva addirittura essere una lettera d’amore di quelle profumate e decorate che si possono vedere nelle vecchie storie di Carl Barks. In ogni caso poteva essere il desiderio di comunicare qualcosa, di sentire qualcuno. I tempi erano molto lunghi, da qualche giorno a diverse settimane se il mittente era in un altro continente, quindi i messaggi dovevano essere il piú pensati e sentiti possibile, perché la comunicazione era lenta ed andava condotta bene per evitare incomprensioni o effetti indesiderati.
Una e-mail arriva quasi istantaneamente, la tastiera rende facilissimo scrivere, tanto facile da non dover neanche impegnare la testa per farlo, io scrivo anche senza guardare schermo e tastiera, anzi molte volte scrivo facendo altre cose. Ma una cosa tanto automatica può essere pregna di significati e di sentimenti come una cosa a lungo ragionata? Purtroppo no. Io posso scrivere una lunga e-mail ragionata e pensata, ma cosí facendo vado in direzione contraria alla natura stessa del mezzo ed alla società che l’ha costruito e che si sta costruendo attorno.
Il modernismo contro cui mi scaglio ci sta sí dando qualcosa, ma ci sta togliendo ancor di piú, ci fa dolere il collo o gli occhi per la tastiera invece che le dita e le mani per la penna, ci sta togliendo il gusto di sentire l’odore della carta, dell’inchiostro e delle matite ma, soprattutto, ci sta togliendo la gioia di aprire la cassetta delle lettere e sta facendo in modo che io scriva in un blog, che in realtà sono due!

Per non lasciare troppo insensato il titolo dell’articolo e al tempo stesso dare conferma di ciò che ho detto in passato, ecco una foto del celebre (?) racconto che pubblicai qualche mese fa!

Poi ho cambiato inchiostro, adesso uso Royal Blue della Pelikan, che, forse per via del nome, è una delle mie marche preferite sin da bambino!

Poi ho cambiato inchiostro, adesso uso un Royal Blue della Pelikan, che, forse per via del nome, è una delle mie marche preferite sin da bambino!

About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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36 Responses to Bollette e non solo

  1. PindaricaMente ha detto:

    Avrei voltuto mandarti un pizzino, ma il mjezzo non me lo permette.
    Caro amico di penna, accontentati, dunque, di questo misero commento scritto al pc ma col cuore. ;-)

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  2. ludmillarte ha detto:

    …è che non bisognerebbe mai abbandonare del tutto il passato ché sono nostalgica e poi vuoi mettere la bellezza dell’attesa, la possibilità che non arrivasse ciò che speravi per un numero civico sbagliato o perché avevi proprio cambiato residenza? … ora cambi mail, ma cambiando proprio discorso, scopro un secondo blog! ecchelotenevi nascostooo? ;)

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  3. afinebinario ha detto:

    La nuova tecnologia ha soppiantato la comunicazione epistolare e si è passati in breve tempo dall’amico di penna all’amico di tastiera abbattendo la barriera del tempo e della distanza.
    Ricordo perfettamente le lettere vergate a mano con quella loro personalità che trasmetteva calore, intimità. Al di là dei contenuti potevi cogliere dal tipo di carta scelto, dalla scrittura, addirittura dagli svolazzi a corollario delle parole l’umore della persona che ti aveva scritto.
    Un messaggio di posta elettronica non può sostituire quel carteggio che ancora molti ostinatamente conservano nel tempo dove addirittura l’eleganza della firma aveva la sua eloquenza.
    Mi piacerebbe trovare nella cassetta della posta una lettera scritta a mano, confesso, mi piacerebbe proprio tanto! :D
    Complimenti Ysi, bel post! ;-)
    Affy

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  4. wellentheorie ha detto:

    Anche a me piace la carta, e le scritte a matita, o anche a biro, ma il mondo ci rema contro: ricordo le ultime volte che, da turista, ho cercato di spedire cartoline: i tabaccai, quando chiedi francobolli, ti guardano malissimo, e le cassette della posta sono rare e introvabili… Allora ho desistito. Ma con grande tristezza! :(

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  5. Io sono un nostalgico dell’e-mail, l’ho idealizzata (per tanti buoni motivi) in contrasto alla bruttura delle pseudochat qualunquiste in cui riversare tanta merda distratta. La lettera scritta non l’ho mai vissuta, è un dato di fatto (purtroppo).

    Per sopravvivere alla marea di merda distratta bisogna fare alcune scelte non intuitive. Si pensa che per restare in contatto con le persone bisogna iscriversi a un social network. Niente di più diabolicamente falso, di una falsità pura e cristallina. Anche il vizio dell’eroina è più sociale dei social network.

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    • ysingrinus ha detto:

      Tutto è piú sociale di una cosa che per ingannare deve mettere la parola sociale nel nome!
      A me non dispiacciono le Mailing List mirate, cosí come i forum mirati, ma sono bestioni obsoleti pure loro oramai.

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      • Attualmente nel mio mondo l’e-mail è ciò più si avvicina a una comunicazione personale, il che presuppone un minimo di interesse nella comunicazione e di contenuto (anche un gioso cazzeggio è un signor contenuto).
        E’ diventato difficilissimo scambiarsi anche una e-mail, quasi sempre le lettere restano senza risposta, ma non è un problema di tempo, non solo. Il problema è la distrazione causata dai social network.

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  6. Il social network è un mostruoso tampax che ASSORBE senza pietà ogni linfa vitale

    Questo modo di non vivere sarà uno dei 2-3 tabù fondamentali delle prossime religioni maggioritarie (quelle che succederammo alle religioni magioritarie fondate sul social network)

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  7. lindae ha detto:

    il mio ricordo più bello è che durante l’estate colle vacanze di mezzo tra la scuola e la scuola e scrivevo le cartoline c’avevo una grafia strana disesercitata. e pensavo che era assai tempo che non scrivevo colla penna. e le lettere di amore impregnate di profumo sergio tacchini quello in offerta e le parole bagnate dal profumo di amore e sergio tacchini. chevvoglia di scrivere di lettere di amore e profumi di sergio tacchini che m’hai messo.
    tenchiù

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  8. tiZ ha detto:

    la carta, il suo odore e la pressione lasciata dalla penna dava di più la sensazione che qualcuno si fosse fermato un momento e l’avesse dedicato solo a scrivere quelle righe, che si fosse fermato a dedicare del tempo solo a te ..

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Fhtagn

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