Scemenza bio

Onestà vuole che io premetta che non sono ingegnere, chimico, architetto e nemmanco architetto d’interni, per sapere cosa faccio consiglio di leggere qui.

Perché questa premessa? Perché devo trattare di un argomento che potrebbe mettermi di fronte a lettori malpensanti che potrebbero accusarmi di non essere preparato sull’argomento. Cosí per evitare che mi venga chiesto dove ho studiato questa o quella cosa, lo dico sin da subito. D’altronde chi cura un’enciclopedia, come sto facendo io in questo blog, ha davvero bisogno di studiare?
Premetto, dopo la prima premessa, che ho il vizio di leggere, leggo tutto quello che mi capita davanti, cosí quando mi è capitata tra le mani una rivista di consigli d’arredi e ristrutturazione casalinghe ho letto di un camino bio, anzi per la precisione ho letto del biocamino. Qual è la peculiarità del biocamino? Scalda poco, può essere situato al centro di una stanza perché la fiamma è in una struttura, in questo caso ho visto foto di biocamini appesi o incassati o in tronchi di piramide a base quadrata, chiedo scusa per questi dati ma ne approfitto per dire che non sono matematico o geometra, anche se il riconoscimento di un tronco di piramide a base quadrata potrebbe non essere alla portata di tutti ma io dopotutto sono una persona speciale, e sono alimentati da un combustibile liquido chiamato bioetanolo. Cos’è il bioetanolo? Su questa rivista leggo che è un combustibile ricavato da biomasse ad alto contenuto zuccherino, quali mais, orzo e barbabietole. Curiosamente la mia scarsa cultura mi fa pensare che l’etanolo classico derivi dalla fermentazione degli zuccheri, tra i quali mi vengono in mente l’uva, l’orzo, la barbabietola, etc etc. e quindi mi viene il primo dubbio. Il bioetanolo è differente dall’etanolo o semplicemente si sta chiamando in modo diverso la stessa cosa? Il bioetanolo viene denaturato come l’alcool etilico che si usa per detergere per far sí che le persone non lo possano bere (ovviamente sarà denaturato)? Il secondo proviene dal fatto che il biocamino scaldi poco e vada quindi usato come elemento d’arredo o coadiuvato da un altro sistema di riscaldamento, per cui se non sufficiente o anche solo per bellezza mi sembra venga meno la comodità della scarsità di residui volatili e no, il concetto quindi farlocco di bio.
Beninteso che anche un camino tradizionale ha il vizio di scaldare molto solo l’ambiente antistante il camino stesso, diversamente da un termocamino a legna o nocino o una stufa a pellet, ma essendo alimentato a legna non dovrebbe ricadere naturalmente, nel concetto di bio, anche tenendo conto che l’alcool se denaturato non dovrebbe piú essere bio, proprio perché denaturato.
Ecco il perché di tante premesse. Spero di non aver insultato installatori di biocamini né di aver offeso chi magari si è installato un biocamino in casa e fiero lo mostra a tutti i suoi ospiti, ma questo è quello che penso e nulla, a parte la mia incoerenza, potrà farmi cambiare idea!
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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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37 Responses to Scemenza bio

  1. Silvia ha detto:

    Non ci vedo il senso nemmeno io, se uno ha la possibilità che metta un camino vero, altrimenti sono solo copie fatte per bellezza che non hanno scopo e utilità….
    Buon pomeriggio :)

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  2. mairitombako ha detto:

    ma dove e’finito il senso ? non lo vedo da nessun parte..
    sereno pomeriggio di domenica ,e un saluto d’atene- Grecia

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  3. marlatremaine ha detto:

    Adesso devo assolutamente vedere il biocamino in tronco di piramide a base quadrata. Devo.

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  4. Gintoki ha detto:

    Sto immaginando la scena di uno che, in un’occasione formale in cui riceve ospiti per una cena elegante, intrattiene i convenuti mostrando fiero il proprio biocamino

    “…e questo, è il mio biocamino in tronco di piramide a base quadrata…”
    “aaaah…fantastico…”

    Comunque, nel cercare informazioni, ho trovato un articolo, è uno dei primi risultati di google:
    BIOCAMINI: LA NUOVA FRONTIERA DEL CALDO

    poi leggi l’articolo e c’è scritto “anche se i biocamini sfruttano il principio della fiamma, in realtà non sono veri camini. Se vogliamo trovare una similitudine, direi piuttosto che si avvicinano di più a una candela, a un quadro con la fiamma”

    più che nuova frontiera del caldo, avrebbe avuto più senso dire “la nuova frontiera del freddo!”

    Quindi, ricapitolando: tu ti fai questa installazione in salotto, la alimenti a bioetanolo che costerà anche un po’, bruciando un intero campo di mais che serve per ottenere ‘sto distillato (chiedo scusa ma non sono un chimico quindi lo chiamo banalmente distillato) per alimentare una candela.

    Facciamo che le cene romantiche resto a farle con una candela di cera, vah

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    • ysingrinus ha detto:

      Fai bene a dire distillato, neanche io sono chimico e dall’alto della mia ignoranza, ben celata sicuramente, mi arrogo il diritto di dire tutto quello che ho voglia di dire.
      Mi dispiace di non essere stato il primo a scrivere del biocamino, ma in virtú del mio potere di prevedere il passato era naturale che andasse cosí. I titoli mendaci però vedo che continuano a proliferare nonostante l’ovvietà che non è possibile celare nell’articolo stesso. La nuova frontiera del caldo che si avvale addirittura di un combustibile noto da millenni. Non entro nei dettagli di quanto mais, orzo, barbabietola etc etc (e conseguente inquinamento che va a vanificare la fantomatica componente bio). è necessario adoprare per 2 litri di bioetanolo, validi a scaldare dalle 4 alle 20 ore a seconda dell’intensità della fiamma, perché non sono un agronomo né nient’altro di simile.

