Giuseppa o l’arte dell’ubiquità

Continua il processo enciclopedico perché nulla può fermare un enciclopedista: né la stanchezza, né il disinteresse generale possono nulla contro il sacro fuoco che scorre nelle vene di chi vuole donare la propria, e non solo, conoscenza al mondo intero.

Mi è stato chiesto di scrivere articoli piú lunghi, vedrò cosa posso fare senza dilungarmi troppo in inutili preamboli, ma chi possiede il dono della stringatezza deve in qualche modo combattere tale dono senza però rifiutarlo. Guai a rifiutarlo, un rifiuto potrebbe pregiudicarne la permanenza ed allora tutto diverrebbe lungo e complicato, noioso e ampolloso.
Quindi senza indugiare oltre ecco l’ultima parola uscita dai commenti di questo articolo: «Peppa», parola che si può trovare in quasi qualsiasi contesto, solitamente in situazioni di vero stupore «E la P.» oppure di preoccupazione o reale sbigottimento «Oh Santa P.». Abili studiosi hanno scoperto che la Giuseppa in questione è in realtà una sostituzione della figura cristiana della madre di Gesú, usata per evitare di urtare le sensibilità religiose del prossimo e perché divertente. Cosí questa fantomatica santa che anche secondo Wikipedia non esiste, almeno nella forma pura, ha acquistato a poco a poco dignità e sempre piú reale esistenza con il risultato che la si può invocare in qualsiasi contesto pur ignorando le sue origini ed anzi considerandola completamente slegata da qualsiasi altro contesto.
La Peppa è un classico esempio di mito divenuto realtà, ridivenuto mito e successivamente di nuovo realtà, basti pensare ai disegni animati inglesi dove protagonista è una piccola porcellina di nome Peppa.
Altro ci sarebbe stato da dire, sulla “realtà” dei miti e sulla loro esistenza ciclica, ma per timore di poter perdere il dono di cui scrivevo sopra non ho potuto approfondire l’argomento.
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About ysingrinus

Mi sono accorto che non avevo scritto niente qui e cosí ho deciso di scrivere qualcosa.
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12 Responses to Giuseppa o l’arte dell’ubiquità

  1. Silvia ha detto:

    Ahahahahahah…..come ti vengono vorrei sapere ;)
    Buona serata :)

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  2. eppure sono le ultime due righe che ho preferito (tra l’altro mitopoiesi è una parola che volevo dire da un po’)

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  3. Noi stessi siamo il mito di qualcuno nell’universo

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  4. Poco tempo fa ho letto un libro molto sottovalutato (sta sullo scaffale della letteratura per ragazzi [ma cos’è la letteratura per ragazzi? io non l’ho mai capito]). Il libro è la storia infinita. Nel libro ci sono due realtà di cui ciascuna può anche essere considerata realtà per se stessa e mito per l’altra. Ci sono un sacco di concetti interessanti in questo libro (l’ho apprezzato anche per il lato immaginifico). Ho perso il filo!

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