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    • ysingrinus ha detto:

      Comunque non è da escludere il vanto di un fiero anfitrione per un sí mirabile complemento d’arredo innovativo che unisce l’inutile al brutto!

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      • Gintoki ha detto:

        Immagina di dirlo a una donna: vorresti venire a vedere il mio biocamino a casa?

        Insomma, le stampe cinesi e le collezioni di farfalle hanno un che di vetusto, qui è tutta un’altra questione.

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        • ysingrinus ha detto:

          L’innovazione credi che risieda nel contesto sociale? Forse dovrei aggiungere quest’articolo alla categoria “Contro il modernismo” se volessi mantenere il piglio polemico adeguato?
          Oppure è ancora presto per poter criticare una nuova moda, quasi un nuovo corso della storia, considerando l’importanza delle interazione tra entrambi i sessi, in special modo nei periodi di crisi? In tal caso dovrei aggiungerlo alla categoria “Attualità”, ma tenendo conto delle riflessioni che mi fa fare, potrei spostarmi in “Riflessioni”. L’appiglio artistico è presente nell’idea stessa del tronco di piramide a base quadrata e di conseguenza anche la voce “Arte” può essere soddisfatta.
          A conti fatti, e ti ringrazio per avermi dato modo di fare i conti, il biocamino potrebbe diventare l’argomento universale del mio blog, l’argomento che dà solo può spaziare in ogni dove ed in ogni come!

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          • Gintoki ha detto:

            La portata di questa innovazione è sicuramente notevole.

            Parliamo di un oggetto dalla funzionalità pari a quella di un frigorifero che funziona a temperatura ambiente che è evidente che un individuo acquisti per trarne una forma di gratificazione personale. Quindi investe la psicologia, che potrebbe analizzare il fenomeno del biocamino intesto come impatto emotivo sulla persona. Ma l’ego non si nutre solo di sé stesso, altrimenti siamo a un mero atto onanistico interiore. Qui subentrano le relazioni sociali, perché chi trae piacere dall’arredare casa con simili complementi (non so se d’oggetto, d’agente o di specificazione) desidera condividere tale piacere, quindi sì, ci può stare anche l’immagine del fiero anfitrione.

            E poi ovviamente la moda, il design, l’architettura, l’arte, insomma tutti campi in cui il biocamino può dire la sua, a mio avviso.

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  5. Pingback: Appendice a “Scemenza bio” | Discussioni concentriche

  6. Mi complimento con la scrittura densissima di idee e spunti, oltre che valida di per sé. Spesso mi è quasi impossibile leggere post di lunghezza anche inferiore a questo, mi incaglio alla seconda-terza riga e smetto, perché di solito non amo soffrire.
    Sulla bioputtanata a piramide tronca non posso aggiungere altro, l’hai già analizzata in modo brillante da ogni punto di vista. Se dovessi parlarne a qualcuno gli girerei direttamente il tuo articolo.

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  7. Volevo dire che mi complimento con te per la scrittura (non con la scrittura direttamente)

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  8. tiols ha detto:

    Ehilà! Prima che mi licenziassi, facevo da 6 anni il progettista di impianti per case. Quindi anche quelli termici. Il biocamino è fondamentalmente una puttanata per il riscaldamento di un’abitazione normale. Ottimi per case in montagna (quindi baitelli piccoli e costruiti tutti in legno, da consentire una minore dispersione verso l’esterno e una diffusione più rapida del calore all’interno) o per implementare il già presente impianto di riscaldamento. In definitiva, come dici te, sono solo “figate” che servono per far vedere “quanto si è fighi” con un BIOcamino, se situato in soggiorni di case moderne.
    Oltre che bisogna comunque scaricare i fumi, e quindi fare una canna fumaria, bucare la parete e il soffitto, progettare il tutto se è possibile realizzarlo, oltre che in certi comuni d’Italia è VIETATO usare queste caldaie per regolamento (Milano è uno di questi).

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    • ysingrinus ha detto:

      Tioly dai mille passati e dai mille misteri! Leggevo, su quella deprecabile rivista, che non necessitano di canne fumarie ma solo si ambienti ventilati. Hanno dunque scritto una menzogna su un prodotto menzognero?

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      • tiols ha detto:

        Mmm. Chiedo subito ai miei colleghi. Un attimo…

        Ok, anche il mio collega afferma che i produttori dicono che non servano, ma anche lui si fida poco di queste cose. Si tratta comunque di fiamme libere. Io sono favorevole solo ai camini seri, quelli in pietra dove ci puoi mettere una piotta per fare grigliate. Mica quei robi lì! :D

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        • ysingrinus ha detto:

          Io sto installando un termocamino, abbastanza capiente per poter anche grigliare o arrostire, ma non sto mettendo il gas (poi ci sono anche altri progetti ma ancora è presto per dirli).

          Comunque siamo tutti d’accordo che sono delle potenziali fregature i biocamini e questo mi rasserena. :)

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  9. ludmillarte ha detto:

    diverse volte mi è capitato di constatare che la cosa naturale non è biologica mentre quella falsa sì :(

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  10. Pingback: Recensendo | Discussioni concentriche

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